Ricomincia stasera su Mtv - e proseguirà ogni lunedì alle 21 - un programma che a noi piace particolarmente, Il Testimone, giunto già alla sua terza edizione. Ancora una volta ritroveremo l’intelligente e ironica Iena Pif alle prese con le realtà nascoste della nostra bella Penisola e non solo. Senza buonismo né retorica, Pif torna a indagare su realtà poco conosciute o scarsamente frequentate dai media. Armato di telecamera a mano, nelle sue interviste e reportage Pif ascolta, cerca di capire, si preoccupa di spiegare e di offrire uno sguardo originale sulla realtà dando voce a tutti i diversi punti di vista perché “quello che ho capito è che c’è ancora molto da capire”.
Il Testimone rimane una trasmissione atipica nel panorama televisivo per la scelta degli argomenti e lo stile libero e ironico, capace di conciliare l’intrattenimento con la voglia di conoscere del suo pubblico. La vera forza del programma è l’approccio versatile che già nelle due precedenti edizioni ha permesso a Pif di affrontare tematiche molto diverse per contenuto e tono. Dalla mafia alla magia, dalla malattia alla cultura musicale dell’Emilia Romagna, Pif riesce a farci cogliere aspetti della realta’ sulle quali non ci focalizziamo, facendoti divertire e commuovere allo stesso tempo.
La formula quest’anno non cambia anche se nuovi sono gli argomenti: I misteri della magia, la forza di combattere il cancro, le famiglie omogenitoriali, un viaggio in India alla ricerca dei divi di Bollywood e uno in Brasile tra le favelas dove giovanissimi aspiranti calciatori vivono alla ricerca di un ingaggio calcistico; e poi di nuovo Pif torna a descrivere i colori del nostro Paese incontrando gli artisti che hanno reso celebre e tengono in vita il ballo liscio in Romagna, la ricchezza sfrenata della Costa Smeralda, le strane regole del palio di Siena e quella flebile linea di confine tra l’anonimato e la notorietà che la televisione italiana ha creato nella nostra penisola.
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Angelo Bonelli presidente dei Verdi ha iniziato lo sciopero della fame, sette giorni fa, per denunciare l’espulsione di argomenti dedicati all’ambiente nelle tv italiane. Nel marasma televisivo nostrano potrà sembrare una battaglia di Don Chisciotte contro i mulini a vento, eppure i dati rilevati da un sondaggio IPR commissionato proprio dai Verdi sostengono la preoccupazione di Bonelli:
La maggioranza degli intervistati, senza distinzioni per appartenenza politica e con quote sempre superiori al 60% (ma tra i giovani e gli elettori di centrosinistra si raggiungono punte anche più alte) ritiene che il tema dell’ambientalismo sia sostanzialmente assente dall’agenda politica e meriti una maggiore visibilità sui media.
Tra l’altro il sondaggio ha fatto emergere un dato inquietante: solo il 7% degli intervistati era a conoscenza dell’iniziativa di Bonelli e la notizia non è passata in nessuna tv.
Delle 7.400 le persone che muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento, con bambini e anziani tra i più esposti, nessuno parla nei talk show che tutti conosciamo, di ogni orientamento e rete televisiva. Da “Porta a porta” a “Ballarò”, da “Matrix” ad “Annozero”, solo silenzio.
