
Il 19 febbraio ripartirà Affari tuoi, il programma dell’access prime time di Rai1 con ben 9 edizioni all’attivo. Ancora una volta il cosiddetto “gioco dei pacchi” avrà il volto di Max Giusti, alla guida del programma dall’autunno del 2008. Intervistato da Sorrisi, Giusti promette alcune novità ed alcuni “aggiustamenti” al gioco. Sarà innanzitutto rinnovata la scenografia del Teatro delle Vittorie, che quest’anno ricorderà un vecchio teatro parigino in disuso, mentre per quanto riguarda la formula, racconta Giusti:
Nel “Pacco matto” c’è un nuovo elemento di tensione, “L’arrivederci”, che prevede l’abbandono del gioco. Immaginiamo un concorrente arrivato alla fine con tanti premi grossi ancora in palio: se sceglie “L’arrivederci” è costretto a cedere il posto ad un nuovo concorrente, che prosegue la sua partita. C’è poi lo “Scarta”: un pacco che si scarta ma che non viene aperto subito, ma solo quando lo decide il Dottore. Sono novità per rendere il finale ancora meno prevedibile.
Giusti promette cambiamenti anche nella conduzione:
La prossima edizione sarà più leggera. Anche più cattiva per certi versi. Vorrei giocare di più, eliminando qualsiasi filtro: sarcastico e irriverente, pur sempre nel rispetto ovviamente, ma sarò me stesso.
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L’AgCom ha chiesto formalmente alla Rai di ospitare al Festival di Sanremo 2011 due osservatori sul sistema televoto, in rappresentanza dei consumatori. Nella nota sono indicati i nomi di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’UNC e Carlo Pileri Presidente di ADOC che avranno il compito di osservare, lungo le puntate della trasmissione, le procedure di raccolta e computo dei voti che giungeranno via SMS.
L’AgCom è intervenuta sia dopo una serie di segnalazioni giunte da consumatori e associazioni, sia dopo aver pubblicato, qualche giorno fa le nuove regole sul televoto, redatte dopo la consultazione pubblica avviata lo scorso dicembre. Giudicate, però, insufficienti proprio da Adoc.
In sostanza ecco le novità, che precisa AgCom, a breve saranno applicate a tutte le emittenti:

Domenica 13 febbraio alle 20.40 ripartirà ancora una volta Affari Tuoi, lo “storico” programma dell’access prime time di RaiUno. Ottava edizione per quello che è comunemente chiamato “il gioco dei pacchi”, ancora una volta - la terza - con al timone Max Giusti, uno che già dopo la sua prima edizione aveva affermato che non ne avrebbe condotte altre…e invece eccolo ancora qua. Ma il suo volto, il suo modo di fare, avranno stancato il pubblico?
La formula del programma sarà sostanzialmente sempre la stessa: 20 concorrenti rappresenteranno le ragioni d’Italia e ognuno avrà un pacco con un valore diverso. Quest’anno però il montepremi messo in palio di 500.000 euro, grazie alla grande novità del “pacco matto“, potrà addirittura raddoppiare: quando il concorrente in gioco si troverà ad aprire il pacco matto, avrà di fronte a sé otto plichi sigillati con altrettante possibilità di gioco diverse. Ne dovrà scegliere una a caso e, a seconda di quello che capiterà, potrà raddoppiare o dimezzare il premio più alto ancora in gioco o, addirittura, essere obbligato a cambiare il suo pacco.
Tra le novità di quest’ottava edizione c’è anche l’introduzione del gioco de “l’indovino“, grazie al quale il concorrente di turno, indovinando il premio contenuto in un determinato pacco prima di aprirlo, vince 1.000 euro che, nel caso di risposta errata, andranno a costituire un Jackpot che potrà crescere di puntata in puntata, fino a quando non verrà vinto. Confermati, invece, il “pacco X” e il “pacco Y” che potranno avere un valore compreso tra 0,02 centesimi e 200.000 euro.

Ogni tanto è divertente e costruttivo rispolverare gli archivi di TvBlog, per cui il sottoscritto scrive di televisione dal 2006. Oggi l’ho fatto tornando con la mente a un mio primissimo articolo dedicato a Flavio Insinna, ai tempi in cui chiunque avrebbe detto ‘Carneade, chi è costui?’. Diffidente a mia volta verso le scommesse sui volti nuovi, ritenevo azzardata la sua scelta per la conduzione di Affari Tuoi. Rileggendo però le sue dichiarazioni al Giornale di allora, l’ansia di prestazione era la stessa di quella della vigilia della Corrida, con annessa lungimiranza e capacità di restare coi piedi per terra:
“Mi permette di fare gli scongiuri? Magari salta tutto. Me lo sono chiesto anch’io, cosa c’entro con un quiz? Questi mesi di Affari tuoi saranno solo una vacanza dalla fiction. Io non sono un conduttore. E mai lo sarò. Io ho già dato la mia disponibilità solo fino a Natale, poi passerò la mano, magari proprio a Pupo e tornerò a recitare in una fiction Rai sulla storia di un marito e di una moglie poliziotti.”
