Camper, un debutto alla ricerca dell’ordine che per ora manca

Un allegro carrozzone con tante cose e poca sostanza. Così si è presentato Camper al debutto oggi su Rai1. La recensione del programma.

Dall’allegra brigata di È sempre mezzogiorno all’allegra confusione di Camper, questo è il passaggio a cui è stato chiamato il pubblico di Rai1, che dopo aver saluto lo scorso venerdì il programma di Antonella Clerici a partire da oggi trova nella medesima fascia un nuovo programma condotto da Tinto e Roberta Morise.

Camper è un affastellarsi di servizi e collegamenti, con tutte le relative problematiche che questi ultimi possono avere in un programma in diretta. La sensazione che l’ora e mezza di trasmissione restituisce è quella di una precisa scelta fatta dagli autori: circondare i conduttori del maggior numero di momenti possibili. Così si succedono random la coreografia di Samuel Peron, la gara di cucina fatta in esterna da Federica De Denaro, il servizio su una location glam di Roma, lo spazio in studio dedicato ai cani.

Cercare di trovare un filo di coerenza e ordine in questo marasma risulta piuttosto difficile, per questo ci limiteremo ad alcuni osservazioni che si possono fare circa i primi elementi riscontrati in questo debutto. Tinto, ancora più che Roberta Morise, coinvolta in tutti i vari momenti del programma, pare non avere un ruolo centrale all’interno di Camper. In generale i conduttori sembrano piuttosto imbrigliati dalla serie di collegamenti e servizi, che lascia loro non larghissimi margini di espressione.

Le possibilità di interazione nei collegamenti sono piuttosto limitate a causa degli importanti ritardi negli auricolari dei vari inviati e così uno spazio come quello della gara culinaria che vede la sfida di due chef provenienti da due diverse regioni d’Italia diventa totale appannaggio di Federica De Denaro, che in questa prima puntata è apparsa piuttosto impacciata e priva della spontaneità necessaria, nonostante i numerosi anni da inviata a La Vita in Diretta. È probabile che si tratti solamente di ruggine che verrà meno con l’andare dei giorni e con il prendere confidenza nell’interazione con i vari cuochi, ma al debutto il contributo offerto dalla sua gara pare piuttosto discutibile (è andata decisamente meglio con il momento culinario in studio).

L’impressione generale che si ricava da questa première è che Camper abbia tanti, troppi elementi e che per ora questi rimangono tutti scissi fra loro, senza un’amalgama complessiva che possa dare unitarietà e stabilità al programma. Per ora si può apprezzare solamente lo spirito gioioso che domina lo studio 3 di via Teulada e nel complesso anche la fitta rete di collegamenti, ma il caos visto oggi ha bisogno di essere riordinato.