Sempre più di frequente i Tg, pur di fare “il colpaccio”, si affidano a Youtube senza verificare che quanto messo online dagli utenti corrisponda a verità. Ad essere caduto in un tranello clamoroso è il Tg2, che ieri per primo - seguito a ruota da altri Tg - ha mostrato le presunte immagini dell’interno della Costa Concordia. Ecco come viene presentato il servizio nell’edizione di ieri delle 13 (potete vederlo a questo link, al minuto 9.50 circa):
Le drammatiche immagini del momento dell’impatto riprese da una telecamera di sorveglianza all’interno della nave
Un video caricato due giorni fa sul popolare sito si intitola “Disastro nave Costa Concordia i minuti di panico, riprese telecamera di sicurezza” e mostra delle immagini veramente tremende, con tavolini e sedie che sbattono a destra e manca e persone che cadono. Il video è stato condiviso da migliaia di utenti anche su Facebook. Peccato che di queste stesse immagini si trovi traccia in molti altri video, quasi tutti caricati almeno un paio di anni fa. Quello che vi mostriamo in alto, ad esempio, risale all’8 settembre 2011.
Oltre a chiedersi se davvero avrebbero potuto già essere online i video delle telecamere di sicurezza, sarebbe bastata qualche breve verifica per capire che non si trattava del naufragio della Concordia. Le immagini degli interni della nave, facilmente reperibili in rete, mostrano ad esempio un arredamento ben diverso da quello del video mostrato al Tg2.
Il Tg2, nella giornata di ieri, si è reso colpevole di un vero scempio giornalistico, sebbene solitamente sia uno dei telegiornali più seri e affidabili (non che la concorrenza sia così forte di questi tempi…). Una segnalazione arrivata a TvBlog poneva l’accento su un servizio choc andato in onda nell’edizione delle 13. Ve la copiamo così come è arrivata, perché non potremmo spiegare meglio quanto accaduto:
Gentile Redazione di Tvblog,
vorrei segnalare un servizio sull’alluvione di Genova andato in onda pochi minuti fa sul Tg2 delle 13, in cui è stata trasmessa un’intervista ad un minore salvatosi miracolosamente dalla sciagura, nella quale, tuttavia, ha perso la madre. Al ragazzo, visibilmente e comprensibilmente scosso, tanto da scoppiare a piangere alla fine dell’intervista, è stato fatto rivivere il dramma con domande che facevano rabbrividire. “Hai avuto paura di morire?” ha chiesto candidamente l’intervistatrice al piccolo: credo si vada ampiamente oltre alla strumentalizzazione del dramma, e ovviamente del diritto di cronaca. Parlare di disgusto o raccapriccio è quasi scontato: ho provato vergogna per quella giornalista e per la sua insensibilità, dolore nel vedere violata la fragilità di un innocente già distrutto dalla perdita della cosa più cara, e su cui si indugiava con inaudita ferocia. Spero possiate danunciare questo scempio.
grazie per l’attenzione
La descrizione di quanto accaduto è chiarissima: il Tg2 ha portato a casa uno “scoop” alle spalle di un minore che aveva perso la madre nell’alluvione e si era trovato a sua volta in mezzo ad acqua e fango, salvandosi solamente perché riuscito ad aggrapparsi ad un palo, mentre invece la madre è stata portata via dalla corrente davanti ai suoi occhi. Un’esperienza traumatizzante.
Avevamo preso in considerazione la segnalazione già ieri, come comprensibile, ma poi abbiamo deciso di attendere eventuali reazioni da parte dei vertici Rai per quanto andato in onda, visto che alcune parti dell’intervista, a quanto pare, sono state riproposte anche negli altri tg delle reti Rai. Nel frattempo la rete si è scatenata e a suon di passaparola e le proteste sono arrivate fino a Marcello Masi, direttore del Tg2, che non ha perso tempo a scusarsi.
Continua a leggere: Tg2 e il servizio choc sull'alluvione. Marcello Masi si scusa

