La fiction italiana parlerà mai di pandemia? Quella frase in Luce dei tuoi occhi…

Il fratello della protagonista della serie di Canale 5 parla di “tre mesi di chiusura”: il lockdown diventa oggetto di argomento anche nelle fiction

Mentre negli Stati Uniti l’argomento pandemia è stato trattato ed ormai ampiamente superato dalla serie tv in onda, in Italia l’emergenza sanitaria nelle fiction è rimasto un tabù. I motivi sono molteplici: gran parte delle serie tv made in Italy in onda tra la fine del 2020 ed i primi mesi del 2021 sono state girate prima dello scoppio della pandemia, quindi pensate in una fase pre pandemica.

L’altra motivazione, che vale anche e soprattutto per le fiction i cui set hanno aperto a partire dalla primavera 2020 -ovvero da quando le restrizioni del lockdown sono diminuite-, sta nella volontà da parte di autori e produttori di evitare di tornare sull’argomento, già ampiamente sviscerato da talk show ed approfondimenti in prima serata. Meglio, piuttosto, concentrarsi su un mondo di finzione, in cui mascherine e gel igienizzante non sono all’ordine del giorno.

Per questo, fiction come L’Allieva 4, Che Dio Ci Aiuti 6 e L’Ispettore Coliandro 8 (tutte girate nella seconda parte del 2020, ad eccezione della prima, che è tornata sul set a fine lockdown per girare solo gli ultimi episodi) non fanno alcun riferimento al Coronavirus. Ma sarà così anche nelle prossime fiction?

Molto probabilmente sì, la linea seguita dagli sceneggiatori italiani vuole essere quella di evitare il più possibile riferimenti all’attualità, anche -ipotizziamo- per favorirne una più facile messa in onda in replica in futuro. Ne abbiamo già un esempio in Fino all’ultimo battito di Raiuno, girata nella primavera 2021: nel racconto, seppur ambientato in gran parte nelle corsie di un ospedale, il Covid-19 non viene nominato. Nessun riferimento neanche nei due episodi di Ridatemi mia moglie, miniserie di Sky girata anch’essa nei mesi scorsi, che si concentra su altri temi, legati alla romantic comedy. Potrebbero, però, esserci delle eccezioni.

Una è già certa: è il caso della seconda stagione di Doc-Nelle tue mani, la serie record d’ascolti proprio durante la prima fase della pandemia, tra marzo ed aprile 2020. Tra i nuovi episodi -che andranno in onda nel 2022- gli sceneggiatori hanno annunciato ce ne sarà uno dedicato a come l’ospedale al centro del racconto ambientato a Milano, una delle città più colpite dal virus, abbia affrontato l’emergenza. Un modo non solo per restare sul pezzo, ma anche e soprattutto per rendere giustamente omaggio a tutti gli operatori sanitari che hanno dovuto affrontare uno sforzo senza precedenti.

E se il Covid-19 fosse già presente nelle fiction italiane? In attesa di vedere i titoli in uscita nei prossimi mesi, un lievissimo riferimento sembra essere stato fatto durante la prima puntata di Luce dei tuoi occhi, la fiction di Canale 5 con Anna Valle e Giuseppe Zeno in onda in queste settimane ed ambientata a Vicenza.

Nei primi minuti della prima puntata, infatti, una volta che la protagonista Emma (Valle) è tornata in città, viene accompagnata dal fratello Roberto (Luca Bastianello) nell’Accademia di famiglia. E’ qui che l’uomo dice una battuta che, visti i tempi, a tutti sarà sembrata ahinoi normale:

“Sai, tre mesi di chiusura ed il ritiro di mamma… Le iscrizioni sono calate parecchio”.

Quei tre mesi di chiusura, non essendoci altri riferimenti nel corso della puntata, sembrano proprio essere i tre mesi del lockdown della primavera 2020. E considerato che Luce dei tuoi occhi è stato girato nell’estate 2020, è plausibile che gli autori abbiano voluto inserire una leggera nota di attualità alla sceneggiatura. D’altra parte, nella scena precedente ambientata all’altro, dietro il personaggio di Valle s’intravedono alcuni passanti, tra cui uno con la mascherina.

Insomma, seppur in chiave minore, sembra che la pandemia sia entrata nelle trame delle serie italiane, dove però si predilige lasciarsi alle spalle questo periodo non ancora finito: le serie tv, d’altra parte, servono anche ad evadere dalla realtà.