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Fiorello è diventato il format di sé stesso: 5 motivi per cui il pubblico televisivo continua ad aspettarlo

Fiorello sta per tornare su Raiuno e il pubblico lo aspetta come se fosse la novità più importante da scoprire. Lo showman, negli anni, è riuscito a tenere alto il proprio successo ma anche le aspettative di una platea impaziente.

5 Ottobre 2026 20:00

Giampaolo Rossi, recentemente, quando gli è stato chiesto come vedesse il futuro televisivo di Stefano De Martino – rispetto al tipo di contenuti (escludendo Sanremo) più adatti al performer campano -, ha risposto: “Stefano De Martino è uno showman maturo e pronto. Lui è il format”. Questo concetto non descrive esclusivamente la prospettiva di un dirigente che vuole incoraggiare il proprio volto di punta, ma identifica una vera e propria cultura dello spettacolo che – a partire dai primi anni Duemila – in Viale Mazzini ha portato Rosario Fiorello.

Lo showman di Augusta è figlio di un’intuizione geniale di Claudio Cecchetto, plasmata in televisione da Baudo e Costanzo. Sostanzialmente l’artista siciliano ha appreso la cultura del Varietà trasformandola a sua immagine e somiglianza. In Rai è stato tra i primi a brevettare la tecnica dell’incursione: entrava, senza preavviso, nei programmi degli altri per fare promozione o improvvisare gag importanti che avrebbero fatto discutere per settimane.

L’imprinting televisivo

Oggi in moltissimi cercano di emulare tecniche di comunicazione simili, ma l’imprinting – per quanto riguarda la televisione – resta il suo. Fiorello, rispetto alla televisione pubblica, ha sdoganato anche l’utilizzo dei social e dello smartphone in trasmissione. Attualmente vediamo Mara Venier, per citare la puntata scorsa di Domenica In, che parla amabilmente al telefono – durante un blocco di diretta – con il chitarrista di Eugenio Finardi che ha chiamato il cantante non sapendo di essere in diretta.

Fiorello presenta un nuovo programma su  Raiuno
Fiorello sta per tornare su Raiuno (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Tutti hanno riso ed è venuto fuori un momento televisivo esilarante. Anche questo, però, l’ha fatto inizialmente (nel momento in cui inserire telefoni in trasmissione era simile a un’eresia) Fiorello nel corso di una puntata di Che Tempo Che Fa (quando ancora era in Rai). Fiorello è arrivato da Fazio, si è messo metaforicamente seduto alla sedia, ha preso il telefono e ha cominciato a suggerire in diretta di essere chiamato. In molti hanno colto l’appello alla lettera e lo showman ha fatto spettacolo, alla sua maniera, rispondendo alle telefonate che riceveva con il conduttore incredulo di fronte a una trovata mediatica del genere.

Il team di lavoro

Molte cose che, oggi, in televisione e in radio, sono all’ordine del giorno le ha consentite (facendole per primo) Fiorello. Il quale non agisce da solo. Si circonda di un gruppo di lavoro, specialmente gli autori, sempre più nutrito per poi passare ai consulenti musicali e tecnici. Chiedere a Danti ed Enrico Cremonesi. Questo team, anno dopo anno, si riunisce per tirare fuori contenuti nuovi e particolarmente appetibili. Ecco perché poi Fiorello va “in letargo” per qualche tempo: quando non lo si vede in televisione e non si sente la sua voce in radio, vuol dire che sta partorendo nuove cose.

Fiorello, nuovo show in arrivo sulla Rai
Fiorello, nuovo show in arrivo sulla Rai (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

In tanti gli hanno chiesto di tornare a fare il Varietà, come ai tempi de Il Più Grande Spettacolo Dopo il Weekend e Stasera Pago Io, ma lui ha sempre declinato. I motivi, fondamentalmente, sono due: il primo riguarda l’orario della prima serata troppo dilatato e il secondo è da addurre ai livelli di stress che uno spettacolo in prime time implica. Fiorello vuole fare le cose alla sua maniera, senza rincorrere nessuno. Per questo si è inventato di sana pianta il Varietà di mattina presto, emulando gli americani, prima ancora erano le “Edicola Fiore” e “I Viva Radio 2 minuti”. Quando sceglieva di condensare un intero show in pochi istanti televisivi. Successivamente è tornato Viva Rai2, Viva RaiPlay e chi più ne ha più ne metta. Fino ad arrivare al ritorno in radio con La Pennicanza. Tutte cose che lui ha fatto, ma non ha annunciato.

Rinnovamento costante

Sono bastati spot pillola con un nome in prima battuta: il suo. Senza svelare altro. Fiorello è come un brand. Sempre attuale e sempre spendibile. Non servono troppe specifiche, solo a sentirlo nominare gli ascolti crescono. Anche e soprattutto prima di cominciare un nuovo percorso. È sufficiente vedere il riscontro che stanno avendo le recenti promozioni sulla generalista in vista del suo prossimo approdo su Raiuno. Il 18 ottobre 2026 si avvicina e l’Italia televisiva si sta chiedendo: cosa farà questa volta Rosario Fiorello?

Fiorello si prepara a una nuova stagione da protagonista in Rai
Fiorello si prepara a una nuova stagione da protagonista in Rai (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Al momento lo sa soltanto lui. Al pubblico va bene così. Lo aspetta perchè, come diceva Giampaolo Rossi, è lui il format. A prescindere da quel che propone. Questo devono essere gli showman: pronti a tutto con un pizzico di sana follia. Inoltre Fiorello è il solo che può permettersi di essere in prima linea senza alcun tipo di pressione, essendo uno dei pochi in grado di rinnovare la propria offerta. Propone sempre cose diverse e ciascun contenuto non è mai una fotocopia del precedente, per questo prima sperimenta in radio e poi torna sul piccolo schermo. Il passo iniziale, in ogni gestazione mediatica che si rispetti, sono gli eventi live. In un passato recente, infatti, ha riempito teatri e palazzetti partendo anche dalle convention aziendali. Luoghi dove azzarda, sperimenta e mette in gioco la sua esperienza da animale da palcoscenico.

Credibilità e avanguardia

Dunque Fiorello è diventato il format di sé stesso. Teorema che dovrebbe valere per chiunque coltiva l’ambizione di intraprendere il suo stesso cammino, ma non è semplice coniugare attitudine e costante rinnovamento. Per questo il mattatore siciliano ci tiene a cambiare spesso i suoi collaboratori, al netto del gruppo di lavoro iniziale che resta sempre lo stesso. Intorno al suo “cerchio della fiducia”, però, si muovono professionisti e professioniste di ogni genere che fanno grande lo show sotto tutti i punti di vista. Fiorello non è solo uno showman: rispecchia un asset. Proprio come è accaduto per Baudo, Costanzo e tanti grandi del passato.

Magari avevano altre sfumature e mire differenti dal performer siciliano, ma quel che resta è la credibilità tramandata in anni di lavoro ed evoluzione. Il pubblico ha riconosciuto tutto questo e oggi, ancora una volta, attende l’ennesima trovata destinata a cambiare tutto. Non è dato sapere per quanto tempo, ma l’avanguardia ha il suo prezzo anche in relazione alla facilità con cui entra in circolo per poi occupare un posto nei ricordi e nelle abitudini di un’intera collettività.