#WIDG - Antonio Di Bella: «Per l’Auditel considerazione, non adorazione. Scegliere la priorità delle notizie per fare ascolto è un’aberrazione, soprattutto se si lavora per la Rai»

Il direttore di Rai3 Antonio Di Bella dice la sua in esclusiva a TvBlog sull'auditel

Nell'ambito di WIDG - La tv che vorrei, oggi parla anche il direttore di RaiTre, Antonio Di Bella. Il suo contributo si aggiunge a quelli di Mario Maffucci, Paolo Bonolis, Gianni Boncompagni, Carlo Freccero, Renzo Arbore e Pippo Baudo

    Io & l'Auditel - Antonio Di Bella

    Per gran parte della mia vita professionale sono stato giornalista tv. Da direttore del Tg3 (otto anni) ho sempre impaginato il giornale senza pensare all’Auditel. Scegliere la priorità delle notizie del giorno pensando a come “acchiappare” spettatori è ,a mio parere, un’aberrazione, specialmente se si lavora nel servizio pubblico.

    WIDG - La tv che vorrei Rimane viva, nella mia formazione americana, la memoria della scritta che campeggia in prima pagina sul New York Times: ”All the news that’s fit to print” .

    Detto questo bisogna però aggiungere che un’informazione d’elite, lontanissima dal gusto del pubblico, non ha senso. E in questa direzione gli indici di ascolto sono da tenere in considerazione.

    Per i Tg e ancora di più per i programmi. Considerazione però, non adorazione.

    La storia della tv italiana è fatta da programmi che non sempre hanno fatto record di ascolti ma hanno inciso profondamente nel costume e lasciato un segno nelle coscienze.

    Bisognerebbe, credo, tornare a dare peso all’indice di gradimento.

    Alto Gradimento di Arbore e Boncompagni non è solo un programma-mito, ma l’obiettivo programmatico della tv di domani.

    Antonio Di Bella
    Direttore Raitre

Foto apertura | © TM News

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