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Black Mafia, conferenza stampa. Duilio Giammaria: “Con questi prodotti, stiamo sfidando la prima serata, raccogliendo risultati”

La conferenza stampa di Black Mafia, il nuovo documentario di Rai Documentari, in onda su Rai 3 il prossimo 10 dicembre.

Dopo la recente presentazione de La vera storia della Uno Bianca, tenutasi lo scorso 27 novembre a Bologna, lunedì 6 dicembre 2021, presso la Casa del Cinema di Roma, Rai Documentari ha presentato un nuovo prodotto che si inserisce nella serie Crime Doc insieme a Marta – Il delitto della Sapienza, andato in onda lo scorso 21 ottobre su Rai 2, Il Mostro di Firenze: Quel silenzio che non tace – Bugie e verità, che andrà in onda su Rai 2 il prossimo 9 dicembre, e al precitato documentario sulla Banda della Uno Bianca.

Stiamo parlando di Black Mafia, una co-produzione Bronx Film, Luce – Cinecittà e Rai Documentari, che andrà in onda il giorno dopo il documentario sul Mostro di Firenze, venerdì 10 dicembre 2021, in prima serata su Rai 3.

Nel corso della conferenza stampa, avvenuta dopo la proiezione della prima parte (venerdì 10, il documentario andrà in onda in un’unica parte dalla durata complessiva di 100 minuti), sono intervenuti Duilio Giammaria, direttore Rai Documentari, Chiara Sbarigia, presidente Luce – Cinecittà, Enrico Bufalini, direttore Luce – Cinecittà, Gaetano Di Vaio, produttore Bronx Film, il regista Romano Montesarchio e lo scrittore e giornalista Sergio Nazzaro, autore del libro-inchiesta da cui è tratto il documentario, Mafia Nigeriana.

Black Mafia: la conferenza stampa

Duilio Giammaria, nel corso della presentazione, ha espresso la propria soddisfazione per la collaborazione con Luce – Cinecittà, auspicando alla nascita di un made in Italy in grado di portare prodotti di questo livello sul tavolo di broadcaster internazionali:

Siamo molto fieri perché, insieme a Luce, siamo felici di stare dentro ad una famiglia dell’audiovisivo italiano. Ce lo siamo sempre detti di lavorare insieme, un giorno… Poi arrivano i grandi produttori, poi i grandi registi, i grandi autori… E tutto insieme fa crescere un linguaggio, un made in Italy televisivo-cinematografico e di broadcasting. Abbiamo presentato un piccolo estratto di Black Mafia ad un festival molto importante a Strasburgo, con molti produttori presenti, e tutti mi hanno detto: “What!”. Questo è solo l’inizio. Io penso che questo film si vedrà anche all’estero, lo venderemo, ne sono sicuro. Dobbiamo creare valore aggiunto, portare questi prodotti ha un valore politico, è come dire “Guardate l’Italia cosa è capace di fare!”.

Con la serie Crime Doc, Giammaria intende perseguire l’obiettivo di “creare consapevolezza” nei telespettori, “non semplicemente mettere in scena argomenti forti”, con il genere documentario definito “uno dei cuori del servizio pubblico”.

Con il nuovo modello delle direzioni “orizzontali” voluto da Carlo Fuortes, Duilio Giammaria è ottimista sul fatto che il documentario possa trovare ancora maggiore spazio in prime-time, aggiungendo che, attualmente, i prodotti di Rai Documentari stanno vincendo la sfida della prima serata:

In Black Mafia, c’è un lavoro creativo con il quale il documentario può sfidare la prima serata. Per un documentario, la prima serata è come la Formula 1, non si può sbagliare una curva. Stiamo sfidando la prima serata e stiamo raccogliendo risultati. Un po’ alla volta, il pubblico italiano ci seguirà. Il nostro è un lavoro quasi pedagogico. Sono sicuro che così come succede in Europa, anche in Italia, si troverà spazio in prima serata. Le seconde serate sono come le mezze stagioni, ormai non esistono più. Nel nuovo disegno che Carlo Fuortes ha ripreso e sta portando avanti, quello dell'”orizzontalizzazione” in cui non sono più le reti a decidere cosa fare, il documentario troverà molto spazio.

Black Mafia: le altre dichiarazioni

Di seguito, trovate le dichiarazioni di Gaetano Di Vaio, produttore Bronx Film, regista, sceneggiatore e noto anche come attore grazie alla prima stagione di Gomorra – La Serie (nella parte di ‘O Baroncino):

Ringrazio Francesco Di Sarno che ha seguito la produzione esecutiva sul campo, ringrazio gli sceneggiatori, i montatori, Sergio Nazzaro, Andrea Di Consoli (ideatore di Black Mafia, ndr), ringrazio tutti quelli che ci hanno permesso di realizzare questo progetto. Per noi di Bronx, è la prima esperienza con Luce e Rai Documentari. Abbiamo abbracciato questo progetto con tutto noi stessi. Sarà un percorso lungo e di crescita.

I ringraziamenti sono arrivati anche da Romano Montesarchio, già regista, tra gli altri lavori realizzati in passato, di Ritratti Abusivi:

Tutti hanno lavorato con una dedizione commovente. Ringrazio i produttori. Senza di loro, ciò non sarebbe avvenuto. Posso proporre le storie e promettere di farle al meglio ma se ho, da parte dei produttori, una spalla forte, si crea un gruppo e una solidarietà comune. Andrea Di Consoli è stato il grande detonatore di questo progetto e Sergio Nazzaro ci ha dato la materia prima.

Sergio Nazzaro ha ringraziato i produttori per il coraggio dimostrato con la scelta di occuparsi per la prima volta del fenomeno della mafia nigeriana:

Ringrazio il genio di Andrea Di Consoli. Ci vuole coraggio. Tutti parlano di mafia nigeriana, senza capirne molto. Qui c’è tratta di essere umani, c’è riduzione in schiavitù. Questo è coraggio. Abbiamo un tema sul quale non è mai stato fatto un documentario strutturato, filologicamente corretto. Questa è realtà. È stata una decisione coraggiosa da parte di chi ha potere decisionale, voi produttori siete la linea di consapevolezza in difesa degli ultimi e lo dico senza retorica. Grazie.

Per quanto riguarda Luce – Cinecittà, infine, come scritto in apertura, sono intervenuti Chiara Sbarigia ed Enrico Bufalini:

Chiara Sbarigia: “Siamo molto orgogliosi e fieri di questo documentario. Abbiamo messo su una bella squadra editoriale. Abbiamo valutato 108 progetti a Cinecittà Luce. Noi ci confrontiamo sempre per quanto riguarda i prodotti audiovisivi. Abbiamo il dovere di promuovere i talenti e le belle storie”.
Enrico Bufalini: “È partito tutto da un’idea di Andrea Di Consoli, eravamo alla ricerca di una nuova storia da raccontare per allargare il linguaggio dei documentari di Luce Cinecittà, ampliandolo a nuovi generi narrativi che possano intercettare un pubblico più vasto. È un prototipo che vogliamo portare avanti”.