Quella di oggi avrebbe dovuto essere una seduta importante per il Cda Rai, una riunione nella quale si sarebbero dovute ratificare le nomine di diverse testate su indicazione di Lorenza Lei, direttore generale. Ancora una volta, utilizzando uno strumento di cui è stata già vittima fra gli altri Serena Dandini e il suo Parla con me lo scorso anno prima del via libera, i consiglieri d’amministrazione di maggioranza hanno abbandonato il loro posto per far mancare il numero legale.
La reazione del presidente Rai Paolo Garimberti è durissima:
Ancora una volta purtroppo motivi esogeni hanno prevalso sull’interesse dell’azienda. È la stessa logica per la quale quando si criticano la qualità o gli ascolti di un telegiornale o di un approfondimento immediatamente si alza il fuoco di sbarramento dei difensori politici d’ufficio. La Rai non può permettersi di essere paralizzata da giochi e giochini di parte. In un momento in cui c’è necessità e urgenza di migliorare la competitività nel mercato televisivo è stata fatta una scelta di impedire le nomine di canali e testate prive di direttori nonostante il Direttore generale avesse con coerenza confermato le sue proposte. Una scelta che indica come ragioni altre, o come suol dirsi le logiche della lottizzazione, siano più importanti di quelle che presiedono a una sana gestione di un’azienda.
Il consigliere Verro, fra i 4 che hanno deciso di allontanarsi, parla di “formalismi procedurali” che avrebbero reso inevitabile la decisione di “non proseguire i lavori“. Fatto sta che il nuovo direttore del Tg2, Marcello Masi, viene automaticamente nominato per via della scadenza dei 90 giorni del suo interim in assenza di ulteriori deliberazioni del Cda mentre rimangono senza direttore RaiTre (Di Bella dovrebbe tornare al suo posto dopo l’addio di Ruffini), Rai Parlamento, Gr Parlamento e Rai Gold. L’allarme, che cadrà nel nulla, di Garimberti appare quantomai giustificato.

Dopo essere stato per ben due volte direttore ad interim del Tg2, la prima quando Mauro Mazza passò alla direzione di Rai1 e la seconda, recentemente, quando Mario Orfeo andò dalla sera alla mattina a dirigere il Messaggero di Roma, Mario De Scalzi , vice direttore storico della testata giornalistica della seconda rete Rai, che vide fra i direttori nei suoi primi anni di vita gente del calibro di Andrea Barbato, Ugo Zatterin ed Antonio Ghirelli, avrebbe deciso di passare a Mediaset, che sarebbe ben felice di accoglierlo fra le sua braccia.
Il vicedirettore vicario del Tg2 infatti si è visto sfuggire per ben due volte la direzione del telegiornale per cui lavora da anni per un soffio, visto che le regole Rai non ammettono direzioni ad interim per più di 3 mesi, terminati i quali scatta la nomina a direttore automaticamente. Nella prima occasione fu nominato direttore Mario Orfeo, la seconda poco tempo fa Marcello Masi, già vice direttore del telegiornale di Rai2, quest’ultimo ancora ad interim. Una testata quella di Rai2 senza direttore da molti mesi, che De Scalzi avrebbe gradito dirigere e che la decisione del cda Rai di assegnare a Masi ancora ad interim, proprio poche ore prima che scattasse il tempo utile per diventarne direttore, avrebbe creato in lui una ovvia e prevedibile forte delusione.
Secondo Italia oggi, De Scalzi avrebbe quindi deciso di lasciare la Rai per passare alla redazione giornalistica di Mediaset, probabilmente all’interno del Tg5, dove ritroverebbe così l’amico Clemente Mimun, suo direttore per tanti anni proprio al Tg2, che lo accoglierebbe all’interno del suo telegiornale molto volentieri, magari con un incarico proprio da vice direttore.
Continua a leggere: Mario De Scalzi dal Tg2 passa a Mediaset

