Gli Original di Sky Italia sono quelli che hanno osato di più in questa stagione

Otto serie tv Original (di cui tre ritorni), che hanno portato il pubblico in mondi differenti e, soprattutto, proposto sulla pay tv generi nuovi

La stagione tv si è ormai conclusa, le prime tv -fatta qualche rara eccezione- scarseggiano e si può guardare ai mesi trascorsi cercando di capire come sono stati per la serialità italiana. Le reti hanno osato e proposto titoli davvero nuovi, oppure si è sempre rimasti nel solito cortile di quei generi capaci sì di generare ascolti ma lontani dalla proposta di novità?

Se osserviamo le produzioni andate in onda da settembre ad oggi sui tre principali gruppi televisivi, la risposta la si trova subito: ad offrire al proprio pubblico l’offerta più diversificata di produzioni seriali originali, in questi mesi, è stata Sky.

Quelli che sono chiamati “Sky Originals” (tutti recuperabili su Now), a ben vedere, hanno saputo differenziarsi dall’offerta televisiva di Rai e Mediaset che, va detto, hanno sì proposto delle novità -e non poche-, ma sono andate abbastanza sul sicuro, puntando su generi già noti al pubblico generalista e con una certezza di colpire nel segno abbastanza alta.

La pay tv ha invece cercato di intraprendere più strade, vale a dire più percorsi narrativi, lungo gli otto titoli andati in onda nella stagione 2021-2022. Delle varie produzioni in prima tv trasmessi (film-tv e serie), tre erano dei ritorni, quindi delle storie già note agli abbonati. Di queste, una è stata sicuramente la più attesa: Gomorra 5 ha infatti segnato la stagione finale del mob drama che ha creato un prima e un dopo per la serialità italiana.

Un altro ritorno è stato Cops 2, seconda stagione di un prodotto già rodato nel 2020 e che fa parte delle cosiddette “collection” (discorso, questo, che meriterebbe un discorso a parte), così come la seconda stagione di Diavoli ha confermato il tentativo di portate in tv il financial drama intingendolo nell’attualità raccontata dai notiziari negli ultimi anni.

Ciò che ha reso la stagione di Sky Italia davvero differente da quanto proposto dai suoi competitor non è stata solo la quantità di serie in onda per la prima volta, ma soprattutto il genere in cui possono essere incasellate.

A farci caso, ogni serie Sky Original della stagione 2021-2022 ha rappresentato un genere tutto suo: si è partiti a settembre con la comedy di Ridatemi mia moglie, un esperimento non riuscitissimo nonostante il parterre di attori comici presenti nel cast (tre su tutti: Fabio De Luigi, Diego Abatantuono e Carla Signoris).

Quindi, la prima vera novità, il family drama italiano: con A casa tutti bene-La serie (le riprese della seconda stagione sono iniziate da pochi giorni) Gabriele Muccino è stato capace di adattare il suo film a racconto seriale, premiato anche ai recenti Nastri d’Argento Grandi Serie, portando al pubblico di nicchia della pay un genere che solitamente ben si accosta al pubblico delle reti generaliste.

L’inizio dell’anno è stata all’insegna di un altro esperimento: il mistery a tinte religiose di Christian, quasi un corpo estraneo nella produzione di serie tv italiane di questa stagione, ma che forse proprio per questo si è fatto decisamente notare.

Quindi è stata la volta di Luca Zingaretti, al suo primo progetto tv dopo Il Commissario Montalbano: con Il Re, l’attore romano non poteva allontanarsi di più dal mondo di Vigata, offrendo a Sky l’opportunità di esplorare ancora un altro genere, quello del prison drama. Infine, Blocco 181, drama tra gang ed una storia d’amore a tre che ha guardato oltre alcune convenzioni e tabù, nonché regole per un racconto televisivo.

Qualcuno potrebbe obiettare che per Sky, in quanto tv a pagamento, è più facile intraprendere la strada della sperimentazione, non dovendo sottoporsi ogni mattina alla sfida dell’Auditel. In parte è vero, ma va anche ricordato che anche su Sky, così come su Rai e Mediaset, la serialità autoprodotta è sempre più una colonna portante della propria offerta tv.

Per questo, puntare su storie che siano davvero differenti ed originali può risultare un vantaggio ma anche un rischio. Eppure, la strategia di Sky sembra essere molto chiara: differenziare i propri prodotti l’uno dall’altro, creare tanti mondi diversi dentro cui gli spettatori potranno decidere se entrare oppure aspettare quello successivo, in una sorta di giostra di storie che ha resto questa stagione, sulla pay tv, molto più variegata che altrove.