Il ritorno di Laura Tecce (quanto durerà?)

Nuovi risvolti per il caso televisivo del momento: la misteriosa scomparsa di Laura Tecce dall’Italia sul Due. Il nostro giallo dell’estate, che sta appassionando molti lettori di Tv Blog, pare essere giunto a una svolta determinante. La giornalista, infatti, dopo l’inspiegata e silente assenza dagli schermi di circa una settimana, pur mantenendo il proprio nome

Laura Tecce L'Italia sul Due EstateNuovi risvolti per il caso televisivo del momento: la misteriosa scomparsa di Laura Tecce dall’Italia sul Due. Il nostro giallo dell’estate, che sta appassionando molti lettori di Tv Blog, pare essere giunto a una svolta determinante.
La giornalista, infatti, dopo l’inspiegata e silente assenza dagli schermi di circa una settimana, pur mantenendo il proprio nome nei titoli di testa, è tornata nella puntata di oggi a far parte del cast. Ma con un cambiamento decisamente vistoso: non si alterna più con le sue colleghe nello studio di Milano, ma si è trasferita nel set secondario di Roma.
Il mistero, insomma, si infittisce: sarà stata una manovra autorale per gestire meglio gli ospiti delle due città o una separazione forzata, dovuta a problemi di convivenza professionale?
Quel che stupisce, inoltre, è l’assoluta nonchalance con cui la Tecce entra ed esce dal trio e, soprattutto, pur essendo un’esperta di informazione, viene declassata a opinionista di temi frivoli (prima era la cellulite, oggi l’abbronzatura).
Troppi gli interrogativi su un talk show lasciato allo sbando e che vede gli ospiti rifiutare ogni tentativo di moderazione da parte di conduttrici totalmente prive di credibilità. Inoltre, proprio perchè non tutti gli interlocutori presenti in studio andrebbero lasciati parlare a ruota libera, accadono degli episodi davvero imbarazzanti.
Come l’intervento di Andrea Biavardi, direttore di For Men Magazine, che, interpellato sul gesto folle da fare in caso di vittoria dell’Italia ai Mondiali, ha pensato di uscirne a testa alta con la stridente proposta della beneficenza (e lì il monito della Ravegnini a poter fare un gesto umanitario a prescindere è passato quasi inosservato). Altrettanto deprecabile lo sforzo di Ludmilla Radchenko, in un dibattito sul dimagrimento forzato (quanto la sua moderatrice Sabina Stilo), di fare appello all’ideale classico della kalokagatia (bellezza=bontà d’animo), affermando che dietro un bel corpo c’è un’anima bella e essere discriminati per la propria avvenenza è un’ingiustizia (peccato che, dietro le sue innegabili virtù estetiche, ci sia solo grande supponenza). Insomma, più che rimpiangere i patriarchi della consueta versione invernale, riusciamo quasi a capire i motivi della loro costante posizione di difensiva e della strategica acidità che stava alla base di un gioco di ruolo ben orchestrato. La Leofreddi e l’Infante, quantomeno, sono riusciti a resistere per annate intere sotto lo stesso tetto, oltre che con gli stessi indigesti ospiti. Le nostre malcapitate supplenti, invece, quanto dureranno?