Fiction che poi Insinna ha fatto sul serio e in cui ha creduto fortemente: Ho sposato uno sbirro. Allora, questo buffo scapolone impenitente era reduce dall’ennesimo tentativo fallito dell’access, la sitcom a telecamera fissa Cotti e mangiati (con Marina Massironi). Testata senza successo nell’access estivo, fu dopo poche puntate retrocessa al daytime. Eppure, Insinna era già disincantato:
“In realtà le prime puntate dopo il tg uno hanno registrato ottimi ascolti: quattro milioni di telespettatori a episodio e nella baraonda dei mondiali di calcio. Poi non so perché Cotti e mangiati sia stato spostato dopo il tg uno dell’economia o nel pomeriggio. Sono scelte aziendali nelle quali non mi intrometto. Ma anche nella nuova collocazione la sit com va bene, sul dieci per cento, fino a punte del 19 al pomeriggio. E poi sa una cosa. L’importante è che io mi diverta ad interpretarlo”.
Ora vi riporto il mio commento di allora, a tratti prevenuto ma in qualche modo già colpito dall’anticonvenzionalità del personaggio.
La Corrida - prima puntata con Flavio Insinna dell’8 gennaio 2010




Continua a leggere: Il segreto del successo di Flavio Insinna: temere sempre "il pacco"
Giorgio Panariello, dopo la disfatta di Sanremo 2006, ha il terrore di entrare in tv dalla porta principale. Ma in diverse interviste non perde occasione di lanciare frecciatine qua e là, ora rivendicando la sua purezza artistica ora ammettendo che, se non appari sul piccolo schermo, non esisti.
Questa settimana è stato intervistato da Vanity Fair per la promozione del cinepanettone di De Sica, a cui ha ceduto anche lui. E ne approfitta per rispondere senza peli sulla lingua a qualsiasi domanda scomoda, a partire da quelle sul Festival:
“Sanremo è tutto tranne che il Festival della canzone. Perciò Belen e la Canalis sono perfette. A Belen, sul set del film, ho detto di lasciare Corona: io ho la patente, lui no. Dove andate? Belen mi ha confessato di aver tirato solo una volta e le credo. Lavorando tutti i giorni al suo fianco me ne sarei accorto. Morgan, a differenza sua, aveva detto che la droga fa bene. A me Sanremo è servito perché correvo il rischio di montarmi la testa, visto che dal 2000 al 2006 m’era andato tutto bene. Adesso so che cosa posso o non posso fare. Sanremo non dovevo condurlo ma interromperlo come comico. Detto questo, sono stato un pazzo che si è messo al servizio delle canzoni. Non ho preso in giro i cantanti come ha fatto Chiambretti che mi ha massacrato. E ho anticipato i tempi: ho tolto i fiori, ho puntato sull’eccellenza italiana, ho provato ad adeguarmi allo stile Mtv, non a quello della tv bulgara”.
Dopo il Festival, Panariello si è sentito snaturato e ha avuto bisogno di ricaricarsi, ma non fermandosi mai tra cinema, teatro e radio. Ora ribadisce di avere per il 2012 (ma non doveva già partire nel 2010 o al massimo nel 2011?) l’idea ‘favolosa’ di uno spettacolo itinerante a livello internazionale:
E’ tutto pronto per il ritorno su Rai1 della seconda stagione di “Ho Sposato Uno Sbirro“, la fiction in 24 episodi da 50” prodotta dalla Lux Vide che concluse la sua prima stagione nel maggio 2008 a 7.323.000 telespettatori e il 28,69% di share. Per l’occasione Flavio Insinna, il protagonista principale nei panni di Diego Santamaria, arriva su TvBlog raccontando alcune novità riguardanti la fiction Rai da questa sera in onda in prima serata. Inevitabile parlare con l’attore-conduttore anche del suo percorso artistico tra i pacchi di ‘Affari Tuoi” fino al probabile prossimo sbarco in casa Mediaset.
Nelle nuove puntate di “Ho sposato uno sbirro” quali novità troveremo rispetto alla prima?
“Spero che non si tradisca l’affetto e la fiducia che ci ha accordato il pubblico nella prima serie. Io penso che il numero 2 di ogni lavoro sia sempre più difficile del numero uno. La seconda volta il pubblico si aspetta delle conferme e delle sorprese, se non sei stato in grado di confezionarle allora ci staranno due minuti e poi se ne andranno. La novità più bella e più tenera è che arrivano due gemelle. Poi ognuno di noi ha preso ancora più familiarità con il proprio personaggio, il mio per esempio con l’arrivo delle gemelle è diventato più tenero. Di novità poi c’è l’arrivo di Serena Rossi e Francesco Arca che sono giovani e belli ma soprattutto bravi.”
Giallo e rosa è il mix di colori giusto per le fiction di Flavio Insinna ?
“Sicuramente sono i colori che preferisco. A me piace il meccanismo della commedia, quando sei un uomo normale travolto da cose più grandi di te. Poi comunque questo mestiere prevede anche il cambiamento, il rischio, il salto verso altri generi più forti. Ho già lavorato per esempio in prodotti diversi, ma certamente questi tipi di commedie mi piacciono molto.”
