
Come se la caverà “Il Commissario Montalbano” con l’inglese? Poco importa, dal momento che la decisione di trasmettere l’intera serie di film-tv tratta dai libri di Andrea Camilleri sulla Bbc è stata immediatamente seguita da un’altra decisione, ovvero quella di mandare in onda ogni episodio della serie in lingua originale, con i sottotitoli in inglese.
La notizia dell’acquisizione del “pacchetto Montalbano” da parte della tv pubblica inglese è arrivato a termine degli incontri al Mipcom di Cannes, da cui la Rai è uscita decisamente soddisfatta. “La Rai torna da Cannes con concreti e importanti successi”, ha dichiarato il vice direttore generale Gianfranco Comanducci, per cui la serie “si conferma importante ‘atout’ per la Rai”.
Infatti “Il Commissaro Montalbano” non è nuovo a trasmissioni all’estero. Oltre alla messa in onda di Rai International, infatti, la serie è stata vista in Danimarca, Spagna, Svezia, Germania, Ungheria, Polonia, Stati Uniti e Francia. La differenza rispetto a queste trasmissioni, però, è che quella che effettuerà la Bbc (e non per la prima volta: la fiction andò già in onda con alcuni episodi tre anni fa) sarà interamente sottotitolata ed in prima serata.

Il Capitano Jack Harkness (John Barrowman) e la sua squadra sono pronti a tornare al lavoro, questa però in America. La quarta stagione di “Torchwood”, sottotitolata “Miracle Day”, in onda da stasera alle 21:50 su Fox (canale 111 di Sky), è la prima ad essere co-prodotta tra Gran Bretagna (la Bbc) e l’America (Starz, anche se inizialmente di parlava della Fox).
Il risultato di quest’unione di intenti è una storia che parte dalla Gran Bretagna e si conclude oltreoceano, per un mistero che coinvolge tutto il mondo. La popolazione umana smette di morire: quello che viene chiamato “giorno del miracolo”, quando si ripete nelle successive giornate, diventa un pericolo per l’umanità stessa e per il pianeta, che non può far fronte ad un aumento esponenziale della popolazione così repentino.
Non solo: l’immortalità regalata agli umani comporta una serie di altre conseguenze, dalla necessità di aumentare i farmaci (la gente non muore, ma continua a soffrire), a quella di risolvere il problema alimentare (le risorse della Terra potrebbero esaurirsi in poco tempo), passando per la questione dell’ordine pubblico (esiste ancora il tentato omicidio, se l’omicidio in sè diventa impossibile?). Situazioni che preoccupano poco, però, Jack e la sua squadra che, prima di tutto, deve scoprire chi si trova dietro a questo piano. Piano che coinvolge direttamente il Capitano Harkness che, se prima era immortale, ora non lo è più.
Continua a leggere: Torchwood - Miracle Day su Fox: il Capitano Harkness sbarca in America

Capita a volte di trovarsi nel posto giusto al momento giusto specie per chi fa questo lavoro. E’ capitato ieri al sottoscritto che, presenziando alla registrazione della puntata del Chiambretti Night che vedrà ospite Valentino Rossi (in onda venerdì e sabato in seconda serata su Canale 5) abbia fermato Barbara d’Urso che, terminata la diretta di Pomeriggio Cinque, stava entrando in macchina per recarsi presso il residence dove alloggia. Quale occasione migliore per avere dalla sua viva voce qualche notizia in più circa il reality I Ripetenti? La conduttrice gentilmente mi ha dedicato pochi minuti del suo tempo, sufficienti a dare delle risposte concrete sulle voci che la riguardano. E ha pure risposto alle polemiche suscitate dopo la notizia data in trasmissione sulla Clerici e il compagno Eddy Martens.
Barbara, abbiamo scritto noi e altri siti de I Ripetenti e i nostri lettori ci hanno segnalato che durante Pomeriggio Cinque ci hai citati parlando di questo programma. Sarai quindi tu a condurlo?
