E così, nel giro di una settimana, si chiudono due telefilm che hanno segnato la storia della serialità televisiva nei primi anni Duemila: se la settimana scorsa ci è toccato salutare “Desperate Housewives”, il suo fascino glam ed il girl power rinnovato, stanotte l’America vedrà l’ultima puntata di “Dr. House”, che si conclude dopo otto anni di messa in onda.
Inutile perdersi in elogi già scritti verso una serie tv che, inaspettatamente, è diventata in poco tempo una delle produzioni più acclamate da critica e pubblico. Perchè “Dr. House” è diventato cult quasi da subito: non ha avuto bisogno di ingranare, fin dal primo episodio il protagonista ci spiazza e ci mostra come l’essere bastardi possa pagare, almeno in tv.
Idea semplice e che riprende in parte la tradizione (con i riferimenti a Sherlock Holmes dichiarati da subito da parte del creatore dello show David Shore), la serie va controcorrente, mostrandoci non l’evoluzione del protagonista, ma la sua implosione, l’autolesionismo, il pessimismo di chi non ha nulla da perdere. Anche Hugh Laurie, straordinario interprete di Gregory House (ed a cui non è mai andato un Emmy Award, nonostante le numerose candidature, e di cui è doveroso ricordare il doppiatore per sei anni, Sergio Di Stefano, scomparso due anni fa), non aveva da perdere nulla nel recitare la parte del medico senza camice, con un bastone e che cura i pazienti senza visitarli. E ci ha guadagnato più di tutti.
[Clicca qui per vedere la gallery con le immagini dell’ultima puntata di “Dr. House”]
Drogato, arrogante, capace di raccontarti la verità senza giri di parole e senza il timore di ferire nessuno: House è stata la valvola di sfogo del pubblico, colui che molti di noi avrebbero voluto essere almeno una volta nella propria esistenza, davanti al proprio capo, alla propria compagna, a chi dobbiamo sopportare e di cui faremmo a meno. House, se gli stai antipatico, te lo dice senza problemi: la sua forza sta nella verità, quella stessa verità che lo porterà a compiere atti estremi che coinvolgeranno anche il suo team ed il suoi colleghi.
Dai primi tre medici al lavoro col diagnosta (Cameron -Jennifer Morrison-, Chase -Jesse Spencer- e Foreman -Omar Epps-) al suo capo, l’amata/odiata Cuddy (Lisa Edelstein,che però è assente nell’ultima stagione), fino al migliore amico, il “buon” Wilson (Robert Sean Leonard), che cerca di frenare i suoi impulsi spesso non riuscendoci: tutti loro vengono assorbiti dalla genialità del protagonista e si avvelenano di quella pozione offerta loro inconsapevolmente e che li renderà dipendenti da House, chi più e chi meno.
House stesso diventa una droga, come quel Vicodin di cui lui in primis è assuefatto, unico modo per uscire dal doloroso mondo che deve sopportare. Anche il pubblico entra nella sua rete, stagione dopo stagione, si chiede se potrà mai guarire, non dal dolore alla gamba, ma dal dolore di vivere e di voler essere infelice. E’ un bivio, quello che a cui si trova di fronte House fin dal pilot: mollare il passato e guardare con ottimismo al futuro o portarsi il fardello di dubbi esistenziali che lo hanno sempre assalito fin dove il peso lo schiaccierà?
Gli sceneggiatori hanno giocato con questo dubbio amletico nel corso degli anni, cambiando scenari (il centro di cura psichiatrico, la prigione) e personaggi (la seconda squadra, con Kutner -Kal Penn-, Taub -Peter Jacobson- e Tredici-Olivia Wilde-, ma anche Martha -Amber Tamblyn-, fino alla squadra dell’ultima stagione, con Park -Charlyne Yi- e la Adams -Odette Annable-). Il risultato è stato un gioco a cercare di sollevare House da quell’abisso in cui sembra trovarsi ancora da prima che il pubblico assistesse alle sue avventure.
Un enigma, un concentrato di temi etici e filosofici (con tanto di libri e tesi di laurea dedicate), un groviglio di emozioni inespresse ed un unico finale quesito: House sopravvivrà?
