Fox Italia chiude: grazie alla “casa delle prime” abbiamo scoperto (e avuto conferma) del valore delle serie tv

Si chiude un’era, quella dei canali Fox Italia che, da inizio anni Duemila, hanno fatto fare passi avanti nella consapevolezza del valore delle serie tv

Non poteva una rubrica chiamata “Siamo serie” dedicare un suo pezzo a quello che, per anni, è stato il punto di riferimento per gli appassionati delle serie tv più in voga del momento. Fox Italia chiude: il canale disponibile al 116 di Sky interromperà le sue trasmissioni il 30 giugno prossimo (data indicata da tempo da Antonio Genna e confermata nelle ore scorse da Italia Oggi).

Spazio giusto a due series finale, quello di This Is Us (in onda il 27 giugno) e quello del reboot di Magnum P.I. (in onda il 26), e poi l’addio. Un addio che, però, va detto non avviene come un fulmine a ciel sereno, tutt’altro. Tutto è iniziato a cambiare quando, cinque anni fa, The Walt Disney Company annunciò l’acquisto di 21st Century Fox e di tutte le sue attività legate al mondo dell’intrattenimento. Il che ha significato anche l’acquisizione dei vari gruppi Fox a livello internazionale, tra cui Fox Networks Group Italy.

Dopo Fox Sports nel 2018, nel 2019 le prime “vittime” di questa acquisizione furono Fox Animation e Fox Comedy, con i propri prodotti in onda trasferiti principalmente su Fox Italia. Ma l’inizio della fine per Fox si è iniziato ad avvertire nel 2020, con la chiusura di FoxLife, uno dei canali di punta del gruppo Fox in Italia. Ormai le intenzioni erano chiare: spostare tutti i contenuti in onda sui canali Fox sulla piattaforma streaming allora appena nata di proprietà della Disney, ovvero Disney+, che in Italia ha debutto nella primavera del 2020.

E così, dopo la chiusura anche di Fox Crime nel 2021, Fox Italia restava l’unica roccaforte di una tv dedicata esclusivamente alla serialità che ora non c’è più, almeno non sotto quel marchio. Mentre quasi tutte le serie prima in onda sui canali Fox si sono spostate su Disney+ (tra tutte, le stagioni inedite di Grey’s anatomy e The Walking Dead, due dei fiori all’occhiello di Fox Life e Fox), Sky -nel frattempo entrata in Comcast– ha cercato di porre rimedio lanciato dei canali autoprodotti e dedicati alle serie tv, come Sky Serie e Sky Investigation, oltre all’ormai classico Sky Atlantic. Per Fox Italia, insomma, era restato poco da fare, se non attendere il suo spegnimento.

Tornando a quanto scritto in apertura, se l’apertura o chiusura di un canale (non è ancora chiaro cosa sarà posizionato al suo posto) al giorno d’oggi è quasi ordinaria amministrazione nel continuo via vai di accordi, fusioni e cessione di diritti, la fine di Fox Italia segna davvero la fine di un’era. Perché Fox, lanciato nel 2003, diede per primo quell’importanza alle serie tv che oggi diamo per scontato, diventando la “casa delle prime” (questo il claim con cui il canale si è presentato per anni) e trasformandosi anche in uno status symbol per chi voleva essere al passo con le ultime uscite: se era un successo oltreoceano, allora sarebbe andato in onda su Fox.

Basti pensare ai titoli cult che sono passati su Fox: dai già citati Grey’s Anatomy (inizialmente di Fox Life), The Walking Dead e This Is Us, fino al mitico Dexter (su Fox Crime) e Desperate Housewives (anch’esso su Fox Life). Titoli a cui vanno aggiunti gli italianissimi Boris (in procinto di tornare… su Disney+), Non pensarci-La serie e Romolo+Giuly: La Guerra Mondiale.

E no, non ci siamo dimenticati Lost, la serie che più di ogni altra ha resto Fox Italia il canale delle serie tv per eccellenza. E su cui è stato compiuto un passo fondamentale nella lotta contro la pirateria: fu proprio con l’ultima stagione di Lost che Fox inaugurò (anni dopo l’esperimento fatto con Twin Peaks) la messa in onda in contemporanea degli episodi, in anni in cui l’attesa era diventata insostenibile ed il rischio di imbattersi in spoiler altissimo.

Quello sforzo non da poco servì a compiere un altro passo in avanti alla percezione che in Italia si aveva delle serie tv, non più tappabuchi o intrattenimenti leggeri ma prodotti capaci di generare comunità di appassionati e smuovere opinioni pubbliche. Tutte cose che oggi diamo per scontato, ma che non lo erano nei primi anni Duemila.

Se Fox Italia per anni è stato il guru di chi divorava serie tv -tant’è che le sue anteprime erano tra le più attese al mitico Telefilm Festival di Milano, il primo Festival dedicato alle serie tv in Italia- lo si deve anche a tutte quelle persone che ci hanno lavorato nel dietro le quinte, dalla direzione alla cura dei palinsesti, fino agli aggiornamenti sempre puntuali del sito ufficiale agli uffici stampa. Tutti uniti da una passione, quella per le serie tv, che oggi è di moda ma che nel 2003 era avanguardia. Anche a loro, mentre Fox si spegne, rivolgiamo il loro grazie per aver contribuito far scoprire il valore di una “semplice” serie tv.