“Vi ho citato perchè penso che TvBlog sia un blog autorevole tanto è vero che lo consulto tutti i giorni. La trasmissione si dovrebbe fare, io sono molto orgogliosa che la Endemol abbia pensato a me per condurla, ma posso dirti in tutta onestà che con l’azienda per quanto mi riguarda stiamo lavorando ad altri progetti”.
Quindi contrariamente a quanto scritto non farai I Ripetenti?
“Probabilmente no, perchè siamo concentrati su un’altra realtà più lunga che ovviamente non posso anticipare quindi ti prego di non chiedermi di più”.
Potrebbe essere un preserale? Sappiamo a tal proposito che sabato hai registrato un numero zero di un nuovo programma, Esc o per meglio dire Every Second Counts, format della BBC. E’ vero?
“Ammazza, ma sapete tutto! Sì è vero, è un format curato da Fatma Ruffini e sono felicissima di lavorare con lei perchè la adoro. E’ un game show e mi sono molto divertita a testarlo”.

E’ un’altra bella sorpresa quella che arriva dall’Inghilterra e che potremo vedere da stasera alle 21 su Joi di Mediaset Premium. Parliamo di “Sherlock”, la serie-rivisitazione del celebre personaggio di Arthur Conan Doyle. Tre episodi da 90 minuti ciascuno (il titolo del primo, “Uno studio in rosa”, è un omaggio al primo romanzo in cui il personaggio è comparso, “Uno studio in rosso”) che appassionano, divertono e che non tradiscono lo spirito del personaggio nato prima sulla carta e poi portato al cinema (l’ultimo caso è dell’anno scorso, grazie a Robert Downey Jr.) ed in tv.
Non mancano le differenze coi quattro romanzi ed i 56 racconti nei quali Holmes è protagonista: la più ovvia è la collocazione temporale. Non siamo più alla fine del 1800 ma ai giorni nostri. Lo Sherlock Holmes che vediamo (interpretato da un acuto, delicato e sorprendente Benedict Cumberbatch, visto in “Amazing Grace”), quindi, è alle prese con cellulari, Gps, analisi di laboratorio ed esperimenti col microonde.
Ma questo aspetto non sbiadisce la fedeltà al personaggio, anzi, ne mette in risalto il suo carattere irruento, a volte arrogante, geniale ed affascinante. Holmes, in barba agli investigatori di Scotland Yard (tra cui Lestarde, a cui dà volto Rupert Graves), riesce a giungere alla soluzione dei casi ed a capire da che parte puntare l’attenzione da pochi dettagli. Una capacità più unica che rara, a cui assistiamo per la prima volta nell’incontro col suo fedele assistente John Watson (Martin Freeman, “Love Actually”, “The Office U.K.” e nel prossimo “The Hobbit”).

Chi si è appassionato alle avventure di “The Inbetweeners”, trasmesso da Mtv recentemente, potrà divertirsi seguendo gli episodi della seconda stagione della serie, inediti in Italia, sulla web tv di Bonsai Tv, che li trasmette da oggi in streaming. Sei gli episodi, che hanno riscontrato un buon successo in Inghilterra.
Protagonisti ancora una volta sono quattro ragazzi, nel “mezzo” della popolarità del loro liceo (ovvero non sono nè dei “losers” ma neanche tra i più popolari), e le loro avventure a volte ai limiti dell’assurdo. Il tutto con un linguaggio spinto, tagliente e ironico, che piace perchè sa esprimere al meglio i giovani britannici di oggi.
SkyUno (canale 109 di Sky), invece, ci propone da stasera alle 21 la nuova serie canadese “Call Me Fitz”, con protagonista Jason Priestley, l’ex Brandon di “Beverly Hills 90210″. Dopo una serie di partecipazioni ad alcune serie televisive, l’attore e regista torna in tv nei panni di Richard ”Fitz” Fitzpatrick, un rivenditore di auto incurante delle sue azioni e del futuro. Dopo un incidente, Fitz fa la conoscenza di Larry (Ernie Grunwald), benefattore che dice di essere la sua coscienza, intenzionato a renderlo un uomo migliore. Presentata allo scorso RomaFictionFest, “Call Me Fitz” è già stata rinnovata per una seconda stagione, anch’essa composta da tredici episodi.

