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Natale 2020: dopo la solitudine della Pasqua le Messe ‘in maschera’ della Natività

Mascherine e distanziamento sono i nuovi simboli della partecipazione collettiva agli eventi in Pandemia, anche nel Natale 2020 in tv.

La Pasqua 2020 è stata simboleggiata da Papa Francesco che, solo, si stagliava su una Piazza San Pietro deserta nella luce blu di una sera cupa di una Primavera tutta vissuta in lockdown per gestire l’avanzata inattesa del Coronavirus. Le foto della sua Via Crucis in solitaria, magistralmente diretta dal Centro di Produzione Televisivo Vaticano, hanno rappresentato l’essenza di un periodo che facciamo ancora fatica a metabolizzare (nonostante si sia già cercato di elaborarlo ed archiviarlo con speciali tv e film collettivi di cui al momento – diciamocelo – non sentiamo davvero il bisogno).

Il Natale 2020, invece, ha cercato una forma di normalità nonostante gli oltre 500 morti al giorno e nonostante il pericolo di un’accelerazione dei contagi a causa di incontri ‘spensierati’ a casa di amici e parenti, congiunti e affiliati (permessi da un DPCM Natale a dir poco cerchiobottista). E così tra le polemiche per la Messa della Notte di Natale anticipata per rispettare il coprifuoco delle 22 – polemica alla quale il Papa ha tagliato la testa anticipando la celebrazione in San Pietro alle 19.30 – e preoccupazioni legate alla ‘tutela’ della tradizione, la tv ha ricoperto con ancor più ‘devozione’ la funzione di collegamento tra la liturgia religiosa e fedeli a casa. Al netto di qualsiasi polemica sul rapporto tra Stato, Tv e Religione, la copertura televisiva delle celebrazioni dell’Avvento ha offerto una nuova (o quasi) iconografia della liturgia del Natale.

Così come negli studi tv si cercano soluzioni per avere pubblico e ospiti in sicurezza (con Sanremo 2021 che medita una quarantena per chi riempirà l’Ariston), così nelle Chiese le mascherine conquistano i primi piani. Nonostante siano ormai parte del nostro quotidiano, è difficile non provare una certa sensazione di straniamento di fronte ai Prelati in processione con le mascherine (diverse anche per tipologia) e ai fedeli distanziati tra i banchi (scene che invece non si sono viste in alcuni recenti funerali in diretta tv). Straniamento che si prova anche ci si imbatte in chi non ce le ha, come Papa Francesco che celebra senza protezioni (unico – o quasi – all’altare), o come il Coro vaticano, che opta per un canto libero. Ma pochi dubbi sul fatto che siano stati tutti testati prima delle celebrazioni.

Una soluzione diversa da quella adottata per la celebrazione del Culto Evangelico, trasmesso nella mattina di Natale da Rai 2: qui il coro ha scelto le visiere per cantare in sicurezza, mentre i fedeli mantengono mascherina e distanze. Diversa ancora l’immagine data dalla Messa di Natale 2020 in Trastevere, con l’officiante in FFP2 e i fedeli distanziati su sedioline singole, senza i tradizionali banchi di legno. La Benedizione Urbi et Orbi del Papa nel giorno di Santo Stefano, poi, ha fatto a meno della balconata centrale di San Pietro e della folla in piazza: una ripresa diffusa in streaming dalle stanze private della residenza vaticana, con una Natività sullo sfondo. Una liturgia (anche) televisiva che lascerà il segno e che ha riscritto le rodate ‘scritture’ tv dei giorni di Festa. E a pochi giorni dal Capodanno più desiderato (e più carico di aspettative dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale) sembra davvero lontanissimo quel bagno di folla che vide Papa Francesco dare il ‘cattivo esempio’, liberandosi a suon di schiaffi dalla presa di una fedele nella tradizionale ‘passeggiata’ in Piazza San Pietro dopo il Te Deum. Una vita fa.

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