Giornalisti RaiSport ancora contro il direttore Auro Bulbarelli, ecco perché

Nuove tensioni a Rai Sport: giornalisti protestano col direttore per lo studio mobile sponsorizzato della Coppa del mondo di sci alpino

Giornalisti RaiSport contro direttore, la saga continua. Nuovo scontro tra la redazione della testata sportiva della tv pubblica e il direttore Auro Bulbarelli. Dopo le polemiche per le tre partite (poi diventate due) di Coppa Italia in esclusiva su RaiPlay e le tensioni per la paventata chiusura del canale Rai Sport Hd, adesso è la volta dello sci alpino.

La vicenda riguarda in questo caso lo studio allestito da RaiSport per seguire la Coppa del mondo. Il comitato di redazione di Rai Sport si è detto “basito” perché gli studi “erano pieni di marchi commerciali e contenevano un’esplicita pubblicità della Tim“. Quindi, rivolgendosi al direttore Bulbarelli, i giornalisti hanno scritto quanto segue:

Ti ricordiamo che pubblicità e product placement hanno regole chiare. E, inoltre, sono vietate nel corso di programmi informativi (tra le altre fonti normative, la Carta dei diritti e dei doveri del giornalista del Servizio Pubblico). Anche questo episodio gravissimo, come purtroppo accade ormai sempre più spesso, all’insaputa del cdr, che tu non hai ritenuto opportuno informare, e che ovviamente avrebbe dato parere negativo a questa esibizione di marchi, che viola palesemente contratto e norme deontologiche, e che ci espone a figuracce con i telespettatori e al rischio di sanzioni da parte dell’Ordine dei giornalisti. Anziché difendere RaiSport siamo ormai alla privatizzazione di RaiSport, con tanto di appalto a una azienda concorrente di spazi informativi su web e social.

Il cdr ha dettagliato i motivi della protesta, citando gli episodi e i marchi in questione:

Negli studi di sabato 21 e domenica 22 novembre, la conduttrice (Sabrina Gandolfi, Ndr) e l’opinionista (Paolo De Chiesa, nella foto in alto, Ndr) sedevano su delle sedie con la scritta Chateau d’Ax (non enorme ma inconfondibile) e indossavano delle felpe di RaiSport con un gigantesco logo della Robe di Kappa sul petto. Ma la cosa ancora più grave è che ogni tanto veniva data la linea alla Tim Data Room, dove c’era una persona che gestiva lo spazio social, completamente griffato Tim, con tanto di scritte ‘TV Tim Vision’, a caratteri cubitali. Una spudorata pubblicità, spacciata per spazio social del Servizio Pubblico. La persona interloquiva con lo studio e indossava la stessa felpa Rai Sport/Robe di Kappa, ingenerando l’equivoco nei telespettatori che fosse una della redazione (…) Eppure a RaiSport abbiamo una redazione web, che potrebbe occuparsi degli spazi social, e invece in onda, indossando il nostro marchio (purtroppo associato a quello della Robe di Kappa) ci va una persona esterna che non sa nemmeno di cosa parla.

Quindi, le richieste finali:

Ti chiediamo come sia stato possibile tutto ciò e pretendiamo chiarezza su questa vicenda che troviamo di una gravità inaudita e in palese violazione di norme contrattuali e deontologiche.

E la replica del direttore che ha assicurato che in un incontro già fissato per giovedì prossimo risponderà alle perplessità sollevate dai giornalisti relativamente allo studio mobile sponsorizzato. Basterà per ricomporre l’ennesima frattura col Comitato di redazione?

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