Carolina Rey: “La tv per me è arrivata in maniera inaspettata. Love game è in stand by per il Covid, ma intanto sogno Sanremo”

Carolina Rey si racconta: “La conduzione televisiva era un binario parallelo. Il mio modello è Paola Cortellesi: non sbaglia un colpo.”

Trent’anni il prossimo 7 ottobre, Carolina Rey, a vent’anni di distanza dal suo esordio televisivo a Piccole canaglie, trasmissione di Canale 5 condotta da Pino Insegno e Simona Ventura per una sola edizione, ripercorre con TvBlog la sua carriera fino ad oggi e rivela i suoi sogni nel cassetto.

In vista di questo importante compleanno, che coincide anche con un altro anniversario, ovvero 20 anni dal tuo primo esordio televisivo, riusciresti a fare un bilancio con uno sguardo rivolto al privato e un altro alla tua vita professionale?

In generale sono soddisfatta di quanto ho fin qui realizzato, ma ho tanti progetti ancora da realizzare. Questo vale sia per la dimensione privata sia per quella professionale, dove ho sicuramente già realizzato parte di quei sogni che avevo da bambina. Quando ho partecipato a Piccole canaglie, mai avrei pensato che la tv sarebbe stato il mio lavoro.

Inizi, infatti, giovanissima la tua carriera come attrice teatrale. Poi arriva la tv. Che ricordo hai di quei primi anni di lavoro?

Dentro le mie vene scorre indubbiamente un sangue artistico, donatomi da mia madre che è una cantante lirica. Fin da piccola ho capito che solamente su un palco mi sentivo pienamente me stessa: all’epoca però non sapevo che quella sarebbe diventata realmente la mia vita. Per farlo c’è voluta preparazione, gavetta e anche un pizzico di fortuna. Alla conduzione sono arrivata ad esempio casualmente, perché ai primi provini come attrice ricevevo sempre dei no. Per me la conduzione televisiva era un binario parallelo, che non era né preventivato né preso in considerazione.

Con l’impegno in televisione, il teatro viene progressivamente abbandonato. Per te tv e teatro, soprattutto quando nella prima si conduce, faticano a convivere? Tu attualmente porti comunque avanti anche una carriera da attrice cinematografica…

Purtroppo sì, in Italia due realtà come televisione e teatro faticano a coesistere fra loro, anche se negli ultimi anni si sta superando lentamente questo pregiudizio. Si ha sempre il desiderio di inquadrare una persona in una casella, io invece sono contro ogni forma di limite. La recitazione, che resta per me una grande passione, sto riuscendo a continuare a coltivarla grazie al cinema, anche se sono spesso chiamata a fare delle scelte. 

La tua crescita professionale è segnata dalla tv dei ragazzi e dal lavoro su Rai Gulp. Nel 2015 muovi un primo piccolo passo fuori con la conduzione dello speciale natalizio dello Zecchino d’oro, un’esperienza che non si è più ripetuta negli anni a venire. Ti sei mai chiesta perché e ti piacerebbe tornare all’Antoniano?

Quell’esperienza per me è stato un onore perché mi ha permesso per la prima volta di mettere piede nella “tv dei grandi”, la tv generalista, pur essendo ancora in un programma con bambini. È stata un’occasione di crescita per il mio percorso professionale. Poi non si si sono più create le condizioni, ma non mi sono fatta troppe domande perché penso che nella vita le cose vadano come devono andare. Magari in futuro non è detto che non torni, chissà…

Negli anni successivi la tua carriera si sposta sulla “tv dei grandi”. Nel 2019 arrivi ad ottenere la co-conduzione di un programma in seconda serata su Rai 2, Un palco per due, con Lorenzo Baglioni. Gli ascolti non furono entusiasmanti e il programma non è stato più ripetuto. Dopo quell’occasione non hai più condotto un programma musicale: ti dispiace?

Innanzitutto mi è dispiaciuto che il programma non si sia fatto più perché era un programma nuovo e che parlava di musica. In questi anni ho condotto tante altre cose e uno dei miei sogni è tornare a condurre un programma musicale, dato che la musica resta una delle mie grandi passioni. 

Alcuni anni fa avevi dichiaro che fra i tuoi sogni c’era quello un giorno di salire sul palco dell’Ariston. A distanza di anni il sogno Sanremo rimane?

Mi dispiace per chi organizza il Festival, ma non ho cambiato idea (ride, ndr). Rimane lì il sogno: se poi non si realizza, male che vada ho sognato.

Nella scorsa stagione televisiva avresti dovuto realizzare un programma nel sabato pomeriggio di Rai 2, Love game. Alla fine non se n’è fatto nulla: come mai? 

Il programma è al momento in stand by. Dato il genere di trasmissione, un dating che ha anche elementi di game show, sarebbe stato difficile realizzarlo con le disposizioni Covid: il programma avrebbe perso, infatti, molto probabilmente tutto il suo impatto. Anche da un punto di vista organizzativo, in una fase di piena recrudescenza della pandemia come quella dello scorso autunno, sarebbe stato difficile fare arrivare persone da tutta Italia. Mi auguro però che terminata la pandemia – speriamo presto – Love game possa finalmente vedere la luce.

Gli impegni estivi su Rai 2 di Andiamo a 110, Marateale e Fatti sentire ti sono sembrati una sorta di ricompensa per la mancata realizzazione di Love game?

Andiamo a 110 per me è stata una grandissima opportunità perché mi ha fatto mettere in gioco con una materia che non era propriamente la mia e mi ha dato la possibilità di mostrare un altro lato professionale di me. Piuttosto che la collocazione in palinsesto o il periodo dell’anno, valuto il progetto e sono soddisfatta. Anche gli altri due programmi li ho vissuti come delle gratificazioni per il lavoro compiuto in questi anni.

Dopo l’esperienza a Tale e quale show, nella scorsa stagione sei approdata fra gli “affetti stabili” di Oggi è un altro giorno. A settembre tornerai?

Sì, se non cambiano idea nel frattempo (ride, ndr).

Per il tuo futuro professionale ti piacerebbe avvicinarti allo stile di conduzione di Andiamo a 110, con un taglio più informativo, o preferiresti rimanere legata all’intrattenimento?

Mi è piaciuta molto l’idea di fare del servizio pubblico, informando e informandomi. Il mio desiderio per il futuro è quello però di fare programmi di intrattenimento.

In passato come modelli avevi citato Lorella Cuccarini, Antonella Clerici e Paola Cortellesi. Dovessi oggi sceglierne una, chi sceglieresti?

Io amo la Cortellesi follemente perché è un’artista eccezionale e non sbaglia un colpo, riuscendo a passare dalla televisione al cinema con grande naturalezza.