Con Incastrati Ficarra e Picone diventano testimonial d’eccezione per Netflix: la recensione in anteprima

Ficarra e Picone non tradiscono i propri fan: Incastrati ripropone la loro comicità, al servizio di Netflix (alla ricerca del quel pubblico generalista)

Più che una sfida verso loro stessi, Incastrati sembra essere una sfida di Netflix al proprio pubblico. La prima serie tv scritta, diretta ed interpretata da Ficarra e Picone fa il suo debutto sulla piattaforma streaming on demand domani, sabato 1° gennaio 2022 (negli altri Paesi uscirà invece il 27 dello stesso mese). Un po’ come i film che escono al cinema il giorno di Capodanno per dare una spinta al box office, anche Incastrati si trova di fronte ad un compito ben specifico.

Incastrati, la recensione

Quale compito? Quello di portare su Netflix il pubblico più generalista, formato da quei telespettatori che fino ad oggi hanno sentito parlare -e non potrebbe essere diversamente- delle nuove modalità di visione di contenuti tv, ma non le hanno mai sperimentate. Per avvicinare i più scettici verso lo streaming, Netflix si è così affidato a questi due testimonial d’eccezione, Ficarra e Picone, appunto.

Come detto da loro stessi durante la conferenza stampa, la realizzazione della loro prima serie tv rappresenta una sfida per il duo comico, abituato fino ad oggi al linguaggio televisivo, a quello teatrale o a quello cinematografico. Pensare una serie tv, lo sappiamo, non è la stessa cosa: da qui, l’idea di sfida.

Ma in fin dei conti Incastrati resta più che fedele allo stile con cui Ficarra e Picone si sono presentati al grande pubblico: c’è la loro Sicilia, la loro ironia non cinica ma fatta di battute che si riversano l’uno sull’altro, il loro desiderio di prendere in giro macrotemi legati ai nostri tempi ed, infine, il gioco degli equivoci. In altre parole: se avete apprezzato i loro film e vi piace la loro comicità, Incastrati non vi deluderà.

E questo sembra essere stato l’obiettivo di Netflix fin da quando è stata annunciata la loro serie: fare in modo che Ficarra e Picone fossero al servizio della piattaforma senza però che si adattassero a quello che il catalogo già propone. E’ il catalogo stesso, piuttosto, che lascia spazio alla loro ironia, ben distante da quella di altre produzioni originali.

Incastrati foto
© Netflix

Ficarra e Picone, lo sappiamo, non cercano la risata con il politicamente scorretto né creando situazioni imbarazzanti: puntano tutto sulla semplicità e sulla risata più genuina e nata dal loro rapporto di amicizia, così come potrebbe accadere tra amici di tutti i giorni.

L’unica aggiunta che si sono giustamente permessi di inserire in Incastrati sta nei frequenti riferimenti al mondo delle serie e dello streaming: il personaggio di Ficarra è ossessionato da un crime, “The Touch of the Killer”, di cui sta facendo una maratona per arrivare alla conclusione prima possibile. Nessuna critica al mondo streaming, ma uno sguardo a come la fruizione di una serie in un modo così appassionato possa influenzarci nella vita quotidiana e nelle nostre azioni. Ma per il resto, Incastrati è Ficarra e Picone che fanno Ficarra e Picone.

Sarà curioso, piuttosto, capire che questa operazione servirà davvero a Netflix per farsi conoscere di più verso quel pubblico che ancora non si è convinto ad entrare nel suo mondo. Perché ormai, per le piattaforme, l’ultimo baluardo da conquistare è questo: chi non si è lasciato ancora sedurre dallo streaming: allora sì, che questa diventa una sfida molto interessante.