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Le donne e il calcio in tv (qualcosa sta cambiando?). E le parole di Alessia Tarquinio su Melissa Satta

Il giorno dopo l’approdo di Melissa Satta su Sky, Alessia Tarquinio parla delle giornaliste che si sentono mortificate nelle redazioni tv

Se è vero, come è vero, che negli ultimi mesi a regalare colpi di scena è stato soprattutto il mercato televisivo legato a telecronisti e seconde voci legate al calcio, lo è altrettanto il fatto che sembra essere in corso una svolta epocale in termini di presenze femminili nel mondo dello sport.

Per dirla in maniera più concreta, la sensazione è che la quota rosa nei programmi tv dedicati al calcio e più in generale nelle redazioni sportive sia ormai diventata una regola alla quale non si può derogare. Tutto ciò, intendiamoci, al netto di una valutazione qualitativa della svolta (ossia: è una operazione di facciata o davvero qualcosa sta cambiando?).

Donne e sport in tv, la svolta

Il momento di svolta è arrivato a luglio, del tutto casualmente. Il giorno prima della finale degli Europei di calcio il telecronista di RaiSport degli azzurri Alberto Rimedio risulta positivo al covid, venendo costretto a saltare l’atteso appuntamento calcistico. Stessa sorte anche per gli altri colleghi con cui era entrato in contatto diretto nei giorni precedenti. Tra questi anche la seconda voce Antonio Di Gennaro. Al suo posto, per la telecronaca di Inghilterra-Italia su Rai1, al fianco di Stefano Bizzotto, viene scelta Katia Serra. È la prima donna a commentare una finale della Nazionale.

Il caso Paola Ferrari

Tra i volti tv legati al trionfo azzurro a Euro 2020 c’è anche quello di Paola Ferrari, conduttrice del presentation studio e nome storico di RaiSport. Ed è proprio lei, a fine torneo, ad alzare la voce annunciando l’intenzione di lasciare la tv pubblica dopo Qatar 2022 dicendosi stufa per essere presa di mira dai social e dalla stampa. Giampiero Galeazzi commenta pubblicamente il suo sfogo (“Non ne sentirò molto la mancanza. Ci ho lavorato parecchio insieme. Ultimamente era molto migliorata. È sempre stata troppo invadente. Monopolizza lo spazio, ha prevaricato il suo ruolo. Prima non si preparava, ora ha imparato a farlo”) e lei controreplica ammettendo di essere stata invadente: “Ho voluto invadere il vostro mondo di uomini che consideravano il calcio il loro territorio. E sono fiera di averlo fatto“.

Le donne su Dazn e Amazon Prime Video

Nel frattempo le reti e le piattaforme presentano i rispettivi palinsesti sportivi per la nuova stagione, dove le donne sembrano non essere più una eccezione (come lo era Ilaria D’Amico a Sky fino a qualche tempo fa). Giorgia Rossi lascia Mediaset e passa a Dazn, dove vengono confermate Diletta Leotta e Federica Zille. A Mediaset resta Monica Bertini, promossa alla conduzione di Pressing (con Massimo Callegari). Su Prime Video di Amazon, invece, arrivano Giulia Mizzoni e Alessia Tarquinio.

Le parole di Alessia Tarquinio e il caso Melissa Satta

Alessia Tarquinio, ex Sky, nelle scorse ore pubblica su Instagram una serie di stories (che stanno diventando virali sui social) denunciando la scarsa considerazione delle giornaliste sportive nelle redazioni tv. Il tutto il giorno dopo il debutto di Melissa Satta (ex Tiki Taka, dove stasera arriverà l’ex velina Mikaela Silva) a Sky Calcio Club, il programma di Sky condotto da Fabio Caressa nel quale la stessa Tarquinio ha lavorato per alcuni anni (sostituita nel 2019 da Dalila Setti):

Mi è dispiaciuto leggere gli insulti rivolti a Melissa Satta, vi pregherei di smetterla. Per un semplice motivo: lei non è una giornalista, non è una giornalista sportiva; nella vita ha deciso di fare un altro mestiere. E qui arriviamo al punto! La scelta di far coprire determinati ruoli in redazione o all’interno di una trasmissione è a discrezione del direttore o del responsabile della trasmissione, per i quali lei era attinente e poteva portare della qualità – o qualsiasi altra caratteristica – al programma. Mi fa riflettere da tempo – non da ieri – quale tipo di considerazione ci sia del ruolo della giornalista sportiva all’interno di una redazione e in determinati programmi. Come se essere preparate e avere un certo tipo di talento, passione, dedizione, di trascorso non valga assolutamente niente e possa passare l’idea che ‘sì, tanto questa è una cosa che possano fare tutti e tutte‘. Attenzione, questo è un argomento di cui ho parlato all’interno della redazione pubblicamente, non lo sto facendo qui adesso perché non faccio più parte di quell’ambiente o perché ho un sassolino nella scarpa, anche perché nella vita sono sempre stata scalza, cioè ho sempre parlato delle cose che non mi andavano bene, ho sempre cercato il confronto – forse per questo non ho fatto tutta ‘sta grande carriera! Ma per me l’onestà è alla base di tutto. Mi dispiace perché non ho visto tutto questo attivismo da parte delle mie colleghe, se non di poche, ma lo capisco perché non tutti abbiamo lo stesso temperamento e molto spesso si tende a voler vivere in pace e in tranquillità, mantenendo quello che si è conquistato, anziché stare a discutere. Anche perché, dopo un po’, le risposte di alcuni colleghi maschi – che sono la maggioranza nelle redazioni soprattutto sportive – che avrebbero potuto sostenerci, sono sempre le stesse: ‘siete gelose, siete invidiose, ma che ve ne frega, guarda che bella gnocca, vorresti essere così‘. Sintetizzando: un abbraccio a tutte le colleghe che si sentono mortificate. Vi capisco benissimo. Parlatene, in tutte le redazioni. Confrontatevi anche con i vostri direttori e i vostri capiredattori – credo che siano tutti uomini – ma affrontate il discorso. Per voi e per le generazioni future. Detto questo, nulla contro Melissa Satta, nulla contro le Melissa Satta. Certo, se mi chiedessero di fare un mestiere che non so fare, non accetterei. Se mi chiedessero di fare la showgirl – non me l’ha mai chiesto nessuno – non lo farei, perché mi mancano le doti fondamentali.

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