Non ci è dato saperlo, per ora, ma l’ultima puntata di “Dr. House” chiude definitivamente un’era, quella delle serie tv diventate storiche e che hanno cambiato il panorama seriale negli anni successivi. Non a caso, all’inizio del post, abbiamo citato “Desperate Housewives”. Entrambe le serie sono iniziate nel 2004, un’annata che resterà nella storia della tv come quella in cui si rivoluzionò l’idea di fare telefilm che c’era fino ad allora: quello, per intenderci, è stato l’anno di “Lost”, di “Battlestar Galactica”, “Rescue Me”, “Deadwood” e “Veronica Mars”.
Tutti telefilm conclusi, tutte serie che in un modo o nell’altro fanno parte di quell’onda rivoluzionaria che divide le serie da un prima statico ed abbastanza prevedibile ad un dopo fatto di personaggi meno rassicuranti e per questo affascinanti. “Everybody dies”, “Tutti muoiono”, è titolo del finale di “Dr. House”. Tocca anche ai migliori telefilm.








18 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
gigione123
Grazie di tutto House!!!
#1 - Scritto il
RacheleRestivo
Chiude il telefilm più sopravvalutato della storia
#2 - Scritto il
Luca_Uk_
non posso pensare a questo :(((((((((((((( come farò senza il mitico HOUSE :(((((((((((((((((((((
#3 - Scritto il
plutone
si chiude certamente un'era: ma era inevitabile, tutto ha un inizio e tutto ha una fine! speriamo solo che il finale sia degno di questo gran telefilm che ha fatto scuola e storia (i suoi ascolti in italia sono stati inferiori solo a "E.R. - Medici in prima linea").
#4 - Scritto il
marla-singer
mi mancherà…..oddio, quanto mi mancherà! ;(
#5 - Scritto il
luigi_fi
Un'ottima serie… ma che abbia cambiato la TV ho i miei dubbi…. House (e probabilmente CSI) non sarebbe esistito se non ci fosse stato ER… quella e' stata una serie che ha cambiato il medical drama…
#6 - Scritto il
teleindipendente
per me rimarrà sempre ER il drama medico migliore…le prime stagioni sopratutto.. house era un pò troppo fantascientifico,cmq rimane sempre un ottimo prodotto… Cmq sarà difficile eguagliare una stagione come quella del 2004/2005 DH e LOST rimarranno ETERNI
#7 - Scritto il
violanotturna
a mio avviso ER si è perso nel tempo alla fine anche un po noiso a differenza di house. comunque lost nn si batte!
#8 - Scritto il
luigi_fi
E' chiaro che sono le prime serie quelle che introducono nuovi elementi nel modo di raccontare le storie…
#9 - Scritto il
amosolote95
='(
#10 - Scritto il
fabio95
Mi interessa molto il concetto illustrato nellìultimo paragrafo, quello del 2004, che come anno resterà nella storia della tv…Non potreste approfondire?
#11 - Scritto il
hellster-stern
è bene che finisca, questa ultima serie è lenta e noiosa, le assenze di Lisa Edelstein e Jennifer Morrison si sono fatte sentire eccome.
#12 - Scritto il
giusy84
Magnifico post per un magnifico telefilm…. Mi pare impossibile che questa serie non abbia mai vinto un Emmy, davvero non me lo spiego… p.s. ecco magari non metterei Veronica Mars a confronto con House…ecco…
#13 - Scritto il
iLovePALMAS
Hugh sarà anche bravissimo, ma senza l'impronta che gli dava Sergio di Stefano, House non è più lo stesso…
#14 - Scritto il
iLovePALMAS
…mi complimenti con quegli imbecilli che hanno fatto scegliere all'attore stesso che voce avere piuttosto che prenderne uno dei tanti bravi doppiatori che condividevano la stessa tonalità di voce.
#15 - Scritto il
jexiz
Mancherà House :(
#16 - Scritto il
Ahmed Dafali
prison break
#17 - Scritto il
Alessia Bianchi
una parola unico
#18 - Scritto il