Matt LeBlanc, che tutti conosciamo come Joey di “Friends”, deve avere molta autoironia per aver accettato di far parte di “Episodes”, curiosa comedy della Bbc e di Showtime che debutterà in America il 9 gennaio. La serie, infatti, non è altro che una presa in giro dello show business americano e di chi ci vive, attori compresi.
La comedy è stata creata da David Crane, co-creatore proprio di “Friends”, e da Jeffrey Klarik. Nei sette episodi della prima stagione (di cui dopo il salto potete vedere il trailer) seguiremo le avventure di una coppia di autori britannici (Stephen Mangan e Tamsin Greig), molto popolari in patria grazie ad uno show di successo, che gli americani vogliono adattare alla loro tv.
Inizia così un percorso di compromessi, rinunce ed imbarazzi per i due inglesi marito e moglie, che troveranno sulla strada anche l’ex Friend, nella parte di…sè stesso. LeBlanc sarà infatti l’attore che i produttori del remake vorranno come personaggio della nuova serie, sostituendo così l’interprete della serie originale, giudicato “non adatto” al pubblico americano.
Continua a leggere: Episodes, il trailer del ritorno in tv di Matt LeBlanc (video)
A 28 anni dal capolavoro “Blade Runner” (tratto da “Il cacciatore di androidi”), Ridley Scott torna a lavorare per un romanzo di Philip K. Dick. Il regista, stavolta, sarà però solamente produttore. Il progetto è quello di portare in televisione per la Bbc una miniserie in quattro puntate tratta dal libro “La svastica sul sole” (uscito poi col titolo “L’uomo nell’alto castello”), pubblicato nel 1962 e vincitore di un Premio Hugo.
Trattasi di una storia di fantascienza o, meglio, di ucronia, nella quale si raccontano dei fatti storici utilizzando la strategia narrativa del “What if”, ovvero del “Che cosa sarebbe successo se”. Nel libro, si immagina cosa sarebbe potuto accadere se Hitler ed i giapponesi avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale, diffondendo il nazismo in tutto il mondo.
Ecco che, in un mondo in cui l’America viene divisa in tre Stati, vengono raccontate le storie di Frank, orfano ebreo, della sua ex moglie ed esperta in arti marziali Julianna, dell’antiquario Childan, del giapponese Tagomi e dello svedese Baynes. A produrre, oltre alla Scott Free del regista (che ha prodotto anche “I Pilastri della Terra”, “Numb3rs” e “The Good Wife”), Headline Pictures e la Electric Shepherd Productions (casa di produzione che ha l’esclusiva sulle opere di Dick).
Ma “La svastica sul sole” non sarà l’unico libro di Dick che a breve avrà un adattamento. Sony Tv sta lavorando ad un remake di “Atto di forza”, diventato film nel 1990, mentre la Disney è al lavoro su “Il Re degli Elfi”. Inoltre, a marzo uscirà il “Adjustment Bureau”, basato su “Squadra riparazione”.
[Via DeadlineLondon]
“The Office”, serie britannica venduta all’estero in America, Francia, Cile, Israele, Germania e Quebec, potrebbe presto sbarcare in Cina. A diro è il suo creatore, Ricky Gervais (foto), che sul suo blog nei giorni scorsi aveva scritto di star lavorando ad una versione orientale dello show.
La Bbc, però, aveva smentito le dichiarazioni di Gervais, sostenendo che si trattava solo di un’idea. Eppure, le cose non stanno proprio così. Deadline spiega, infatti, che la sede di Pechino della World Film Group sta lavorando ad un remake dello show insieme al produttore Bbc che si trova in Cina Pierre Cheung, che collabora già nella realizzazione di numerosi programmi riadattati come “Dancing With The Stars” e “Top Gear”.
Nonostante questo, però, non c’è ancora un canale pronto a trasmettere la comedy. Potrebbe arrivare la prossima settimana, quando la Bbc presenterà in Cina uno showcase dei suoi programmi ad oltre 100 distributori tra tv pubblica, privata e digitale. L’occasione servirà a contattare qualche pezzo grosso per poter accelerare i tempi di realizzazione del telefilm.