Avrai contro i ‘Cesaroni 4′, ti piace quel prodotto e che ne pensi di queste contrapposizioni frontali nei palinsesti?
Esce in libreria Affari loro (Minerva Edizioni), un testo-denuncia contro una delle trasmissioni di costume più note e seguite della storia recente della televisione italiana: quell’Affari tuoi che tante polemiche ha innescato relativamente alla presunta irregolarità del meccanismo di gioco (Antonio Ricci ci ha basato qualcosa come novemila puntate di Striscia la Notizia…). L’autore è quel Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, che per lungo tempo ha vigilato, mettendoci la faccia direttamente in studio, sulla linearità del quiz, prima di essere sostituito, per l’appunto, quando denunciò tali presunte irregolarità. Racconta oggi:
“Controllare sì, ma non troppo: forse era proprio questo che voleva la Rai quando mi ha chiamato come osservatore esterno a garantire i telespettatori sulla regolarità di Affari tuoi. Fin dalla prima edizione del 2004, in cui sono stato designato a rappresentare i telespettatori, ho cercato di prendere sul serio questo mio incarico: Affari tuoi viveva da tempo sul filo del sospetto, in palio non c’era solo il denaro pubblico di chi paga il canone tv ma anche la fiducia di milioni di telespettatori seduti davanti ai teleschermi. Così, quando nell’edizione 2008-2009 ho scoperto un meccanismo che consentiva ai concorrenti di vincere ‘a mani basse’, ho ritenuto doveroso presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Da allora le vincite si sono dimezzate, ma evidentemente sono diventato un ospite non gradito visto che la Rai ha pensato bene di mettermi alla porta. Adesso è giunto il momento di raccontare tutto in un libro, alzando il sipario su quel misterioso dietro-le quinte che i telespettatori non hanno mai potuto vedere”.
Pino Insegno torna su TvBlog con la seconda parte dell’intervista concessa nel corso di una pausa dalle incessanti registrazioni del suo nuovo impegno a “Reazione a Catena”. Nella prima parte il conduttore raccontava la nostalgia per la Premiata Ditta e i primi passi nel preserale di Rai1 mentre ora passeremo dall’esperienza di “Insegnami a Sognare” a quella mancata con Miriam Leone a “Ciak Si Canta” fino all’importante proposta ricevuta per i pacchi di “Affari Tuoi”.
Come hai preso la decisione di Italia1 di mettere in replica a breve “Il mercante in fiera” mentre tu sei impegnato su Rai1 con “Reazione a catena”?
“E’ il momento che è così con una dichiarata povertà di idee. Se di qui si fa “Ballando con le stelle” dall’altra parte si fa “Ballicchio con le stelle”, se di qua si canta dall’altra parte “Io Canto”. Inseguirsi così non porta a niente, si dovrebbero cercare delle alternative valide ma capisco che sia un momento un po’ difficile per tutti.”
A proposito di esperimenti, quello di “Insegnami a Sognare” è stato però bocciato dall’Auditel..
“Quello, nonostante gli ascolti che erano palesemente bassi, è stato comunque un esperimento riuscito. Gli errori sono stati però tanti come debuttare direttamente in prima serata quando non sei ancora fidelizzato come volto della rete, andare in onda in un giovedi dove Italia1 dal 9% solito era al 21% con Juve-Ajax e su Rai2 ad Annozero c’era Morgan, Celentano con il boom di ascolti. Il tutto è stato fatto un po’ in fretta ma l’idea era molto forte, tanto che 3 nazioni ne stanno comprando i diritti.”
Vorresti riproporlo?
Max Giusti ha le idee chiare sul suo futuro professionale. Dopo una stagione di sovraesposizione, e qualche incertezza di troppo, il comico ha deciso di ripartire dal suo primo mestiere: quello di far ridere. Perciò si è preso una pausa autunnale dalla tv per debuttare su Radio2 con un programma tutto suo. A raccontare i suoi prossimi progetti Donatella Aragozzini di Libero in un’intervista esclusiva:
“Sto lavorando in questi giorni a un programma radiofonico un po’ scanzonato. Posso solo dire che il pubblico di Raiuno ha una percezione meno divertente di Max Giusti, mentre in radio farò suonare di nuovo alcune mie corde, quelle della comicità, che non voglio far arrugginire. Affari tuoi tornerà a febbraio, ma per me sarà l’ultima volta: mi dispiace lasciarlo ma bisogna guardare avanti. E poi abbiamo fatto 385 puntate, la gente deve avere il desiderio di vedere il gioco…”.
Se un po’ tutti credevamo che Attenti a quei due fosse un esperimento da riproporre, ma con conduttori diversi, Giusti dichiara che lui e Frizzi sono pronti a ridarsi battaglia. Per scongiurare l’effetto déjàvu spera, però, di poter contare sulle primedonne dell’azienda, vista anche la promozione dello show in garanzia: