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Pier Ferdinando Casini, da riferimento politico a jolly televisivo: le parodie più riuscite sul piccolo schermo

Pier Ferdinando Casini lascia, dopo 44 anni, la propria attività parlamentare. Una figura politica di rilievo che ha favorito anche la nascita di numerose parodie televisive portando la satira italiana su un altro livello culturale e mediatico.

11 Ottobre 2026 20:00

Pier Ferdinando Casini ha annunciato, con un video comunicato su Instagram, che non si ricandiderà alle prossime elezioni politiche. Dopo 44 anni chiude il proprio percorso da parlamentare. È la fine di un’era cominciata nel lontano 1983, durante la Prima Repubblica, attraversando trasformazioni, alleanze, scissioni e cambiamenti radicali del sistema politico italiano. “Continuerò a parlare con i giovani – ha detto – per cercare di far amare la politica alle nuove generazioni”.

Casini ha fatto capire che si occuperà di alimentare il valore della memoria per sottolineare quanto l’attività politica e l’interesse verso la collettività siano fondamentali se si vuole dare un contributo concreto al Paese. Non necessariamente da parlamentare come ha fatto lui, ma anche soltanto in qualità di elettore consapevole tramite un proprio pensiero critico e un’idea determinata da coltivare e – se necessario – difendere.

Pier Ferdinando Casini e il potere della parodia

Casini, in questi anni, più di quattro decadi, è stata una presenza illustre anche sul piano mediatico. Il suo modo di porsi, quella parlata ammiccante, l’accento marcato e un fascino velato che ha mostrato in piccole dosi lo hanno trasformato anche in maschera comica. Il noto politico portava avanti le proprie campagne e, nel contempo, incassava il favore della satira. Attori, imitatori e parodisti celebri hanno trasformato quel suo aplomb caratteristico in chiave per una reinterpretazione sempre più attuale di un atteggiamento eccessivamente goliardico. Parodie ripetute che, in tempi non sospetti, rappresentavano anche il termometro di un gradimento televisivo crescente.

Neri Marcorè imita Pier Ferdinando Casini durante The Show Must Go Off
Neri Marcorè imita Pier Ferdinando Casini (Screenshot La7) – TvBlog

Più si è imitati, maggiore è la considerazione – non solo in ambito televisivo – che il pubblico riversa in una determinata figura. Le critiche restano all’ordine del giorno, infatti anche Casini ha sottolineato di aver avuto coloro che oggi vengono definiti haters, ma quando ci sono interpreti disposti a parodiare il modo di essere di un politico quel rappresentante delle istituzioni diventa – in qualche maniera – più umano e concreto. Meno etereo e più vicino al popolo che lo ha votato. Oppure attaccato. Berlusconi docet.

Neri Marcorè e la nascita di “Pierferdi”

Pier Ferdinando Casini, nello specifico, ha avuto numerosi attori disposti a provare la reiterazione di atteggiamenti ben noti. Il più celebre, in tal senso, rimane Neri Marcorè. Il quale, nel corso della trasmissione L’Ottavo Nano (2001) e prima ancora Pippo Kennedy Show (1997), ha portato alla ribalta una parodia di Casini – diventato per l’occasione Pierferdi – basata su una figura istituzionale dall’estrazione cattolica e moderata che talvolta mostrava un atteggiamento camaleontico per muoversi tra diverse realtà politiche costituite da riferimenti più irruenti. Un mediatore al limite del grottesco chiamato a tenere insieme gli equilibri di un mondo tutt’altro che semplice.

La battuta conclusiva, «La politica è una cosa sporca, facciamola insieme», sintetizzava il meccanismo comico: prendere la retorica della comunicazione politica e portarla sul terreno della seduzione, facendo emergere la distanza fra il linguaggio ufficiale e quello della caricatura. Una parodia diventata talmente riconoscibile da essere riproposta, in maniera ancor più evoluta e particolareggiata, anche nel corso dei primi anni Duemila all’interno di un ulteriore format condotto da Serena Dandini per la Rai dal titolo evocativo “Parla con me”.

“Casini, una guida sicura”

Sempre agli inizi del nuovo millennio, Pier Ferdinando Casini è finito al centro di un’imitazione molto particolare. In questa specifica occasione, Neri Marcorè resta fuori dai giochi per lasciare spazio a Corrado Guzzanti e i suoi sketch. Al centro di tutto c’era una finta pubblicità elettorale dal titolo provocatorio e pungente: “Casini, una guida sicura”. Tutto partiva dalla volontà di Casini – in formato comico, attraverso un alter ego ben congegnato – di presentarsi ai telespettatori, ma l’introduzione veniva sistematicamente interrotta da una finta telefonata di Berlusconi (altro leader politico parodiato oltre ogni ragionevole ipotesi) rappresentato come una sorta di padrone che voleva mettere a tacere il proprio collaboratore.

La parodia di Guzzanti, nella fattispecie, si riferiva a un Pier Ferdinando Casini inserito all’interno di una coalizione in cui Silvio Berlusconi era predominante ed esercitava il proprio potere coercitivo a scapito di colleghi impacciati e imbrigliati nelle logiche di partito. Una scelta che, per l’epoca, ha garantito successo comico in più occasioni. Infatti lo slogan: “Casini, una guida sicura” divenne tormentone e vero e proprio claim anche in ambito giornalistico.

Crozza, Al Bano e Romina Power

Da Guzzanti passiamo a Maurizio Crozza, il quale dal 2007 al 2014 era incaricato di fare le copertine introduttive della trasmissione di Rai3 Ballarò. In quel contesto Crozza ha spesso paragonato le liti e i riavvicinamenti tra Casini e Berlusconi alle dispute coniugali che avevano avuto in passato Al Bano e Romina Power. Politica e vita vissuta si intrecciano sullo schermo e danno vita a una sequenza di sketch esilaranti. Stavolta senza bisogno di maschere, ma con una dialettica sferzante condita da battutine e doppi sensi.

Casini, da questa mole di imitazioni e riferimenti, ha ricavato ganci non indifferenti all’interno delle sue campagne politiche più note. Alla luce della vis comica che gli avevano costruito attorno, Casini sfruttava l’onda mediatica a proprio favore e spesso interveniva all’interno di trasmissioni televisive di vario genere. È arrivato anche al punto di incontrare Neri Marcorè per fare un siparietto iconico assieme, reperto che dimostra quanto il leader politico sapesse accettare le critiche e persino digerire le imitazioni subite. Caratteristica che non tutti i suoi colleghi, in politica, hanno saputo mantenere.

La gag come pubblicità indiretta

Oggi, che Casini interrompe il proprio percorso da parlamentare, rimane una mole di lavoro e filmati che descrivono un’era politica e un periodo socialmente rilevante fatto anche di fragorose risate. Il sorriso può diventare un’arma vincente da sfruttare con ogni mezzo, Pier Ferdinando Casini lo ha capito in tempi non sospetti dimostrando – prima degli altri – che la gag può diventare anche una forma indiretta di pubblicità.