Rai, Mauro Mazza rivuole Rai 1 e fa causa a Viale Mazzini

‘Sollevato’ dalla direzione di RaiUno a fine 2012 è ancora senza incarico.

Nuova causa da affrontare per l’Ufficio Legale Rai: il quotidiano Libero dà conto del ricorso d’urgenza presentato da Mauro Mazza al Tribunale di Roma per ottenere il reintegro alla direzione di Rai 1 considerato che da mesi è ‘parcheggiato’ nei corridoi di Viale Mazzini senza ipotesi concrete sul proprio futuro. L’ultimo incarico ricoperto per Mamma Rai, la guida dell’Ammiraglia Rai, è terminato alla fine del 2012, anno reso difficile soprattutto dal Sanremo ‘targato’ Celentano che creò non poche frizioni con i vertici aziendali (e consiliari). Ma anche sul concetto di ‘avvicendamento’ (che ha visto la direzione di Rai 1 passare nelle mani di Giancarlo Leone) pare che Mazza sia alquanto critico: da qui la decisione di rivolgersi al Tribunale per far valere i propri diritti contrattuali e per contestare ai vertici di Viale Mazzini la lunga ‘sosta ai box’, dovuta anche a ‘promesse ricevute, e non mantenute, da parte del Direttore Generale Luigi Gubitosi.

E’ proprio la ‘promessa’ disattesa il punto su cui si fonderebbe, stando a quanto riportato il quotidiano, il ricorso di Mazza, che peraltro ha scelto di farsi assistere da Nicola Petracca, l’avvocato di che ha ‘accompagnato’ Augusto Minzolini all’assoluzione dall’accusa di peculato che l’ha allontanato dalla direzione del Tg1 (ma questa un’altra storia). La richiesta di reintegro si fonderebbe su alcune ‘dichiarazioni’ che il DG Gubitosi avrebbe fatto ‘davanti a testimoni’ in merito al futuro professionali di Mazza: nello specifico, durante una seduta del CdA, il DG avrebbe fatto il nome di Mazza per la direzione di Rai Cinema o un incarico a Rai Storia. Entrambe le ipotesi sono però state ‘disattese’: giusto un mesetto fa Rai Cinema è stata affidata a Nicola Claudio, mentre di Rai Storia non c’è ancora nessuna nuova.

Come se non bastasse la ‘rimozione’ e l’affidamento di un nuovo incarico, l’avvocato Petracca avrebbe ravvisato anche un ‘vizio’ nella decisione di non affidare a Mazza la direzione di Rai Cinema. Stando alla memoria difensiva di cui dà conto Libero, alcuni consiglieri d’amministrazione si sarebbero opposti alla nomina di Mazza perché privo dei “requisiti necessari”. Non è tanto stabilire quali fossero questi ‘requisiti’ l’oggetto del contendere, quanto il fatto che, secondo il legale di Mazza, non fossero mai stati richiesti ‘particolari’ requisiti. ‘Se nessuno ha messo condizioni, come si fa a stabilire che quelle condizioni non siano state rispettate?’: è un po’ questo il ragionamento del legale, che quindi ‘insinuerebbe’ il caso di una ‘estromissione’ quantomeno ‘pretestuosa’ da parte del CdA che avrebbe danneggiato il suo assistito.

E così via libera alla richiesta di reintegro di Mazza nel suo ultimo incarico, con annessa richiesta di danni per il demansionamento subito e l’immagine ‘compromessa’ (come aggiunge Lettera 43). C’entra la politica in tutto questo? Beh, in Rai gli equilibri politici sono sempre molto delicati e hanno il proprio peso, ça va sans dir.

Il quotidiano Libero vede nell’allontanamento di Mazza una mossa anti-centrodestra da parte di una struttura di vertice voluta da Monti e di solido impianto centrista:

«Non “avvicendamento” si sarebbe trattato, o di “rimozione”, ma di una vera e propria “epurazione”. Con evidenti risvolti politici, come spesso accade a Viale Mazzini. Del resto l’attuale vertice editoriale della tivù di Stato, definito e messo a punto dal management voluto dal governo di Mario Monti, sarebbe fortemente connotato da una presenza centrista. Di fatto, con l’uscita di scena di Mazza, il centrodestra non ha più direttori di riferimento, almeno nelle posizioni chiave. Cosa che, invece, possono vantare i montiani e i centristi fedeli a Pier Ferdinando Casini, nonostante la débâcle elettorale dell’Udc»,

scrive il quotidiano, parlando inoltre di un vertice Rai orientato sempre più all’aria renziana del PD e ipotizzando la nomina di Luigi De Siervo, uomo vicino al sindaco di Firenze, alla vicedirezione della Rai al posto di Gianfranco Comanducci, che “in cambio di un congruo rimborso economico andrà in pensione in anticipo”.

Che Mamma Rai, da brava ‘mamma’, stia guardando per tempo al futuro?

 

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