Sanremo 2021, ritiro per gli Artisti in gara positivi o in quarantena. E le canzoni?

Nessun piano B per un artista in gara positivo al Covid o in isolamento fiduciario: Sanremo 2021 prevede solo il ritiro. Per il momento…

Cosa succede se un artista in gara a Sanremo 2021 è positivo o rientra nella quarantena fiduciaria per un tracciamento? La risposta è secca: deve ritirarsi “in ottemperanza alle norme del DPCM”. Nessun alternativa virtuale al momento prevista, nessuna possibilità di restare in gara con una replica dell’esibizione già svolta o con una clip realizzata ad hoc.

E ci si preoccupava del pubblico in platea.

Il passaggio, non certo secondario per lo svolgimento di una gara, lo ha spiegato il vicedirettore di Rai 1 e capostruttura del Festival Claudio Fasulo nella prima conferenza stampa per il 71esimo Festival, annunciando una modifica al Regolamento nata proprio alla luce di queste ultime settimane di prove e preparativi. Proprio nelle ultime ore è infatti stato individuato un positivo negli studi in cui stanno facendo le prove: il caso è stato confermato anche in conferenza stampa, anche se non sono ancora arrivati i responsi del tracing seguito alla positività confermata per capire l’estensione del contagio. Da qui, inevitabilmente, si è cercato di capire cosa succederà in caso di positività di un artista in gara. E la risposta, sicuramente inoppugnabile a termini di legge,  lascia un po’ interdetti sul piano dello show – tanto difeso finora – e della natura stessa del Festival.

La modifica introdotta alla vigilia della conferenza stampa riguarda il paragrafo dedicato ai Ritiri nelle Disposizioni generali e finali del Regolamento pubblicato lo scorso dicembre: è stata infatti estesa la fattispecie del ritiro, finora ammessa solo in “casi di necessità e di forza maggiore”. L’aspetto di forza maggiore è stato esteso, quindi, alla positività al Covid-19, come immaginabile e necessario, e nel caso di quarantena fiduciaria per tracciamento casi. Ecco cosa riporta la modifica del testo del Regolamento:

“Al capitolo Disposizioni Generali e Finali, il paragrafo “Ritiri” viene integrato con un secondo comma e nel nuovo testo vigente complessivamente recita: “Ritiri” – Gli Artisti e le relative Case discografiche, ricevuta la comunicazione della partecipazione alla gara ed effettuata l’iscrizione nei modi previsti dal presente Regolamento, non potranno ritirarsi prima o durante lo svolgimento di SANREMO 2021, salvi i casi di necessità e di forza maggiore.
Rientra tra le predette ipotesi l’obbligo per l’artista di osservare la misura dell’isolamento o della quarantena, prescritta ai sensi dell’articolo 1 del DL 16 maggio 2020 n. 33, come modificato dalla legge di conversione 14 luglio 2020, n. 74, e relativa normativa di attuazione (a titolo esemplificativo e non esaustivo, decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, ordinanze del Ministro della salute)”

Ovviamente non stupisce l’applicazione della norma, sacrosanta e necessaria per garantire la sicurezza di tutti i coloro lavorano e partecipano al Festival come richiede – più che giustamente – il CTS, quanto la mancanza al momento di un’alternativa per non penalizzare l’artista che dovesse anche solo entrare in contatto con un positivo (dubbio o conclamato). Tanto più che la circostanza, per la legge dei grandi numeri (come quelli che, pubblico in sala o meno, circolano a Sanremo), non è poi così remota e potrebbe inficiare discretamente l’edizione (della Rinascita o della Consapevolezza, a seconda dei direttori).

Assunto ormai da tempo che la ripartenza è, ahinoi, ancora lontana, un Festival della Consapevolezza dovrà probabilmente fare i conti con la situazione ‘artisti positivi o quarantenati’. Come ha fatto notare un collega in conferenza stampa, nel 1955 Claudio Villa fu costretto a saltare la finale e la sua esibizione fu compensata con un disco: la canzone vinse. Visto che questo è un Festival in sé unico bisognerà pure pensare a una soluzione che non escluda brani e penalizzi gli annessi progetti discografici di cui Sanremo è vetrina e per i quali il Festival può essere davvero una ripartenza.

Se soluzioni ci sono se si decide di mettere da parte la retorica delle ‘pari condizioni di gara’ e l’ostilità verso la registrazioni: non siamo negli anni ’60 e, come detto, l’importante è esserci, non solo vincere, da anni. E poi in gara ci sono le canzoni, non l’artista. Per cui se il CTS ha dato via libera a Sanremo 2021 dal 2 al 6 marzo, permettendo così di non fermare la musica (come ha giustamente commentato entusiasta Amadeus), ci sarà pure un modo per evitare che sia il Covid a fermarla in corso d’opera, a Festival finalmente iniziato. In questo l’Eurovision Song Contest (che non è proprio una barzelletta) si è preparato per tempo, immaginando ben 4 possibili scenari per una edizione che si sapeva da subito non sarebbe stata come le altre: la speranza c’è, ma la realtà va affrontata.

In fondo, però, c’è tempo per apportare modifiche, no? Al 9 febbraio ancora si sta pensando a come gestire/riempire la platea deserta dell’Ariston, per cui c’è tempo anche per immaginare soluzioni alternative al ritiro secco di artista e annessa canzone, che poi è quella che di fatto è in gara. Al kick-off di Sanremo 2021 mancano solo tre settimane. Ci contiamo.

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