La Cina, insomma, si fa sempre più amante delle serie tv occidentali: qualche settimana fa parlavamo della possibilità di un remake di “Gossip Girl” ed ora arriva quello di “The Office”. Se entrambi dovessero essere realizzati con successo, potrebbe esplodere una moda di remake cinesi tutta da esplorare (ma che preoccuperebbe anche non poco).
Questa sera alle 21:10 su Rete 4 va in onda il terzo appuntamento con “Life“, lo spettacolare documentario della BBC in sei puntate che vede come narratrice d’eccezione Tessa Gelisio.
Tessa nasce ad Alghero il 6 maggio 1977. Il debutto televisivo è del 2001, con “Blu&Blu” su Tmc, poi con “Oasi” su La7. Per Rai 2 ha partecipato a “Sereno variabile” nel 2002; per Rai 1, “Italia che vai” (2003). Dal 2003 è a Rete 4 dove ha condotto “Solaris” (2003-2006) e “Pianetamare“, (2003 ad oggi). Ha condotto inoltre lo speciale sul “Concerto di Natale” nel 2007 e l’Omaggio a Luciano Pavarotti nel 2008.
TvBlog ha rivolto alcune domande alla conduttrice di “Pianetamare” e narratrice di “Life”. Buona lettura!
“Life”, il documentario realizzato dalla BBC e trasmesso da Rete 4 in prima serata ogni mercoledì sta ottenendo ottimi risultati di ascolto con il 9,75% la prima serata e l’8,10% la seconda, ampiamente sopra la media di rete. Se lo aspettava?
“Se devo essere sincera, così tanto no. Si sente spesso dire che la qualità non paghi in termini di ascolti soprattutto quando è sofisticata e si pensa che sia un prodotto di nicchia; andare sulla generalista con un prodotto che ha un linguaggio classico, era una sfida. Ma sta andando meglio del previsto, il risultato è la dimostrazione di come in televisione ci sia sempre più bisogno di prodotti di qualità”.
Visto il successo si può pensare ad una seconda edizione?
“A dire il vero, come ha dichiarato anche lo stesso Mike Gunton della BBC sarebbe complicato realizzarla poichè ci sono voluti 5 anni per costruire la prima edizione: ci vorrebbero almeno altri cinque anni per farla. Però chissà, magari potremmo proporre un altro prodotto, la BBC realizza tanti documentari e prodotti di qualità adatti al nostro Paese”.
In questo periodo spopolano e ottengono tutti buoni risultati i programmi sulla natura e documentaristici trasmessi in prima serata, dal classico “Superquark”, a “Wild-Oltrenatura”, allo stesso “Life”. Come mai funzionano così tanto secondo lei?
“Molto probabilmente anche perchè per anni ce ne sono stati molto pochi, soprattutto a Mediaset. E’ ritornata la natura che era assente dalla prima serata dai tempi de La macchina del tempo di Alessandro Cecchi Paone. Abbiamo realizzato “Solaris” ma era quotidiano e poi “Pianetamare” ma anche questo va nel daytime. In prima serata, almeno per quanto riguarda Mediaset, di documentari non se ne vedevano da tempo nonostante, stando ai risultati di “Life”, il pubblico li gradisca molto”.

Nell’ennesima calda serata estiva le due reti ammiraglie di Rai e Mediaset fornivano al telespettatore nuovi appuntamenti con nuove repliche, cercando di alzare le proprie curve rispettivamente con il film “Nemico Pubblico” con Will Smith e “I Cesaroni” su Canale5. Inedita e ipnotizzante invece la proposta silenziosa di Rete4 che con la partecipazione di Tessa Gelisio ha trasmesso le bellissime immagini, girate dalla BBC in alta definizione, del documentario “Life”; un vero peccato la mancanza ieri sera di un’emissione in HD.
