Miss Italia: il punto

Siamo oltre la metà della serata, e pare il caso di fare il punto della situazione, dopo le prime impressioni. Le miss non amano la formula della sfida e dell’eliminazione. Non siamo in un reality, avrebbero dichiarato.Sta di fatto che questa formula rinfresca un minimo un formato paludato e dato per morto, aggiunge un minimo

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Siamo oltre la metà della serata, e pare il caso di fare il punto della situazione, dopo le prime impressioni.
Le miss non amano la formula della sfida e dell’eliminazione. Non siamo in un reality, avrebbero dichiarato.
Sta di fatto che questa formula rinfresca un minimo un formato paludato e dato per morto, aggiunge un minimo di condimento a una minestra riscaldata e insipida.
A me non dispiace, sinceramente. Anche se aggiunge al tutto una patina di evento molto scritto, a meno che qualcuno non voglia farmi credere che le ragazze improvvisano la scelta della propria sfidante. Ma pazienza, ci sta, anche se alla lunga rischia di diventare un po’ ripetitivo. Ci sta perché ‘ste benedette ragazze fanno qualcosa, finalmente. Una sta anche suonando il pianoforte.
Il bikini delle ragazze aiuta, con buona pace delle femministe e delle polemiche. Carlo Conti – che al sottoscritto non piace molto, ma è questione di gusti, ovvio – è più a suo agio rispetto alla sua pessima ultima avventura di Ritorno al Presente (ci mancherebbe altro). Il resto è ordinario. Le inquadrature sbollate nella sfilata ci stanno anche, ma registicamente preferirei altre soluzioni. Nell’immagine, una dichiarazione di voto: la mia preferita fino a questo momento, numero 75, Desy Luccini.
Dimenticavo: la scheda di presentazione delle ragazze, con lo split screen e da un lato la protagonista che si dimena, è palesemente copiata dal quel capolavoro del trash che è The Club (quello di Rete All Music, per intenderci).

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Miss Italia è lo storico concorso di bellezza nato nel 1939, prima della seconda guerra mondiale, per geniale intuizione di un pubblicitario lombardo, Dino Villani.

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