L’Arrowverse sta giungendo a conclusione?

Supergirl chiude con la sesta stagione, Arrow e Black Lightning sono finite, il futuro di The Flash è incerto: per l’Arrowverse è giunta la fine?

“That’s a wrap for Supergirl”, e forse non solo per lei, aggiungiamo noi. Con un post su Instagram -d’ordinanza, in casi come questi, ormai- Melissa Benoist ha annunciato la fine delle riprese della sesta stagione di Supergirl, che il pubblico statunitense vedrà nella prossima stagione tv (e successivamente anche quello italiano, su Mediaset Premium, Infinity ed Italia 1). Non una conclusione qualsiasi, dal momento che con gli episodi appena girati si chiude definitivamente la serie sulla supereroina della Dc Comics.

La chiusura di Supergirl aggiunge un tassello a quello che sembra essere un mosaico che nel corso delle ultime stagioni è diventato più evidente e che rappresenta la fase finale del periodo d’oro dei supereroi sulla tv generalista. Sono lontani gli anni in cui se eri un network e non avevi in palinsesto almeno una serie con protagonisti dotati di superpoteri non eri nessuno. Ora, però, le cose sembrano essere cambiate.

Tutto iniziò con Arrow…

Era l’ottobre 2012 quando The Cw lanciò Arrow: un successo fin dal primo episodio, durato ben otto stagioni e da cui il network -che fino ad allora si era rivolto quasi principalmente ad un pubblico femminile- apre ad un pubblico più maturo e maschile. Un azzardo che funziona: da Arrow viene generato uno spin-off che tanto spin-off non è, ovvero The Flash, che riesce a performare addirittura meglio in termini di ascolti.

Da lì, l’idea di non limitarsi a creare dei semplici spin-off, ma fare quanto già fatto dalla Marvel al cinema, ovvero creare un vero e proprio universo televisivo basato sui personaggi più popolari della Dc Comics: nasce l’Arrowverse che, dopo Oliver Queen e Barry Allen, accoglie Kara Danvers, il cui viaggio inizia prima su Cbs e poi, dalla seconda stagione, si sposta sulla “sorella” The Cw.

Dal 2012 al 2018 sono anni d’oro per questo genere di serie tv per The Cw, che lo capisce e ci costruisce quasi tutto un palinsesto: non solo Arrow, The Flash e Supergirl, ma anche Legends of Tomorrow, Black Lighting, Batwoman e l’ultimo arrivato, Superman & Lois.

A cementificare ancora di più il legame tra i vari set e, soprattutto, le varie storyline e personaggi, ci pensano gli eventi crossover: prima solo tra Arrow e The Flash o tra The Flash e Supergirl, ma basta poco per espandersi e creare dei veri e propri eventi della durata di quasi una settimana, che partono con l’episodio di lunedì e si concludono con quello del giovedì. A garantirne la qualità al pubblico c’è la fedeltà alla fonte originale di riferimento, ovvero i comic book della Dc Comics, ricchi di spunti per unire i vari supereroi di fronte a pericolose minacce che solo uniti possono sconfiggere.

… ed iniziò a finire con Arrow

Nel gennaio 2019, l’annuncio che l’ottava stagione di Arrow sarebbe stata l’ultima, segna una svolta per l’Arrowverse: senza colui a cui si deve il nome di questo universo, come si sarebbe potuto andare avanti? In realtà, l’assenza di Arrow (l’ultimo episodio è andato in onda nel gennaio 2020) non ha influito particolarmente sulle altre serie, ormai dotate di un’ossatura abbastanza robusta per poter proseguire anche da sole e senza crossover.

Eppure, la chiusura di Arrow sembra inevitabilmente voler lanciare anche un messaggio a tutte le altre serie dell’Arrowverse: la fine potrebbe essere vicina. L’altra serie a chiudere, dopo “sole” quattro stagioni, è stata Black Lighting (ultimo episodio andato in onda nel maggio 2021), quindi toccherà alla sopra citata Supergirl, che si chiuderà a cavallo tra il 2021 ed il 2022 (la data di trasmissione del series finale deve ancora essere annunciato).

E se a The Flash è stata garantita un’ottava stagione, questa potrebbe essere l’ultima: è l’ultimo anno di contratto per Grant Gustin, e se rinnovarlo potrebbe significare -come giustamente accade quando un attore è legato ad una produzione per molti anni- un deciso aumento di compenso, The Cw potrebbe preferire chiudere anche le avventure dell’uomo più veloce del mondo, che già dalla prossima stagione dovrà fare a meno di due suoi storici personaggi (che non vi riveliamo se non avete ancora visto la settima stagione). Resterebbero quindi Batwoman (terza stagione) e Superman & Lois (seconda stagione): certo, la presenza Dc Comics sarebbe ancora importante per il palinsesto -tant’è che nella prossima stagione debutterà Naomi, nata da Ava DuVernay-, ma i tempi dell’Arrowverse così come lo conoscevamo sembrano passati.

L’eredità dell’Arrowverse?

Parliamoci chiaro: se l’Arrowverse sembra giunto al capolinea (o comunque è destinato a non essere più come prima), questo non significa che i superhero drama non saranno più prodotti. Dai comic book nascono sempre più storie affascinanti che, grazie anche ai passi avanti fatti dagli effetti speciali, riescono ad arrivare in televisione senza snaturarne troppo i contenuti e con cast all’altezza.

Più semplicemente, a contendersi storie di questo genere saranno sempre meno le tv generaliste (che vi ci sono già abbuffate in passato) e sempre più le piattaforme streaming, che riescono con questi racconti a coprire una buona parte di quel pubblico giovane-adulto in cerca di un’evasione dalla realtà.

Lucifer salvato da Netflix ormai due anni fa dimostra come lo streaming sia sempre interessato a questi racconti. Ovviamente, serve una storia che valga la pena raccontare e soprattutto una produzione capace di valorizzarla.

E chi, meglio della Marvel, potrebbe fare entrambe le cose? Ecco che, dunque, la nuova fase dei superhero drama televisivi potrebbe cominciare là dove era iniziata, ma questa volta non solo al cinema ma anche sullo schermo di un computer o di una smart tv.

Le serie disponibili su Disney+ come WandaVision, The Falcon e the Winter Soldier e Loki hanno regalato nuova linfa al Marvel Cinematic Universe, permettendo di approfondire personaggi che altrimenti sarebbero sempre rimasti in secondo piano e creando dei ponti con i lungometraggi che alimentano ancora di più la curiosità del pubblico. Il tutto, con la giusta dose di visual effects -al pari del film al cinema, se non di più- e con trame che si avvicinano ad una profondità di sviluppo che ci fanno capire che sì, i supereroi non saranno più quelli di prima: anche per loro l’evoluzione è necessaria.