Ascolti Sanremo 2021, un’edizione “imparagonabile”

Gli ascolti di Sanremo 2021, il secondo Festival targato Amadeus e Fiorello e il primo (speriamo unico) in piena emergenza Covid.

La Serata Finale è stata la più vista di questo Sanremo 2021. La ‘gara’ ha motivato e tenuto sveglio il pubblico: gara che ha determinato la vittoria dei Maneskin su Michielin&Fedez ed Ermal Meta, con una votazione finale aperta alle 2.00 di notte e il dato del televoto non può che tenerne conto nella definizione dell’ordine finale. Così come bisogna considerare che di fatto l’ascolto della serata finale si ferma alla classifica generale e all’annuncio del podio: la  proclamazione non c’è. Ha un che di tafazzismo. Ma la contabilità, abbiamo detto, che in questo Festival non conta. Ma neanche di Sanremo 2020, visto che la situazione era più o meno analoga, con un vincitore proclamato oltre le 2.30. Si chiamano sprechi. E a spiegare le ragioni di un calo ci pensa HIT nella sua analisi di fine Festival.

Ma veniamo ai numeri della finale. La Quinta Serata di Sanremo 2021 registra una media di  10.715.000 telespettatori, 53,5% di share. Il segmento Start ha ottenuto 10.975.000 telespettatori, share 39,1%, la prima parte (21.23 – 23.50) 13.203.000, 49,9%, e la seconda (23.55 – 2.39) 7.730.000, 62,5%. La media è di  10.700.000, 53,5%.

Sanremo 2021

Rispetto alla sera precedente non c’è storia. Con una durata analoga alla Quarta Serata, già solo la seconda parte ottiene quasi il doppio dei telespettatori e 13 punti di share in più: in ballo la curiosità di sapere chi vincesse e il giorno festivo, elemento quest’ultimo di cui la  ‘costruzione narrativa’ degli ultimi due Festival non sembra aver tenuto particolarmente conto. Il che farebbe pensare che più che il teatro vuoto, la rabbia, la difficoltà del momento ci fosse bisogno di motivazione alla visione.

Per fare paragoni con le edizioni precedenti – che credo questa volta saranno fatti anche in conferenza stampa –  la media di teste è migliore di quella della Finale di Sanremo 2019, il Baglioni Bis, mentre perde circa 700.000 teste rispetto alla media dell’Amadeus I. Per quanto riguarda lo share, sono 7,3% i punti in meno rispetto allo scorso anno e 3,2% rispetto al  Baglioni Bis, che però fìnì un’ora prima. Per un dato di share più basso di quello della Finale di Sanremo 2021 bisogna andare a Conti 2016 che fece registrare 52,52% di share (con 500.000 teste in più di media rispetto a Sanremo 2021) e anche in quel caso una chiusura un’ora prima, all’1.33.

Per capire l’andamento di un programma però vale sempre la pena dare un’occhiata alle curve, e vi rimandiamo sempre a HIT.

(In aggiornamento)

Ascolti Sanremo 2021: la Quarta Serata cresce un po’, ma conferma il trend

La Quarta Serata di Sanremo 2021 conferma il trend dell’annata. Si registra una risalita rispetto alla terza serata, quella delle cover, a parità di durata (che per la Serata di Venerdì si attesta alle 2.05, ma almeno con la classifica data entro le 1.59, ovvero entro la registrazione Auditel. Nessuna partita di calcio ieri, quindi il dato dovbrebbe essere quello del pubblico che vuole vedere sanremo e non ‘distratto’ da altre proposte di tv ‘tradizionale’, di palinsesto.

Il dato vede la media della Quarta Serata a 8.014.000, 44,7%. Il segmento Sanremo Start – che non rientra nella media – ha registrato 9.601.000 telespettatori, share 33,8%, mentre la prima parte (21.25 – 23.38) ha ottenuto 11.115.000, 43,25% e la seconda (23.42 – 02.05) 4.980.000, 48,18%.

Picco d’ascolto alle 21.34: 12.619.ooo all’inizio della competizione
Picco di share alle 00.33: 51,1% con l’esibizione registrata di Irama. L’esibizione registrata di Irama alza sempre un po’ il dato: per il direttore di Rai 1 è segno dell’interesse per il binomio Musica e Covid. Insomma, il caso ‘Quarantena’ in un’epoca Covid fa interesse. Beh, dubitiamo che sia per la curiosità di vedere se qualcosa è cambiato… anche se in fondo non lo escluderei.

 

Una leggera risalita rispetto alla serata precedente, per restare nell’ambito di questa edizione eccezionale e imparagonabile con le altre. Vedremo poi in virtù di che cosa a bocce ferme.

Ma il dato di cronaca va riportato. L’anno scorso la quarta serata del Festival aveva ottenuto 12.674.000 telespettatori con il 52.3% di share nella prima parte e 5.795.000 con il 56% nella seconda, come dice anche Ansa in un suo lancio. Ma si è detto che i confronti con l’edizione precedente non si fanno, no? Perché se si facessero, questo Sanremo 2021 riuscirebbe a far peggio, in teste, anche di Fazio 2014: il record negativo di teste, però, è ancora in  mano a Sanremo 2008. Chissà cosa successe quell’anno.

In ogni caso, questa eccezionalità, vuol dire che il prossimo anno – là dove si fosse davvero fuori dal tunnel del Covid e non come speranza, bensì come certezza – non si faranno mai confronti con l’edizione 2021, ma si tornerà direttamente al 2020, chiunque sia il direttore artistico o qualunque sia la squadra ‘appaltante’.

In coda una chicca. Nel comunicato Rai di oggi si riporta anche questo:

“Nella notte tra mercoledì e giovedì, dalle 2.00 alle 2.09: 1 milione 609 mila spettatori con il 48,5%”.

In realtà dovrebbe far riferimento alla Terza Serata di Sanremo, quella delle Cover, nella notte tra giovedì e venerdì… Ma siamo tutti stanchi e persi nelle nottate tv infinite di Sanremo. Ma tanto poi recuperiamo il sonno lunedì, vero?

Gli ascolti della Terza Serata, tra cover e duetti che non decollano

La Terza Serata di Sanremo 2021, dedicata alle Cover e ai Duetti, si attesta su una quota di teste sostanzialmente stabile, con una leggera risalita dello share e uno scarto in teste, in media, di 67.000 telespettatori. Volendo subito dare gli elementi di contesto, ieri la puntata è durata venti minuti circa in più rispetto alla seconda (2.08 vs 01.43 della seconda), la programmazione vedeva una sola partita di campionato in prima serata (che su Sky Sport Uno ha registrato 1,52% e 433.500 telespettatori) e la finale di MasterChef (il cui primo dato parla di una finale – chiusa alle 23.51 – che registra 970.000 e uno share del 3,91%). Le classifiche sono state date dopo le 2 – quindi non sono registrate da Auditel che si ferma a 01.59 – e il programma è terminato, highlights inclusi, intorno alle 2.08.

L’ascolto medio della serata è di 7.653.000 telespettatori, 44,3 di share. Il segmento Start (20.53-21.27) – scorporato dalla media – ha fatto registrare 10.387.000 telespettatori, share 35,55%; mentre la prima parte (20.53 – 23,49) 10.596.000, 42,4%, e la seconda (23.53 – 2.08) 4.369.000, 50,56% .

Picco d’ascolto (21:46): 13.194.000 con Fiorello che ha cantato Fatti mandare dalla mamma.

Picco di share (00:38): 52,9% con l’esibizione di Madame.

 

Se questa edizione di Sanremo è incomparabile con le altre, limitiamoci a vedere come è andata rispetto alla serata precedente nella tabella in alto: con  le Cover e i Duetti dei 26 artisti in gara – votati solo dalla Giuria dell’Orchestra di Sanremo – la serata vede nella media complessiva un numero sostanzialmente stabile nelle teste e uno share che nella seconda parte (23.53 – 2.08) sale al 50%.

Ormai finito anche MasterChef (su Sky Uno/+1 e on demand 1.040.372 spettatori medi e il 3,87% di share), dopo la mezzanotte sono comparse 400.000 teste circa in più rispetto alla serata precedente.

Sanremo 2021

I confronti con gli anni scorsi, come si ripete a tambur battente, non si possono fare, ma l’edizione 2021 resterà nelle tabelle, magari con un asterisco (che invece l’edizione di Fazio non avrà). Vedremo se saranno segnati con un asterisco anche gli ascolti di titoli storici dell’intrattenimento o della fiction in questo anno, terribile, di pandemia. E mi auguro che per Sanremo 2022 (sperando ormai di essere fuori da questo incubo) si vada  direttamente all’ultima spensierata edizione, quella ‘record’ del 2020, per eventuali paragoni.

Ascolti Sanremo 2021, cala anche la Seconda Serata: 7,6 milioni di media (meno di una fiction…)

La Seconda Serata di Sanremo 2021 ha registrato una media tra le sue due parti di 7.586.000 spettatori pari al 42.1%. Meno di una fiction di successo di Rai 1. Il calo della seconda serata è, per tradizione, fisiologico: nel quadro specifico però non può che essere preoccupante. E anche chiaro, con poche possibilità di giustificazioni ‘tecnico-Auditel’. Qualcosa va cambiato. A meno che non sia venuto meno un altro milione e mezzo di platea televisiva in 24 ore.

Sanremo 2021 ascolti seconda serata confronto

Ma andiamo nel dettaglio della serata:

Sanremo Start, dalle 20.52 – 21.26 con la seconda eliminazione delle Nuove Proposte, ha ottenuto 9.792.000 telespettatori, share 33,53%; la prima parte, dalle 21.31 alle 23.55 con le esibizioni di Laura Pausini e Il Volo in rapida successione, 10.113.000, 41,2%; la seconda parte, dalle 24.00 alle 01.42,  3.966.000, con il 45,7%.

Picco d’ascolto alle 21.46: 12.524.000, quando Ama ed Elodie presentano Bugo.
Picco di share alle 00.58: 50,6%

Se per il Direttore Artistico di Rai 1 non si possono fare confronti con le precedenti edizioni (eccezion fatta per i target in crescita…), allora partiamo dal confronto con la Prima Serata, quella di martedì: e il dato non è confortante.

In confronto alla Prima Serata, la prima parte della Seconda Serata ha registrato, in teste, circa 800.000 telespettatori in meno e uno share inferiore di 5%; si può opporre la presenza delle partite di Campionato, ma si può comunque ricordare che la prima parte è durata dalle 21.31 alle 23.55, quindi ben oltre un’ora il termine dei match.

Ma se il tempo non fosse comunque sufficiente per spostare i calciofili su Festival (e c’è da domandarsi quanti di loro siano poi così legati all’evento Sanremo) la seconda parte – durata da mezzanotte all’1.42 (un orario in linea con la seconda serata dell’anno scorso) – vede lo scarto diminuito, con poco meno di 300.000 telespettatori in meno e 2 punti di share in meno.

Verrebbe da dire che chi ha visto la partita non è andato poi dal Festival e chi era sul Festival a un certo punto è andato a dormire. Come è normale che sia, per di più in un infrasettimanale e con uno ‘show’ (ancora non pervenuto) di 5 ore.

Cala anche Sanremo Start, registrando comunque un bel dato per l’access: la gara dei Giovani a inizio Festival piace. Non è difficile capire perché: gli artisti cantano uno dietro l’altro, le giurie votano e c’è un verdetto. Si chiama Sanremo.

Quindi nonostante la pandemia, il  bisogno di svagarsi e il coprifuoco, Sanremo 2021 cala rispetto allo scorso anno. Forse il problema non è l’Ariston vuoto, ma lo show senza idee.

Se poi vogliamo lanciarci nei ‘paragoni impossibili’ con le edizioni precedenti, per trovare un dato complessivo di serata in teste così basso dobbiamo andare a Baudo 2008;  per quanto riguarda lo share, nel 2015 Conti fece registrare uno share medio di serata del 41,67%, finendo alle 00.39, ovvero un’ora prima. E se il tempo nel calcolo dello share conta.

Intanto Massimo Scaglioni su FB ricorda il dato della platea:

“Il calo consistente (I parte meno 2.728.000 spettatori) NON dipende da differente platea, che è perfettamente confrontabile con quella del 5 febbraio 2020: 24.506.000 allora, 24.512.000 oggi”.

 

Ascolti Sanremo 2021, cala (molto) la Prima Serata: peggio solo Baudo 2008 e Fazio 2014

Il miracolo non si è ripetuto: Sanremo 2021 è iniziato nel buio dell’Ariston deserto ed è continuato con una serata tra varietà e cazzeggio in cui le canzoni sono apparse quasi un contorno. Senza la benedizione di Padre Fiorello dello scorso anno, il miracolo degli ascolti non si è ripetuto nella prima serata del Festival. E non è bastato il bacio sulla fronte di Fiorello nelle vesti di Achille Lauro all’amico di sempre.

Ma Sanremo è Sanremo. E poi questa volta ancora di più: segna davvero un anno incredibile, inziato col trionfo di Diodato e con l’ultimo momento di spensieratezza nell’urlo a squarciagola della sua Fai Rumore, urlo che ieri sul palco dell’Ariston si è strozzato. E anche quello può essere simbolo del periodo.

Per restare un attimo nel contesto pandemico, un elemento: in tutta Italia vige ancora il coprifuoco, per cui dalle 22 tutti a casa, per forza. Il che vuol dire stare davanti alla tv; il che si traduce in una platea tv più ampia, a prescindere. Per dare un elemento di contesto di programmazione, ieri in prima serata sulle pay c’era l’anticipo di Campionato Juventus – Spezia: non proprio una partita di cartello. I due elementi potranno essere utilizzati come attenuanti o come aggravanti a seconda della linea che si vorrà adottare.

Ma veniamo ai numeri, quelli che tutti dicono secondari – cfr direttore di Rai 1 Coletta nella conferenza stampa del 2 marzo – ma che poi sono l’unico elemento che conta, per tutti, e che definirà davvero se ci sarà un Ama-Ter.

Guardando il dato secco, la Prima Serata di Sanremo 2021 (iniziata alle 20.50 e terminata all’1.34) ha registrato in media 8.363.000 telespettatori, per uno share del 46,6%. Nel dettaglio, Sanremo Start ha registrato 11.592.000 telespettatori, share 38,73% (dalle 20.50 alle 21.31), la prima parte ha registrato 11.176.000, 46,35% (21.36 – 23.54) e la seconda, chiusa all’1.34 (7′ in più dell’anno scorso, 16 minuti in più del Sanremo 2019 di Baglioni) 4.212.000, 47,77%.

Picco di ascolti alle 21.46 sulla presentazione di Diodato con 13.950.000, picco di share al 51,90% alle 23.23 quando Fiorello canta Se stasera sono qui.

Il confronto con Sanremo 2020, il primo Festival Amadeus – Fiorello, è inevitabile.L’anno scorso la prima parte aveva fatto 12.480.000, 51,24% e la seconda 5.698.000, 56,22% Ma sono share e valore assoluto che stupiscono. Per trovare uno share peggiore bisogna andare al Sanremo 2014 di Fazio e Littizzetto, mentre la media di ascolto resta superiore al Sanremo 2008 di Baudo e Chiambretti.

I dati di ascolto confermano che qualcosa non è andata come pensavano e speravano. Non è difficile immaginare come sarà commentato il dato in Conferenza Stampa, ma il Teatro Ariston vuoto non è una scusante.

La risposta del direttore di Rai 1 Stefano Coletta alla questione ascolti dalla Conferenza Stampa del 3 marzo.

“Primo bilancio per me positivo. C’è questa piccola flessione rispetto all’anno scorso, ma è una comparazione poco praticabile perché nel differimento di un mese manca un milione e mezzo di teste rispetto alla platea complessiva dello scorso anno, dato che influenza anche lo share, Il mese di slittamento influisce. La media del 47% è in linea peraltro con le Prime Serate degli ultimi 20 anni (in alto il fact checking, ndr). La Prima Serata 2020 non è confrontabile: un mese di differenza determina quello che ho detto, ovvero una platea numericamente inferiore. E poi non c’era neanche la partita lo scorso anno. La cosa interessante, però, è che non si era mai raggiunto un dato così alto sul target Ragazze 15-24, così come sul complessivo 15-24 si registra un +64% rispetto allo scorso anno…”.

Allora vien da pensare che i dati siano paragonabili solo se positivi, visto che una comunicazione sul dato vincente del target giovani rispetto all’anno scorso c’è.

Ma la platea ridotta risulta anche considerando che a febbraio 2020 vivevamo una vita normale e che a marzo 2021 l’Italia è in coprifuoco da mesi? Un collega domanda infatti se e come il coprifuoco abbia influenzato la quantità di platea, considerato che siamo tutti a casa e si suppone che non tutti giochino a Monopoly. Coletta risponde:

“Uscendo dalla banale comparazione tra l’ultima edizione e questa (Quella banale comparazione sui target 15-24 ad esempio…, ndr), l’anno scorso il Festival è andato in onda un mese prima, quando la platea complessiva aveva 1.400.000 circa spettatori in più. La densità della platea cambia con la primavera… (Quale? Questa che ci vede ancora in casa nella speranza che passi tutto prima o poi?). Per entrare nel dato tecnico è un fatto che tra la platea di febbraio 2020 e marzo 2021 c’era 1.400.000 telespettatori in meno. E poi ieri sera c’era una partita di calcio (Juve – Spezia, ndr, non proprio il derby della Madonnina, ndr), oggi ci sono altre partite…”

Coletta insiste sul punto degli ascolti incomparabili e dell’edizione eccezionale:

“Nessuno di noi aveva la contabilità come principio nel costruire questo Festival (trad.it. Non abbiamo pensato agli ascolti… Uhm). La questione sulla quota di pubblico in teatro era dovuta proprio alla consapevolezza che in un linguaggio di intrattenimento il pubblico in studio è una parete che accompagna i cantanti, gli artisti… Una standing in presenza scalda la scaletta”

Certo, senza dubbio. Ma ci deve essere anche qualcosa di valido per cui alzarsi in piedi.

 

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