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La partecipazione di Morgan alla puntata appena registrata di Porta a Porta, ha dato i suoi frutti. Secondo quanto è trapelato in questi ultimi minuti, è un Morgan affranto, ma determinato quello ospite di Bruno Vespa, che parla a ruota libera dei suoi problemi con la droga, anche recenti. Lo racconta lui stesso:
Ho chiesto aiuto, probabile l’abbia fatto anche nell’intervista a ‘Max’. E’ nobile chiedere aiuto. A due ragazzi di ‘X Factor’ un giorno ho detto piangendo: ‘Scusate se non riesco a seguirvi ma sto male’ […] Sono vittima di me stesso, delle mie cazzate, dei miei errori. Sono pronto a subirne le conseguenze. Se la Rai ha deciso di non farmi fare Sanremo lo accetto
E riguardo alla sua partecipazione al prossimo Festival di Sanremo, che la stampa mette ancora in dubbio nonostante alcune fonti interne parlino già di riammissione - Dagospia parla di riammissione solo in qualità di ospite -, il cantante dichiara:
Ci tenevo tanto a fare Sanremo ma a questo punto non ci voglio più andare. Se la Rai ha preso questa decisione, sto alle loro decisioni. Non sono qui per Sanremo. Stiamo parlando di un problema grave che riguarda tutti: Morgan e Sanremo sono meno importanti



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Ha esordito ieri con successo Tetris, l’approfondimento politico in prima serata di La7 firmato e condotto dall’ottimo Luca Telese e giunto alla sua quinta edizione. Vale la pena ricordare l’appuntamento settimanale con questo format originale della televisione italiana di qualità, in onda ogni mercoledì alle 21.10: lo facciamo approfittando non solo del nuovo corso del programma d’informazione ma anche dell’interessante intervista che i colleghi di Polisblog hanno realizzato proprio con il conduttore Telese.
Tetris è cominciato molto bene dal punto di vista degli ascolti e addirittura col botto dal punto di vista tematico, grazie a un tema scottante, quello della crisi del lavoro e della situazione della Fiat proprio nel giorno dello sciopero indetto dai lavoratori dell’azienda torinese per protestare contro la Cassa integrazione e contro la politica dell’azienda. In studio abbiamo visto accavallarsi le opinioni del Governatore della Puglia, e vincitore delle primarie del centrosinistra per le prossime regionali, Nichi Vendola, il Presidente dei deputati della Lega Nord, e candidato presidente di Regione Piemonte, Roberto Cota, il Presidente della Cgia di Mestre, e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, Giuseppe Bortolussi, Bianca Berlinguer, direttore del Tg3; Evelina Christillin, presidente del Comitato promotore Torino 2006 e Presidente del Teatro Stabile di Torino e Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano Libero, nonché portabandiera del movimento pluralista anti-santoro di RaiDue. A presiedere l’ormai nota “giuria di qualità” del programma, deputata a considerare le tesi espresse dai presenti e giudicare il più convincente, Marco Damilano, giornalista de L’Espresso, affiancato da Marco Ferrante, vicedirettore de Il Riformista, e Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera.
Nella giornata di oggi, sui principali quotidiani online, molti dei temi discussi ieri in trasmissione stanno venendo approfonditi e rilanciati. Repubblica, per esempio, sottolinea l’intercettazione fatta ascoltare in studio tra Silvio Berlusconi e Paolo Guzzanti, in occasione di una biografia in seguito mai più autorizzata, ove si sente l’attuale presidente del consiglio parlare dei suoi strani inizi da imprenditore. Quindi il desiderio espresso da Vendola di adottare un bambino, rilanciata dal Corriere della Sera, ma soprattutto la trovata-tormentone di riarrangiare le parole di uno degli ospiti (nel video in calce a questo articolo potete vedere all’opera proprio Vendola) secondo l’armonia di una canzone famosa (Vita Spericolata, in questo caso). Si tratta, naturalmente, di un “tarocco tecnologico”, come lo definisce lo stesso Corriere, che rallenta o velocizza il parlato del malcapitato, rendendolo perfettamente compatibile con una canzone preventivamente selezionata. L’effetto è esilarante e non c’è dubbio che sarà una delle chiavi “virali” del successo di questa quinta edizione di Tetris.
Dopo il salto un altro esilarante mix di politici e personaggi dello spettacolo che cantano “La cura” di Franco Battiato.

Alcuni giornalisti italiani, quelli dal pedigree televisivo lungo un chilometro, iniziano a smaniare perché vorrebbero una tv più all’americana, fatta di incontri in stile “faccia a faccia” che possano essere sia informazione sia show. L’esigenza è emersa da un convegno tenuto qualche giorno fa:”Faccia a faccia, democrazia, parcondicio”, incontro che si è tenuto nell’ Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano, a cui hanno preso parte anche Antonio Di Bella, direttore di RaiTre, Gianni Riotta, direttore de Il Sole24ore e Enrico Mentana.
