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Giuseppe Conte contro Otto e mezzo: “Continue interruzioni e attacchi… non mi sorprende” (in realtà è stata una normalissima intervista)

Giuseppe Conte si aggiunge alla già lunga lista di politici che si lamentano per normalissime interviste giornalistiche in tv…

Era dai tempi di Maria Elena Boschi (dicembre 2020) che mancavano le lamentele pubbliche dei politici per il comportamento di Lilli Gruber a Otto e mezzo. Ed eccoci di nuovo qui, stavolta grazie a Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle, infatti, sui social ha commentato così la sua ospitata di ieri sera nel programma di La7, dove ha parlato anche del Russiagate:

Nonostante le continue interruzioni, gli attacchi e i sospetti ho provato a spiegare i fatti a beneficio di una corretta informazione per tutti i cittadini. Non è stato facile, ma non mi sorprende.

Una esternazione vittimistica che fa riferimento al trattamento che gli sarebbe stato riservato oltre che dalla conduttrice anche dagli altri ospiti, ossia il direttore di Limes Lucio Caracciolo, Monica Guerzoni de Il Corriere della Sera e, in collegamento, il direttore de La Stampa Massimo Giannini.

La realtà delle cose è la solita. La realtà delle cose, cioè, è la stessa dei tempi d’oro di Silvio Berlusconi, quando lamentava – anche e soprattutto da Presidente del Consiglio – una sorta di persecuzione mediatica (oltre che giudiziaria), pur essendo proprietario di un polo televisivo (Mediaset) decisamente non marginale nel settore radiotelevisivo.

Insomma, la realtà delle cose è che Giuseppe Conte è stato semplicemente incalzato dai giornalisti presenti. E incalzare presuppone anche interrompere, talvolta, le risposte. Non per il gusto di interrompere, ma per evitare divagazioni e per aiutare il pubblico a casa nella leggibilità del confronto dialettico.

Tra i momenti più accesi dell’intervista a Giuseppe Conte andata in scena ieri sera (share del 6.81%, con 1.636.000 telespettatori) c’è il passaggio sulle elezioni in Francia, con l’ex Premier che non ha voluto schierarsi tra Macron e Le Pen.

Se fossi il leader di un partito francese sicuramente darei una indicazione di voto. Ma sono il leader di un partito italiano.

Una risposta che ha provocato la spontanea reazione di una Gruber, quasi sgomenta:

Eh, vabbè, così no, però, scusi! È troppo poco chiaro, ma è così difficile dire tra i due? Mi scusi, Presidente Conte, lei è totalmente ambiguo su questo.