Gerry Scotti vs Stefano De Martino: i nuovi duellanti nell’eterna lotta tra RAI e Mediaset
La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti mette pressione ad Affari tuoi e al monopolio di Stefano De Martino, riaprendo la corsa all’ultimo punto di share.
Una nuova stagione televisiva è iniziata e noi possiamo affermarlo senza dubbi: è in atto uno scontro degno di un film western. Proviamo a immaginarlo. Nella deserta Main Street dell’access prime time due gringos si sfidano, colpo su colpo, all’ultimo punto di share. Hanno un nome e un volto: “Zio” Gerry Scotti e Stefano “Step” De Martino. Il primo fa girare parole, ricordi e ruote della fortuna, il secondo apre pacchi, storie e milioni. Nel mezzo, due aziende che conoscono bene l’odore della polvere da sparo: Mediaset e RAI. L’atmosfera è tesa, i respiri si trattengono e c’è chi, addirittura, si allontana per non intralciare. Ma tra i due, chi sarà il vincitore?
L’avvio dell’autunno, insomma, ha consegnato un copione inatteso: la Ruota della Fortuna ha iniziato a rosicchiare il vantaggio dei pacchi di Affari tuoi con distacchi non clamorosi, ma ripetuti. E quando una routine si inceppa, l’industria della TV fa quello che sa fare, ovvero cambia ritmo, aggiusta, manda segnali e prepara colpi di scena.
Cosa stanno dicendo i numeri (e perché contano più del solito)
Il bello dell’access è che si decide a colpi di millimetri. Un punto di share, a quell’ora, vale un titolo intero. La fotografia di questa metà settembre racconta un Gerry Scotti stabilmente sopra il 25% e spesso vicino ai 5 milioni di telespettatori, mentre Affari tuoi orbita tra il 21–22% (attorno ai 4 milioni). È una forbice elastica, per carità, ma leggibile: la costanza del quiz di Canale 5 sta mettendo in discussione la presunta inerzia della scorsa stagione. Non è un tracollo, quello in RAI. È piuttosto il logoramento del monopolio, il trono di De Martino che inizia a scricchiolare.
Appena i numeri cambiano passo, i vertici iniziano a fremere. Pier Silvio Berlusconi ha fatto “irruzione” a La Ruota della Fortuna per ringraziare la squadra parlando, senza giri di parole, di “piccolo miracolo”. È il modo in cui un’azienda comunica a tutto l’ecosistema (interno ed esterno) che la partita che si sta giocando è seria.
Dall’altra parte, Viale Mazzini ha compiuto un gesto chirurgico ma eloquente: spostare l’avvio di Cinque Minuti di Bruno Vespa al 29 settembre, per non interrompere il flusso TG1–Affari tuoi e misurare meglio la reazione del pubblico al test duro contro Scotti. È una scelta di sistema che punta a proteggere il traino, a studiare lo zapping, a non frammentare. A questo si sommano le normali micro–ottimizzazioni editoriali, dalle promozioni alle call to action.
Gerry Scotti e Stefano De Martino, aka due modi di stare nell’access prime time
C’è una differenza di grammatica televisiva che spiega molto cosa sta succedendo tra RAI e Mediaset. La Ruota della Fortuna è un gioco “aperto”: chiunque da casa può giocare, indovinare, sentirsi protagonista. È la televisione che ti lascia sulle labbra una parola e ti chiede di trovarla prima del concorrente, è un meccanismo antichissimo e modernissimo insieme, dove la gratificazione è immediata e c’è zero ambiguità.
Affari tuoi è l’opposto complementare, con la suspense della scelta, tutta la drammaturgia del rischio, la trattativa col “Dottore”, la narrazione personale che si innesta sul caso della serata. Se funziona, empatia e tensione crescono; se la storia zoppica o la fortuna gira storta, il passaparola non parte. Qui sta il punto: in una partita secca come l’access, la leva più potente è la semplicità percepita. E oggi la semplicità della Ruota pesa molto.
Frecciate e fair play: la comunicazione che fa il gioco
Ma si tratta anche di una gara di storytelling. Gerry Scotti ha alzato l’asticella dell’ironia (una storia Instagram con l’eco di Eh… già di Vasco, un saluto “a Carletto Conti che da casa ci guarda sempre”), rendendo il confronto un racconto che esce dal perimetro degli addetti ai lavori. Stefano De Martino, dal canto suo, ha scelto il basso profilo, una strategia pragmatica: meno rumore, più assestamento. Intanto i piani alti si fanno scaramucce in pubblico.
Se Berlusconi definisce Affari tuoi “un gioco che non è un gioco”, accentando il tema della fortuna, Williams Di Liberatore, dalla RAI, rivendica la qualità e perfino un recupero di quota in pochi giorni. È semantica, certo, ma è anche ossigeno per la sfida, perché quando le aziende si “parlano”, gli spettatori ascoltano. E si schierano.
Incognita Striscia la Notizia: il ritorno c’è, ma quando?
Qui entriamo nel capitolo più intrigante. Striscia la Notizia, storicamente presidio di Canale 5 e per anni regina del preserale, rientrerà (forse) nella seconda settimana di novembre, anche se potrebbe non tornare affatto. Non è un dettaglio, significa che Mediaset per la prima volta dopo anni mantiene in access un game puro per un intero primo scampolo di stagione, cavalcando l’onda della Ruota che lo stesso Gerry Scotti ha lasciato intendere pronta a “restare fino alle castagne… e forse ai panettoni”.
Le ragioni sono evidenti: quando un prodotto funziona, lo si lascia lavorare. Ma novembre è dietro l’angolo e Striscia è un’istituzione che porta con sé identità, un pubblico fidelizzato e un ecosistema di riconoscibilità lungo decenni. Ma le domande sono due: come rientrerà – se rientrerà – Striscia? E con quale posizionamento?
Chi vincerà tra Stefano De Martino e Gerry Scotti? Il pronostico (con tutte le cautele del caso)
La sensazione, per ora, è che nessuno voglia o possa schiacciare l’avversario. Ed è una buona notizia per tutti: dai conti delle reti alla creatività degli autori, e anche per noi che la TV la seguiamo e la raccontiamo. I duellanti si studiano a distanza, le mani a un soffio dalla fondina: il prossimo rintocco del campanile – chiamatelo pure Auditel – dirà chi entrerà per primo nel saloon a ordinare un whisky.