Secondo un sondaggio di Sky Tg24, l’83% dei telespettatori gradirebbe duelli televisivi, attualmente quasi impossibili, perché vincolati alla legge sulla Par Condicio che da strumento di tutela si è trasformata in una gabbia mediatica. Secondo Emilio Carelli oltre, alla già citata legge vi è anche un altro fattore che impedisce che in Italia sfondi il modello di confronto, potremmo dire all’anglossassone:
Per l’indisponibilità del candidato che in quel momento della campagna elettorale si sente più forte, e che quindi ritiene che potrebbe solo perderci partecipando ad un confronto televisivo con l’avversario.
Insomma, proprio il confronto diretto, che garantirebbe una sana dialettica politica viene invece ritenuto “perdente” e a rischio voti di gradimento. Per Carelli però su Sky Tg24 la linea editoriale sarà diversa e dice:
In Italia il faccia a faccia non si è ancora affermato come costume democratico, come diritto consolidato degli elettori, come strumento in più di valutazione per quando poi saranno da soli a scegliere nell’urna per chi votare. Ma per SkyTg24 il tema è diventato un punto qualificante della nostra linea editoriale. Come sapete il nostro telegiornale ha cercato di affermarsi sin dall’inizio come Tg indipendente dai partiti politici, cercando di fare una informazione obiettiva e di qualità. Ci siamo candidati in passato ad ospitare il faccia a faccia e ci continueremo a candidare perché crediamo nell’importanza del confronto. Un confronto che deve avvenire sui temi che toccano da vicino i cittadini come la crisi economica, l’occupazione, la qualità della vita, le riforme che il Paese attende.
Dopo il salto il servizio di Sky Tg24 sulla attuale situazione dei confronti televisivi “faccia a faccia” in tv.
Continua a leggere: La tv chiede più faccia a faccia politici

Da domenica 31 gennaio riparte su RaiTre il programma di Riccardo Iacona, Presadiretta. Vale la pena di ricordare quando torna disponibile la televisione di qualità, soprattutto se è trasmessa dal servizio pubblico, il tanto decantato e quasi mai rispettato. Dagli affitti in nero al business dell’acqua, il programma consterà di sei reportage sui più scottanti casi dell’attualità italiana. In un’intervista al Venerdì di Republica, in edicola oggi, il conduttore promette che non si avvarrà della presenza di politici e spiega:
“Non penso che si possa affidare solo a loro il racconto della realtà. Bisognerebbe aumentare gli spazi delle inchieste in tv. Se sottraiamo le questioni politiche e le emergenze sociali al dibattito ideologico e andiamo a vedere le cose come stanno nella realtà, permettiamo al pubblico di farsi un’opinione diretta”.
La prima inchiesta, allora, tratterà dell’emergenza abitativa:
“Come metafora della crisi del Paese. La puntata s’intitola Case da pazzi ed è quasi interamente girata a Roma, dove ci sono 42mila persone in lista d’attesa per le case popolari. Non abbiamo trovato nessuno che proponesse un contratto regolare: succede all’80 percento degli studenti fuori sede. Un’evasione mostruosa, qualcosa come tre miliardi di euro l’anno”.
Iacona si esprime anche sull’attuale momento dell’informazione televisiva in Italia, probabilmente la più vergognosa tra i paesi eruopei, cosiddetti liberi:
“Siamo nel medesimo clima di quando ci fu l’Editto Bulgaro. La pressione si sente. Il presidente del Consiglio ha preso di petto la rete per la quale lavoro, dicendo in diretta che non gli piace Ballarò. Ma chi se ne frega. Se lo fa Sarkozy in Francia lo prendono in giro per mesi. Quando ho cominciato a RaiTre, la rete era libera, persino dal suo partito di riferimento. Dopo l’Editto Bulgaro ce ne sono stati altri. Questo può provocare autocensura”.