Secondo l’Ansa, l’indagine per abuso d’ufficio nei confronti di Silvio Berlusconi, Augusto Minzolini (direttore del Tg1) e Mario De Scalzi (direttore pro-tempore del Tg2 all’epoca dei fatti) andrebbe verso l’archiviazione.
Per rinfrescarvi la memoria, si tratta del fascicolo aperto dalla Procura di Roma dopo che i radicali Bonino e Cappato presentarono denuncia, relativamente alla sovraesposizione di Silvio Berlusconi, intervistato da cinque telegiornali su sei con modalità analoghe lo scorso 20 maggio, quando si consumavano gli ultimi scampoli delle elezioni comunali, con i ballottaggi.
I radicali denunciarono, fra l’altro, che
gli interventi di Berlusconi nei tg siano, per temi trattati, scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle e montaggio del registrato, dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari.
Questa parte dell’inchiesta riguarda la Rai, per la quale Garimberti chiese riequilibrio e la Lei (probabilmente) si infuriò. L’AgCom rilevò l’irregolarità e multò.
Sotto il profilo penale, però, pare che, secondo i magistrati di Roma, non ci siano elementi per proseguire nelle indagini.
Per quanto riguarda i Tg Mediaset, indaga la procura di Milano.

Mercoledì prossimo può essere il giorno della verità. Il consiglio d’amministrazione della Rai si riunirà con all’ordine del giorno la questione di Report, o meglio della modifica della disciplina della responsabilità civile dei giornalisti assolutamente essenziale perché la trasmissione di Milena Gabanelli possa andare in onda. Nei giorni scorsi il DG Lorenza Lei aveva preso l’impegno di affrontare il problema sottoponendolo proprio al Cda, per questo è probabile che mercoledì si scopra finalmente cosa ne sarà di Report e delle sue inchieste.
Sull’apprezzatissima trasmissione d’approfondimento si addensano nubi e la stessa conduttrice non ha esitato a riferire il suo sospetto che Report stia subendo la “vendetta” del Ministro Tremonti, da mesi in aperto conflitto dopo alcune inchieste che hanno riguardato le sue misure economiche.
Nella stessa riunione il Cda affronterà un’altra questione rilevante e da troppo tempo rinviata per ragioni che appaiono più legati all’opportunità politica che all’interesse dell’azienda: le nomine di Rai 2, il direttore di rete con Massimo Liofredi sempre più a rischio e direttore del telegiornale che interrompa il lunghissimo interim, e degli altri canali minori del digitale terrestre (Rai4, Rai5, Rai Gold, Rai Ragazzi, Rai Educazione) e delle sedi regionali. Sarà la volta buona?

Da un mese è al timone di Unomattina Estate in compagnia di Georgia Luzi e da dieci anni è corrispondente da New York per la Rai, ospite oggi delle colonne di TvBlog è Gerardo Greco. Partendo dal suo attuale impegno nel mattino della prima rete del servizio pubblico, abbiamo parlato di giornalismo, del tentativo di cambiare il modo in cui viene viene impagnato un programma storico di Rai1 come Unomattina e di come la sua esperienza decennale in America abbia influito in questo processo. Una chiacchierata che passa anche attraverso sue riflessioni su probabili futuri impegni che lo potrebbero vedere protagonista nel prossimo autunno televisivo. Buona lettura.
Com’è stato il salto da corrispondente a conduttore di Unomattina?
“E’ stato un salto in lungo, se vogliamo fare un paragone sportivo. Sono arrivato da New York giusto cinque giorni prima dell’esordio ad Unomattina e l’inizio è stato abbastanza faticoso perché conosco poco i ritmi della televisione italiana. L’idea iniziale era quella di portare i meccanismi della televisione del mattino americana ad 1mattina, ci stiamo ancora lavorando, è un lavoro lungo ma crediamo di essere a buon punto, stiamo cercando di elevare il programma un po’ nei suoi contenuti, riflettendo e mostrando la società dei nostri giorni.”
Questo processo di cambiamento sui contenuti sembra esservi costato qualche punto di share rispetto all’anno passato, cosa ci dici su questo fronte e avete comunque l’appoggio della rete in questa operazione?
“E’ chiaro che quando tu vuoi cambiare un pochino le cose ed elevarne i contenuti, devi mettere in conto di perdere qualche punto di share, che però ti posso dire stiamo già recuperando in queste ultime puntate. Unomattina è un contenitore storico di Rai1 che ha la sua linea, noi stiamo provando a dargli un orientamento più sociale. Ora dobbiamo lavorare ancora di più per tornare ai livelli di audience che ci competono senza scadere nella cronacaccia e senza alleggerire troppo. “
Si era parlato di una tua candidatura ad affiancare Mara Venier alla Vita in diretta, in attesa del ritorno, auspicato da tutti, di Lamberto Sposini, cosa ci puoi dire al riguardo ?

