Non mi lasciare, a Vittoria Puccini il compito di portare il tema dei pericoli del web su Raiuno

Una poliziotta torna a Venezia dopo anni di lontananza per dare la caccia ad un criminale che rapisce bambini e li sfrutta sul web

Ok, è vero che gli occhi della platea televisiva italiana in questi giorni sono puntati sulle partenze settembrine, quelle che di fatto danno il via alla stagione televisiva. Eppure, non va affatto dimenticato che anche nei prossimi mesi la tv ci riserverà delle novità da seguire con interesse, soprattutto nel comparto fiction. Tra queste, a metà novembre, ci sarà anche Non mi lasciare, la nuova serie tv di Raiuno che vedrà Vittoria Puccini tornare nuovamente sulla rete ammiraglia Rai pochi mesi dopo La Fuggitiva. Le prime immagini della serie sono state mostrate in anteprima domenica 5 settembre 2021 in un incontro con la stampa all’interno della Mostra del Cinema di Venezia.

Nel caso di Non mi lasciare, però, non ci sarà nessuna fuga, bensì un ritorno: la protagonista interpretata da Puccini, ovvero Elena Zonin, è una poliziotta di stanza a Roma, dove lavora con passione sui crimini informatici, in particolare quelli contro i minori. Sarà un nuovo caso a portarla a Venezia: qui ha vissuto la sua giovinezza, prima di andarsene (e sui motivi, probabilmente, verteranno alcuni dei colpi di scena riservati dalla trama) vent’anni prima dell’inizio del racconto.

La laguna farà riaffiorare ricordi e, soprattutto, le farà incontrare Daniele (Alessandro Roja), suo grande amore di allora adesso diventato Vicequestore di Polizia nonché marito di Giulia (Sarah Felberbaum), la sua migliore amica. E così che giallo e sentimenti si intrecceranno, portando Elena e Daniele a lavorare insieme sullo sfondo di Venezia, ma anche del Polesine, alla scoperta di segreti tenuti nascosti per anni ed ora pronti a tornare a galla.

Al centro, però, ci sarà il già citato tema dei crimini informatici legati ai minori: in particolare, come ha rivelato la stessa Puccini, la sua Elena dovrà dare la caccia ad un criminale che rapisce bambini per produrre materiale pedopornografico. “Sono tematiche difficili da raccontare, ma sono contenta che la Rai abbia deciso di farlo”, ha detto l’attrice, “io sono madre di una ragazzina di quindici anni, anche lei usa il web. E’ molto importante raccontare una storia che evidenzia i pericoli di internet, ed educare i ragazzi ad un uso sicuro e corretto del web”.

Non mi lasciare non sarà però un dramma di denuncia, ma la storia sarà costruita come un vero crime drama, da otto episodi e quattro prime serate: “Elena mi ha subito conquistata”, ha rivelato Puccini, “è una donna coraggiosa, determinata, convinta che la sua tesi sia giusta, ma anche con una grande fragilità causata da dei traumi passati”.

Per la serie c’è già un primato: quello di essere la prima produzione seriale italiana ad essere stata girata a Venezia, che vedremo anche in forma inedita, dal momento che alcune scene sono state girate durante le restrizioni causa Covid-19, e quindi senza le folle di turisti che solitamente popolano la città veneta.

Sul fronte produttivo, Non mi lasciare è frutto della collaborazione tra Rai Fiction e Paypermoon Italia, mentre su quello autorale l’idea è di due autori che sanno molto bene come tenere il pubblico incollato alla poltrona, ovvero Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, artefici già di Gomorra-La serie ed ora al lavoro su Django per Sky. Loro due hanno firmato il soggetto di serie e le sceneggiature, con Ivano Fachin, Giovanni Galassi e Tommaso Matano.

Alla regia, invece, Ciro Visco, che Fasoli e Ravagli hanno già incrociato dietro la macchina da presa durante Gomorra 4 e che poi, su Raiuno, ha avuto l’onore di dirigere Doc-Nelle tue mani. Un team creativo e tecnico di quelli importanti, insomma, così come quello artistico: Puccini, Roja e Felberbaum rappresentano una nuova generazione di attori seriali nostrani, sempre capaci di interpretare personaggi capaci di catturare l’attenzione del pubblico e strizzare l’occhio anche ai telespettatori più giovani. E con una serie che si propone di raccontare un tema vicino al pubblico adolescenziale, questo è estremamente importante.