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A partire da lunedì 8 febbraio cambia completamente la mattina di Italia 1. Abbandonati i telefilm cult come A-Team e Supercar, la rete diretta da Luca Tiraboschi punta decisamente sull’amarcord televisivo e sull’approfondimento con 3 nuove produzioni che TvBlog vi annuncia in anteprima.
Alle ore 9:10 dal lunedì al venerdì andrà in onda il programma documentario “Capogiro“, seguito poi alle 10:20 da una trasmissione che mostrerà il meglio delle autoproduzioni del passato di Fininvest-Mediaset dal titolo “Polpette“. Un riedizione di quanto veniva trasmesso su Canale 5 anni fa dal titolo “Rivediamoli” e una versione più allargata di quello che è “Ieri e oggi in tv” in onda su Rete 4. Un’occasione per i più giovani di poter seguire spezzoni di show di cui hanno solo sentito parlare perchè diventati veri e propri cult e che non hanno mai visto.
Un esempio su tutti? Supponiamo, visto che i contenuti non si conoscono ancora, ma potrebbero esserci frammenti di Drive In, ma anche di Emilio, i primi Mai Dire Gol, Festivalbar, Karaoke, e tutte le trasmissioni che hanno segnato gli anni 80-90 del gruppo.
Alle ore 11:45 la vera novità curata dalla redazione di Studio Aperto.
A partire dalla fine di febbraio (o probabilmente la prima settimana di marzo) la prima serata di Rete 4 sarà occupata da un nuovo programma di Videonews che TvBlog vi svela in anteprima, dal titolo provvisorio “Quarto Grado“. Si tratta di una trasmissione condotta dall’ex anchorman del Tg5 Salvo Sottile che in questo modo torna alla conduzione dopo la decisione di Clemente J. Mimun di preferire le telegiornaliste donne nell’edizione delle 13:00 del Tg dell’ammiraglia Mediaset.
“Quarto Grado” tratterà di delitti irrisolti, sulla scia di quanto avveniva qualche anno fa con “Telefono Giallo” condotto da Corrado Augias e più recentemente con “GialloUno” con Irene Pivetti. Per condurre questo programma Sottile si distaccherà momentaneamente dalla redazione del Tg5: la trasmissione tratterà di delitti che hanno scosso l’opinione pubblica, ma si occuperà anche di piccole storie di provincia. Il tutto in diretta con ospiti in studio e collegamenti, supervisionato dal direttore Claudio Brachino ma curato in particolar modo da Siria Magri che da pochi giorni ha lasciato la redazione di Studio Aperto per assumere la carica di vicedirettore di Videonews.
Questo non sarà l’unico programma della testata giornalistica diretta da Brachino sulla rete diretta da Giuseppe Feyles: sono allo studio infatti molti altri programmi prodotti tutti da Videonews per trasformare la rete, per ora solo cinematografica e con qualche serie francese in prima serata, in una più riconducibile all’attualità. In passato, esperimenti di questo tipo hanno funzionato alternativamente, con clamorosi flop e buoni risultati. Come andrà “Quarto Grado”?
RaiNews24 è uno straordinario servizio di informazione 24ore al giorno. Puntuale, efficace, senza fronzoli: la notizia, quando c’è, viene data come deve essere data. Uno degli ultimi esempi è stato il terremoto abruzzese: pochi minuti dopo la catrastrofe, RaiNews24 era sul posto con inviati, corrispondenti, notizie e, soprattutto, immagini. Tuttavia, se per caso stavate cercando notizie su un’altra catastrofe naturale capitata di recente, quella di Haiti, vi sarete forse accorti che RaiNews24 non ha offerto lo stesso tipo di servizio. Negligenza? Distrazione? Scelta editoriale? Niente di tutto ciò: agitazioni interne dovute alla mancata attenzione nei confronti della Testata da parte della dirigenza.
