Elezioni 2022, la campagna elettorale in tv e Sky ‘prenota’ i confronti tra politici (sì, ma quali?)

Elezioni 2022, la campagna elettorale è già partita in tv, che a settembre potrebbe ospitare i confronti politici decisivi. Potrebbe…

Grazie alla crisi di governo e alle conseguenti dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi, la tv generalista ha vissuto, a sorpresa, una settimana di fuoco, con palinsesti stravolti e platea in aumento (ieri il Corriere della Sera lo ha quantificato in 150 mila spettatori in più nella giornata di mercoledì 20 luglio), nonostante il periodo estivo.

Negli ultimi giorni, il piccolo schermo nostrano è stato (s)travolto dalla politica, i cui esponenti stanno definendo la campagna elettorale che si consumerà, tra comizi in piazza, post social e apparizioni tv, soprattutto nel mese di settembre (i primi passi sono già compiuti, come avranno notato i più attenti è già in corso un interessantissimo scambio dialettico tra Salvini – senza barba – e Letta sul sudore. Sì, avete letto bene: il sudore).

Sul fronte prettamente tv, nel breve termine scopriremo se i talk show di prima serata, che da anni hanno fortemente limitato le presenze dei politici (a favore di virologi, scienziati ed esperti di geopolitica), torneranno a riempirsi di aspiranti deputati, senatori e ministri (col bilancino, in ossequio alla par condicio) o se resteranno convinti che alla fine della fiera a impattare sul pubblico (anche in termini di dati Auditel) siano solo i (pochi) leader riconosciuti e riconoscibili.

A tal proposito, nelle scorse ore Sky TG24 ha fatto sapere di aver raccolto già molte adesioni da parte dei leader politici per Il Confronto, il format che torna in onda proprio nei periodi elettorali. Il comunicato stampa non svela il ‘chi’, ossia chi abbia espresso la volontà di confrontarsi davanti alle telecamere. E quindi, ad oggi, non ci sono certezze che un duello tv, sulla carta IL duello, tra Meloni e Letta si farà. Anzi, resta concreto il rischio che alla fine i confronti riguardino personalità di secondo piano, mentre i leader veri (cioè quelli che effettivamente hanno potere decisionale nel partito), da Berlusconi a Salvini, da Conte/Grillo a Renzi, oltre ai già citati Letta e Meloni, preferiscano le interviste singole (talvolta simili a monologhi), dove il contraltare è rappresentato dal conduttore di turno.