Non finisce il purgatorio per il Tg2. Marcello Masi, già vicedirettore della testata sotto Mario De Scalzi è stato nominato direttore ad interim.
Il che significa che le istanze dei giornalisti del Tg2, che avevano chiesto una nomina definitiva di un direttore di alto profilo in un comunicato molto duro, non trovano accoglienza presso il cda.
Non che si vogliano mettere in dubbio le (eventuali) doti di Marcello Masi. Tuttavia, è il caso di sottolineare da un lato che le istanze dei giornalisti del Tg2, che rivendicavano di voler dare notizie e di essere pronti a togliere le firme dai servizi che sono costretti a fare, sembrano cozzare con una nomina che ripesca una figura già coinvolta nella direzione. Ma se su questo si può passar sopra, è sulla direzione a interim che i conti non tornano.
Perché la direzione ad interim per una testata Rai può durare non più di tre mesi. E dunque il problema si riproporrà a settembre. Il tutto dopo che già De Scalzi era rimasto in carica per tre mesi - a sua volta nominato ad interim a suo tempo.
Quando si sanerà, dunque, la situazione del Tg2? E’ sempre in ballo, Susanna Petruni?
Impossibile rispondere, per il momento.
Tg2 - Durissimo il comunicato stampa letto nel corso delle edizioni del Tg2 di oggi, a proposito della nomina del futuro direttore. Qui sopra, il video. Di seguito, il testo.
L’assemblea di giornalisti di Tg2 chiede un direttore di alto profilo, nominato all’unanimità, rispettoso delle regole, con un chiaro progetto di rilancio del Tg2.
Vogliamo un telegiornale che dia le notizie.
Come giornalisti del servizio pubblico siamo pronti a togliere le firme da servizi che non condividiamo ma che siamo costretti a fare, e ad assumere ogni misura che riterremo opportuna in difesa del nostro dovere di informare e del diritto del pubblico ad essere informato.
In un momento di grave difficoltà per la Rai e in particolare per la rete due, esprimiamo grande preoccupazione anche per il futuro del Tg2.
Non vogliamo essere merce di scambio di interessi estranei all’informazione.Vogliamo essere in grado di avere a disposizione e utilizzare i nuovi mezzi tecnologici.
Da tre anni siamo in stallo con un processo di digitalizzazione che non si conclude.
La Rai rischia così di rimanere fuori dal mercato.L’assemblea del Tg2 conferma dunque lo stato di agitazione.
In particolare, preme sottolineare due frasi - al di là della sacrosanta richiesta della nomina di un direttore condiviso e di alto profilo - e porsi alcune domande.
Primo: la volontà di “dare le notizie”. Hanno dunque la sensazione, i giornalisti del Tg2, di aver smesso di darle? E quando hanno smesso, esattamente? Sarebbe interessante saperlo.
Secondo: l’essere disposti a togliere la firma da servizi che non si condividono ma che i giornalisti del Tg2 sono “costretti a fare”. Chi li costringe? E a fare che tipo di servizi?
Domande sacrosante. Destinate, probabilmente, a rimanere senza risposta. Ma forse, la risposta è già sotto gli occhi di tutti.

Giorgio Napolitano va a votare al Referendum (che raggiunge, alle 19, il 30% di affluenza) alle 11 di questa mattina. Del suo voto non c’è traccia nelle edizioni di Tg2 delle 13, Tg1 delle 13.30 e 17, Tg5 delle 20.
Il Tg5 ne parla nell’edizione delle 13. Tg1 e Tg2 rimediano nell’edizione serale.
Non è una cosa da poco: chiunque segua da vicino la comunicazione e l’informazione politica sa bene che tutti i tg dedicano sempre almeno uno spazio al voto delle principali personalità dello Stato. E in questo caso, non mandare in onda le immagini di Napolitano alle urne è difficilmente giustificabile con una semplice dimenticanza.