Eurovision Song Contest 2021, registrato il primo live-on-tape: perché non lo fa anche Sanremo?

Eurovision Song Contest 2021 fa registrare a tutti i paesi le esibizioni ‘live-on-tape’: una formula che sarebbe utile anche per Sanremo.

Eurovision Song Contest 2021 si farà e lo sappiamo. Non si sa, però, ancora quale dei tre scenari superstiti sarà usato ora che l’opzione A, quella che contemplava una versione normale dell’evento, con pubblico e artisti in Arena, è stata eliminata (ragionevolmente e per tempo). In attesa della decisione dell’EBU e delle emittenti coivolte, l’organizzazione mette in cascina le riserve necessarie per portare a casa una edizione regolare e completa. Come? Richiedendo a tutti i paesi partecipanti i live-on-tape, ovvero le registrazioni delle esibizioni così come immaginate e pensate per il palco dell’Ahoy Arena di Rotterdam, sede delle due semifinali del 18 e del 20 maggio e della Finalissima di sabato 22.

I primi a realizzare il proprio live on tape sono stati i norvegesi di NRK. Sabato 20 febbraio, infatti, si è tenuta la finalissima del Melodi Grand Prix 2021 e la vittoria è andata a TIX con la sua Fallen Angel: è stata la canzone più votata dal pubblico a casa e così ha staccato il biglietto per le semifinali di maggio a ESC. E lunedì 22 l’artista ha registrato la sua esibizione con la supervisione dell’EBU e delle reti olandesi che organizzano l’edizione ESC 2021.

Ricordiamo che il live-on-tape è un’esibizione registrata come se fosse un live: EBU e le emittenti organizzatrici hanno definito uno standard realizzativo per dimensioni di palco, scenografie, luci in modo da garantire a tutti i Paesi partecipanti pari condizioni. Un modo per uniformare le esibizioni e renderle così visivamente omogenee per il pubblico che le seguirà in tv, oltre che per evitare svantaggi produttivi.

L’organizzazione dell’Eurovision Song Contest ha chiesto a tutti i paesi partecipanti di realizzare un live-on-tape della propria esibizione, in modo da non avere problemi nella confezione del programma anche nel caso in cui le delegazioni non potessero raggiungere Rotterdam, cosa che al netto dell’andamento della pandemia sembra – ad esempio – fuori discussione per l’Australia. Ma in ogni caso, visto il peggioramento dei contagi e considerato che l’ipotesi di un’edizione regolare – con artisti e pubblico assembrati in Arena – è già stata esclusa da tempo, la disponibilità di un filmato della propria esibizione conforme a quello che potremmo vedere ‘dal vivo’ rende possibile lo svolgimento regolare della gara.

Lo stesso, invece, non si può dire per Sanremo 2021.

A poco meno di una settimana dal debutto vale la regola (inserita con una variazione del Regolamento) che prevede il ritiro dell’Artista in gara in caso di positività al Covid-19. Una situazione che alla luce dell’incremento dei contagi – tale da aver spinto la Regione Liguria a rafforzare le misure anti-contagio a Sanremo – e in funzione dello spettacolo e della funzione stessa del Festival rischia di complicare la già difficile edizione 70+1 di Sanremo: il ritiro di un artista in gara si traduce nell’eliminazione di fatto anche della canzone, che poi è il vero elemento in gara. Sanremo è il Festival della Canzone, non del cantante: al momento, però, fuori uno, fuori anche l’altra. E non ci sembra neanche tanto giusto.

Per il momento, però, è così. Vedremo se nei prossimi giorni cambierà qualcosa, anche se siamo a meno di una settimana dall’inizio del Festival. Fingers crossed, per tutti.

 

 

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