Si legge in un comunicato pubblicato sul sito ufficiale:
“L’assemblea di Rainews24 - svoltasi alla presenza del Segretario Usigrai, Carlo Verna - denuncia che la Rai è stata più volte sollecitata dalla redazione a dare risposte urgenti al canale all-news per permetterci di affrontare al meglio la sfida digitale. Ma aldilà di qualche generica manifestazione di attenzione, i vertici proseguono nel loro assoluto silenzio. Con il passare del tempo le emergenze di Rainews24 si aggravano: ci viene impedito di avere un inviato ad Haiti per seguire una delle più grandi catastrofi umanitarie, veniamo esclusi dalle discussioni sulle sedi di corrispondenza (pur essendone i principali utilizzatori), si autorizzano nuove iniziative editoriali su Internet in apparente contrasto con atti di indirizzo del Consiglio di Amministrazione che affida a Rainews24 un ruolo centrale sull’informazione sul web, viene negato il riconoscimento di redazione ai nostri colleghi che da anni lavorano a Milano, nessun intervento viene fatto sulle disfunzioni del nuovo sistema Sonaps (che perdipiù resta ancora un progetto incompiuto) a fronte della scelta di un altro sistema per il Tg2, la struttura organizzativa resta senza un vice direttore, ci viene negato il via libera per la costruzione del nuovo studio televisivo e il ripristino di spazi di lavoro vivibili”.
Un disastro redazionale e lavorativo per un servizio pubblico finalmente efficace e competente. Perché la Rai si ostina ad investire milioni di euro per paccottiglia mediatica come Il più grande - una fatica di mediocrità di cui non si sentiva francamente la necessità (leggere il pezzo di Dipollina su Repubblica di oggi 22 gennaio per ulteriori dettagli…) - e non accenna nemmeno un briciolo di attenzione per prodotti realmente necessari?
Rainews24 trasmette via satellite e con il digitale terrestre. Per 32 ore la settimana, il segnale, dal venerdì al sabato dalle 2 della notte fino alle 7.29 del mattino e poi dalle 8 alle 8.15, viene diffuso anche “in chiaro”, dalla terza rete.
Continua a leggere: Disagi a RaiNews24: la redazione sottosopra. "Ci impediscono di lavorare"

Fabrizio Corona torna in tv a parlare di sé dopo che ieri il gup di Potenza ha disposto per lui il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” per quanto concerte l’inchiesta Vallettopoli aperta proprio a Potenza. Per lui rimane in piedi, per ora, la condanna a 3 anni e 8 mesi avuta a dicembre dal Tribunale di Milano per la tentata estorsione ai danni di alcuni sportivi, alla quale potrà ricorrere in appello. Ma a Mattino Cinque, in un’intervista rilasciata a caldo a Claudio Brachino, afferma di non essere interessato all’appello se la giustizia farà il suo corso:
Io mi sono fatto 90 giorni di carcere: oggi sono stato condannato a 3 anni e 8 mesi e sono disposto a farmi questi 3 anni e 8 mesi di carcere, ma con me se li devono fare tante altre persone. E se queste persone se lo fanno, io non ricorrerò neanche in appello.
Corona è un fiume in piena, soddisfatto per la sentenza di Potenza e pieno di adrenalina. Promette scintille in futuro:
Le mie parole e tutte le battaglie che ho combattuto fino ad adesso non sono state battaglie perse. Da ieri comincia una mia piccola rivincita perché è stata fatta la prima giustizia. Rivivo in questo momento una sensazione di adrenalina, di rivincita, come se fossi tornato a vivere […] aiuterò le persone giuste che credono nella legge a far rispettare i miei diritti e a far si che le mie battaglie non siano valse a niente. Oggi sono tranquillo perché devo stare tranquillo, ma vi assicuro che nei prossimi giorni non sarò assolutamente tranquillo: combatterò e dirò la mia più forte di quello che ho fatto precedentemente
E, vista la sua presenza a Canale5, Brachino tocca l’argomento “Barbara D’Urso” dopo la lunga e incavolatissima telefonata in diretta di Corona qualche settimana fa dove l’ha insultata e minacciata. Corona si scusa con Brachino per i toni, ma non ha alcuna intenzione di chiedere scusa alla D’Urso (il video dopo il salto):