Rai: lo stato attuale dell’arte (che chi ce l’ha, la mette da parte)

Il CDA Rai è in scadenza il prossimo anno vediamo come stanno le cose fra un AD contestato dal Partito Democratico ma difeso dai 5 stelle

di Hit

La prossima primavera scade l’attuale Consiglio di amministrazione della Rai, Amministratore delegato compreso e la politica sta già iniziando a muovere i propri tentacoli sulla governance futura della nostra televisione pubblica. Che l’attuale CDA non sarà prorogato è ormai cosa chiara a tutti, dentro e fuori la Rai. Le parole del Ministro dell’economia Gualtieri in sede di audizione alla Commissione di vigilanza sono state chiare e inequivocabili sull’attuale gestione della Rai: bocciatura. Non hanno sortito poi lo scopo prefissato le parole di fiducia del premier Conte a Otto e mezzo su Fabrizio Salini che ormai è certo lascerà la Rai a fine mandato. Difficile e improponibile una sua uscita prima della sua scadenza, mentre suonano sirene di un suo possibile accasamento in altri incarichi verso società controllate dallo Stato dopo la sua travagliata esperienza in Rai, che negli ultimi tempi lo hanno visto particolarmente attivo -forse anche troppo, direbbe Pippo Baudo (citazione finale Fantastico 7)-  sul prodotto.

Di certo il nuovo AD dovrà essere concordato fra le due maggiori forze di governo: 5 stelle e PD (l’altra volta a dare le carte c’era la Lega con il Movimento guidato da Crimi),  con il Partito di Zingaretti che vorrà certamente più peso nella sua scelta. Facile immaginare dunque che il nuovo AD possa provenire proprio dall’area del Partito Democratico, con un occhio magari anche verso l’universo femminile. Qualcuno dice che possa essere un esterno, ma dopo le esperienze controverse di Campo Dall’Orto e dello stesso Salini, diventa difficile pensarlo o quanto meno augurarselo.

Fra gli interni qualcuno pensa a Nicola Claudio e Paolo Del Brocco, ma anche il nome di Maria Pia Ammirati, appena nominata alla direzione di Rai Fiction potrebbe essere il cavallo giusto su cui puntare. Di certo dal di fuori sarà difficile un ritorno di Tinny Andreatta, da poco accasata a Netflix, ma tutto è possibile, chissà, con una speciale mozione dei sentimenti.

Con la nomina del nuovo CDA Rai nell’estate 2021, AD compreso, scatteranno poi le nomine dei nuovi responsabili delle reti, intanto però i palinsesti 2021-2022 saranno stati confezionati dagli attuali direttori, con quelli nuovi che dovranno in qualche modo “subire” per tutta una stagione le scelte dei loro predecessori, come purtroppo è capitato molte volte. Sarebbe dunque auspicabile che l’attuale CDA lasci prima, affinchè i nuovi amministratori possano compiere da subito -attraverso i nuovi direttori di rete-  le scelte sui palinsesti 2020-2021, ma si sa, questa è la Rai e nulla è scontato!

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