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Massimo Ranieri ricorda Diego Armando Maradona. Qui e adesso parte giovedì 3 dicembre

Avrebbe dovuto esordire ieri sera con il suo nuovo suo Massimo Ranieri, ma la morte di Diego Armando Maradona ha fatto cambiare il palinsesto di Rai 3

Massimo Ranieri ieri sera ha introdotto su Rai 3 il documentario Diego Maradona, omaggiando il fuoriclasse argentino scomparso mercoledì 25 novembre. Nella serata di ieri, sulla rete diretta da Franco Di Mare, avrebbe dovuto esordire proprio il nuovo show di Ranieri, Qui e adesso, la cui partenza, a causa di questo stravolgimento di palinsesto, è stata rinviata di una settimana, a giovedì 3 dicembre.

Il cantante partenopeo, che poche ore aveva deciso di rinviare la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo album, è stato comunque chiamato a introdurre la serata, spigando al pubblico la scelta di omaggiare il calciatore argentino e di rinviare quindi la partenza del suo programma. Il messaggio, disponibile su Rai Play e sui profili social di Rai 3, è stato registrato direttamente dal Teatro Sistina in Roma, da cui viene realizzato Qui e adesso e nel quale quindi Ranieri è impegnato tuttora nelle prove e nelle registrazioni dello spettacolo.

Buonasera, siamo qui in diretta da Roma, dal Teatro Sistina, dove su Rai 3 a quest’ora doveva andare in onda il mio nuovo show, Qui e adesso, registrato appunto in questo meraviglioso teatro insieme a tanti amici. Ma stasera ho scelto di farmi da parte perché c’è qualcun altro che deve scendere in campo al posto del mio spettacolo. Ora Rai 3 sta per mandare in onda un bellissimo documentario su Diego. Il pubblico è la mia vita sin da ragazzino e perciò non ho avuto dubbi che stasera la scena dovevo lasciarla al ricordo di un piccolo, grandissimo uomo, che ha raggiunto milioni e milioni di persone. E quando ieri si è sparsa la notizia che Diego Armando Maradona non c’era più, abbiamo visto, avete visto che cosa è successo: c’è stata una commozione su tutto il pianeta e questa cosa mi ha colpito molto, vedere milioni e milioni di persone piangere. Ho pensato che secondo me per il pubblico Diego è stato come un fratello, un fratello tutto genio e sregolatezza, un fratello che ammiri tanto e che te fa preocuppa’ assai per i guai che combina, ma un fratello che non smette di amarti e di farsi amare. Ora dico riposa in pace Diego. Io faccio un passo indietro, anzi per dire meglio faccio 110 passi indietro quanto è lungo un campo da calcio, e ti guardo che stai lì, che palleggi mentre vai su nel cielo. Ciao guagliò! Noi invece ci vediamo giovedì prossimo. Grazie.

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