Ritorno al presente, ritorno alla realtà

Non so voi, ma per quanto mi riguarda dire che mi dispiaccia di questa chiusura anticipata – una seconda volta rispetto al primo anticipo, giusto per dare l’idea della misura del fallimento totale – sarebbe una menzogna bella e buona. Ritorno al presente era un’operazione ridicola. Conduttore sbagliato, cast da rottamare, costi spropositati per le

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Carlo Conti Non so voi, ma per quanto mi riguarda dire che mi dispiaccia di questa chiusura anticipata – una seconda volta rispetto al primo anticipo, giusto per dare l’idea della misura del fallimento totale – sarebbe una menzogna bella e buona.
Ritorno al presente era un’operazione ridicola.
Conduttore sbagliato, cast da rottamare, costi spropositati per le ambientazioni (ogni settimana diverse), formula complicata e poco accattivante, meccanismo game da abc della televisione, privo di ogni appeal.
Sarà banale dirlo, ma nel meccanismo del reality paga la semplicità del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi – se proprio devo fare una scelta, preferisco quest’ultima, la trovo più divertente – e anche se questo fallimento annunciato non ci risparmierà dai futuri, improbabili cloni dei capostipiti del genere, ci si augura che la cosa sia perlomeno un campanello d’allarme per i signori direttori di rete, produttori, autori.