Zucchero corregge il tiro su De Martino: cosa c’è dietro il chiarimento sul prossimo Sanremo
Dichiarazione che avevano fatto scalpore quelle rilasciate da Zucchero circa la direzione artistica del Festival di Sanremo affidata a De Martino. Ora però il cantante corregge il tiro.
Mercoledì 12 agosto 2026, mentre il dibattito sul prossimo Festival di Sanremo continua a rimbalzare tra televisione e musica, il cantante ha chiarito il senso delle sue parole: nessun attacco al conduttore scelto per la kermesse, ha spiegato, anche perché non lo conosce personalmente e dunque non può giudicarlo.
Zucchero chiarisce: «Non lo conosco, non posso giudicarlo»
«Non ho nulla contro Stefano De Martino. Non lo conosco personalmente e quindi non posso giudicarlo». Così Zucchero ha provato a chiudere il caso nato dopo alcune dichiarazioni dei giorni scorsi sul ruolo del conduttore nel prossimo Sanremo.
Una precisazione netta, arrivata per rimettere le cose in fila. Il cantante emiliano ha spiegato che il suo non voleva essere un affondo personale. Il tema, semmai, era un altro: che tipo di figura debba guidare una manifestazione musicale così esposta.
Nelle sue parole, il punto non è De Martino come volto televisivo, ma il rapporto tra direzione artistica, competenza musicale e scelte di programma. Una distinzione che, nel frastuono dei commenti estivi, si era un po’ persa.
Alassio, quel “boh” e le «qualità nascoste»
Il chiarimento arriva dopo l’intervento di lunedì 10 agosto al Festival della Cultura di Alassio, dove Zucchero Fornaciari era stato chiamato a dire la sua sul futuro del Festival di Sanremo. In quell’occasione aveva risposto con tono asciutto: «Se lo fa lui, faccia lui. A me non interessa. Boh, magari ha delle qualità nascoste». Parole finite subito sui siti e sui social, anche per quel “boh” che è sembrato più una perplessità che una bocciatura.
Da lì, la lettura più rapida: Zucchero contro Stefano De Martino. Tornando sull’argomento, però, il cantante ha ridimensionato il senso della frase. Non un giudizio sul percorso del conduttore, né sulla sua popolarità in tv. Piuttosto una domanda, fatta ad alta voce, sulle competenze richieste a chi dovrà pesare nelle scelte artistiche di una macchina complicata come Sanremo. E, in quel passaggio, Fornaciari sembrava guardare più al metodo che al nome.
Sanremo, il nodo De Martino tra palco e direzione artistica
La questione ruota attorno al doppio incarico affidato a Stefano De Martino, indicato come conduttore e direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo. Un passaggio non banale, perché la kermesse Rai non è solo uno show di prima serata: è mercato discografico, televisione generalista, promozione, rapporti con le case discografiche, equilibrio tra giovani e artisti già affermati.

De Martino arriva da una stagione di grande visibilità, tra programmi di intrattenimento e una crescita evidente nel linguaggio televisivo. Ma Sanremo è un terreno diverso. Lì ogni scelta viene letta come un segnale: la lista dei big, l’ordine di uscita, una pausa, perfino una battuta.
Per questo le parole di Zucchero hanno fatto rumore. Non perché mettano in discussione il profilo pubblico del conduttore, ma perché toccano un dubbio più largo: dove finisce il volto televisivo e dove comincia la guida musicale del festival. La Rai, per ora, resta sulla linea già tracciata e lavora alla prossima edizione.
Senardi e il tema delle competenze musicali
Nel suo intervento ad Alassio, Zucchero aveva citato anche Stefano Senardi, produttore discografico ed ex dirigente musicale, indicandolo come figura adatta alla direzione artistica «per le conoscenze che ha». Non una candidatura ufficiale, più un esempio.
Senardi, presente sul palco, è un nome conosciuto nell’industria: ha lavorato con artisti, etichette e progetti che hanno segnato passaggi importanti della musica italiana. Quel riferimento ha spostato il discorso su un tema che torna spesso: quanto deve contare la competenza musicale nella costruzione del Festival di Sanremo? Negli ultimi anni la manifestazione ha provato a tenere insieme tv, classifiche, streaming e linguaggi diversi, con risultati discussi ma capaci di pesare sul mercato.
Con il chiarimento su De Martino, Zucchero ha cercato di riportare la conversazione lì. Non sul giudizio personale, ma sul ruolo. Ed è forse questo il punto che resta: Sanremo, prima ancora dei nomi, continua a essere una questione di equilibrio. Tra musica e spettacolo, esperienza e scommessa.