Le nostre curve dello share minuto per minuto ci consegnano la fotografia di una serata molto equilibrata fra le varie reti, con al comando, nel prime time, un terzetto formato dalla curva blu di Rai1 con il lungometraggio “Nemico pubblico”, la rossa di Rai2 con il sempreverde telefilm “Ghost Whisperer” e la curva nera del satellite, tutte e tre attorno alla linea del 15%, con una leggerissima prevalenza della linea blu della prima rete della televisione pubblica. Al quarto posto si piazza la curva arancione di Canale5 con la replica dei “Cesaroni” che parte piuttosto bassa attorno al 12% per poi guadagnare minuto dopo minuto qualche punticino fino a superare la linea del 15%. Segue la linea azzurra di Italia1 tallonata dalla curva gialla di Rete4 con l’ottimo documentario “Life” che fibrilla in maniera estremamente scostante fra il 7 ed il 12%, fino a raggiungere a fine emissione il 15%.
Fra i target per età vediamo che i giovani fra i 4 ed i 24 anni hanno dapprima preferito in prime time, fra le reti free, Italia1 con il film “Black Knight”, ma nel corso della serata si sono spostati poi ancora una volta sulle repliche dei “Cesaroni” di Canale5 trascinando la curva arancione alla vetta fino al picco finale del 40%. Tiepida per non dire di peggio l’accoglienza iniziale da parte di questa fascia di pubblico per “Life” della BBC con la curva gialla di Rete4 che raschia il fondo del nostro grafico per poi schizzare in alcuni punti fino al 10%, segno che in fase di zapping la qualità visiva delle immagini catturava questo pubblico ma che il tema non induceva ad una permanenza più prolungata. Nel target degli over 65…
Continua a leggere: Analisi Auditel - Life: La vita (e la morte) nello spettacolo della natura

Da stasera, mercoledì 14 luglio 2010, alle 21:10 e per 5 settimane (10 puntate) Rete 4 trasmette “Life“, un documentario o per meglio dire una delle serie naturalistiche più spettacolari mai viste finora dal budget di 12 milioni di Euro realizzata interamente in HD da BBC in co-produzione con Discovery, Skai, Open University e R.T.I. Un prodotto costruito con tecniche di ripresa all’avanguardia, oltre 3.000 giorni di riprese, quasi 5 anni di lavoro, grazie a cui proprio pochi giorni fa “Life” è stata nominato a 6 Emmy Award. Dunque riduttivo definire documentario ‘l’evento televisivo dell’estate 2010‘, come è stato presentato ieri a Milano presso il Biolab dal direttore di Rete 4 Giuseppe Feyles (che tra l’altro aveva anticipato proprio a TvBlog della sua messa in onda qualche mese fa), dalla narratrice Tessa Gelisio (”Finalmente Mediaset torna alla natura in prima serata, con un progetto mai visto fino ad oggi“) e da Mike Gunton, produttore esecutivo BBC. Dopo il salto, il video di presentazione di “Life”.
Ad aprire la presentazione, il direttore Feyles che ha tenuto a ribadire quanto la sua Rete 4 non abbia risentito dello switch-over del digitale terrestre in Lombardia:
“Stiamo reggendo molto bene il passaggio perchè dopo una settimana o due di leggero sbandamento, i nostri telespettatori ci hanno ritrovato e siamo ai livelli di sempre. Ieri sera abbiamo fatto l’8% in prima serata”.
Sottolineando come “Life” nasca anche da un rapporto di collaborazione proficuo pluriennale con BBC, il direttore ha parlato anche degli altri programmi di divulgazione trasmessi dalla rete da lui diretta, da “Pianeta Mare” (sempre con la Gelisio) a “Melaverde“. “Life” è secondo Feyles “uno dei prodotti migliori in circolazione nel mondo nell’ambito della documentaristica” e andrà in onda per 5 mercoledì in prima serata con due episodi per sera. La prima puntata vedrà una carrellata di tutte “Le sfide della vita” (scimmie cappuccine, delfini, cetacei, camaleonti, orche) e “Rettili e Anfibi” (draghi di Komodo, serpenti marini, rane toro africane, lucertole basilische).

Un duello televisivo all’americana è roba nuova per la tv britannica. Questo primo esperimento ha fatto sconquassi in terra d’Albione: si vede che i protagonisti, in vista delle elezioni, non sono abituati. Gordon Brown, ritenuto forse spento un microfono che invece era bello vispo ha definito la pensionata Gillian Duffy - supporter del suo partito - “una fanatica” e “una bigotta” in diretta televisiva creando una ridda di polemiche inaudita: la donna è stata presente all’ultimo dibattito televisivo, quello decisivo, l’ultimo prima dello scontro elettorale tra i tre candidati previsto per il 6 maggio e ha ricevuto le scuse di rito. Lo stesso Brown ha ammesso di conoscere meglio la materia economica che quella televisiva, giustificando così la brutta figura commessa.
Differentemente che in Italia, sembra che il sistema del dibattito in televisione smuova molto l’opinione pubblica: “E’ un momento molto importante dell’elezione”, ha detto alla stessa BBC il conservatore David Cameron. Il candidato liberal-democratico Nick Clegg, da par suo, ha visto crescere vertiginosamente la sua popolarità nei sondaggi, proprio in seguito alla sua apparizione televisiva. Difficile capire se questo dato sia sintomatico della maggiore forza penetrativa del mezzo televisivo o della maggiore penetrabilità del ricevente. Probabilmente in Inghilterra l’informazione televisiva è percepita come una materia più pulita, cristallina e onesta di quanto non accada da noi: in questo modo i cittadini e telespettatori sono più propensi a lasciarsi “convincere” dai faccioni inscatolati dal tubo catodico.

Il rapporto tra nonni e nipoti é molto importante soprattutto quando le due generezioni si mettono a confronto sullo stesso piano, ad esempio quello del gioco. C’è una nuova serie comica dal titolo “Il nonno nel taschino” (Grandpa in my Pocket), in onda su Jim Jam alle ore 6.00, 13.30, 15.35 e 17.50, che esplora questo genere di rapporto che interesserà sicuramente i bambini di diverse nazionalità, data la tematica universale. Il telefilm del 2009 é composto da 26 episodi prodotti da Adastra, la stessa casa di produzione di programmi come “Angelina ballerina”, “Charlie e Lola”, e “Tweenies”.
Nella serie, nata per il canale britannico destinato ai più piccoli CBeebies, si narra di una famiglia che vive nella cittadina di Sunnysands composta dal nonno (James Bolam), i due nipoti Jason (Jay Ruckley) e Jemima (Josie Cable), la madre (Zara Ramm) e il padre (Sam Ellis) dei due ragazzi, e il cagnolino Beowulf. Il nonno possiede un potere magico di cui solo il nipotino settenne Jason (Jay Ruckley) é a conoscenza. Questa potere gli permette di rimpicciolirsi e di vivere molte magiche avventure come volteggiare sull’aeroplanino o il disco volante giocattolo di Jason, scovare il criceto sotto le tavole del pavimento o portare alla vita un robot casalingo.
Continua a leggere: Il nonno nel taschino: la serie comica per bambini di Jim Jam
La Bbc fa parlare, oggi, ma in America. Una serie nuova ed il remake di una già nota sono al centro di due notizie. Bbc One, secondo il sito Deadline Hollywood, avrebbe scelto Eric Mabius (foto) come uno dei protagonisti della nuova miniserie “Outcasts”.
Mabius, meglio noto in America (ma anche in Inghilterra) per il ruolo di Daniel Meade in “Ugly Betty”, è atteso quindi in Sud Africa a maggio, quando cominceranno le riprese di questo show post-apocalittico in otto episodi, scritti da Ben Richards. La storia è ambientata nel 2040, quando dopo un disastro ecologico un gruppo di superstiti è costretto ad emigrare dalla Terra, in cerca di salvezza.
I 50 mila rifugiati (da cui il titolo della serie) troveranno posto in un pianeta vicino al sistema solare, dove inizieranno una nuova vita, non senza le difficoltà del caso. Mabius sarà il vicepresidente del programma di evacuazione. Dall’Inghilterra spostiamoci all’America, ma restiamo vicini al mondo della Bbc, perchè l’atteso remake di “Torchwood” non si farà, almeno non sulla Fox.
Continua a leggere: Bbc: Eric Mabius in Outcasts, niente Torchwood per la Fox