Enrico Ruggeri: “A X Factor non sarò buonista. Meglio Mengoni di Amoroso e Scanu”

L’intervista rilasciata da Enrico Ruggeri a Vanity Fair, alla vigilia di X Factor 4, trasuda verità. Il cantautore, dalla personalità spigolosa e non propriamente di massa, è già reduce da tentativi di sdoganamento televisivo. A quanto pare, i suoi fan non avevano preso bene la conduzione di Mistero, in cui poi si è fatto sicuramente

L’intervista rilasciata da Enrico Ruggeri a Vanity Fair, alla vigilia di X Factor 4, trasuda verità. Il cantautore, dalla personalità spigolosa e non propriamente di massa, è già reduce da tentativi di sdoganamento televisivo. A quanto pare, i suoi fan non avevano preso bene la conduzione di Mistero, in cui poi si è fatto sicuramente rimpiangere rispetto a Raz Degan, mentre ora approvano il suo ruolo di giudice perché “almeno parlerà di musica”.

Ruggeri non è nuovo all’ambiente di Via Mecenate, viste le sue frequenti ospitate a Scorie. E si confessa un accanito telespettatore di X Factor, un talent che dice di conoscere bene. Di qui, le sue riflessioni sono piene di buonsenso ed estrema onestà intellettuale:

“La sfida è quella di scoprire qualcuno che fra dieci anni sia ancora vivo e vegeto. E poi fare ascoltare musica che in Tv non passerebbe mai in prima serata. Il problema è che, una volta spremuti i vincitori, le case discografiche tendono a mollarli per quelli delle nuove edizioni. L’unico rischio personale è che vengano eliminati i miei protetti e in quel caso dirò che non mi capiscono. Non ho messo paletti, in tv bisogna essere elastici e difendere la propria integrità giorno per giorno. Tutti i talent hanno un meccanismo un po’ spietato, che non sempre si concilia con la sensibilità artistica, e per questo ad alcuni miei colleghi non piace. Ma resta forse l’unica grande occasione per i giovani cantanti di oggi”.

    Cast tutto al maschile questo di Enrico Ruggeri, che ricordiamo curerà i gruppi vocali. I nomi trapelati in anteprima dei suoi pupilli sono gli Effetto Doppler, tre ragazzi di Lecce, i Borghi Bros, due fratelli di Sassuolo già scartati due anni fa dalla Maionchi al Bootcamp) e i Chimera (un duo di voci acute che fa ‘vintage inquietante’).

La sua esperienza ai casting lo ha visto reagire così:

“Siccome sono educato, spesso mi rimproveravano di essere uno che si fa mettere i piedi in testa. Ho imparato a dire no in maniera secca. Posso anticipare che non sarò buonista. Se arrivano il nero immigrato, il gay discriminato o quello che ha perso il padre il giorno prima, e non sanno cantare, non passano”.

Non potevano mancare le attese opinioni sui colleghi giudici:

“Sono favorevole alla presenza della Tatangelo in trasmissione perché è giusto che i giudici siano diversi fra loro. Ognuno ha il suo pubblico. Io ed Elio non ci assomigliamo come espressone ma siamo simili come estrazione: milanesi, con gusti musicali vicini, entrambi sulla cinquantina. Mara è un discografico, ma è milanese anche lei. Bisognava equilibrare la giuria con la Regina di Sora. Finora abbiamo ascoltato 400 ragazzi, con altrettanti pezzi. Tolti 20, noti a entrambi, i restanti 380 o li conoscevo io, o lei. Sulle novità Anna è più preparata di me. L’ultima volta che ho comprato un album è stato nel 1981. Anna è più attenta alla voce, Elio è più tecnico, io sono più istintivo: per me Joe Strummer dei Clash cantava meglio di Cèline Dion, per capirci”.

Quanto ai cantanti lanciati dai talent negli ultimi anni, Ruggeri è pro Mengoni e non solo perché di X Factor (lo preferisce anche agli altri reduci che lo hanno preceduto):

“Mengoni è più vicino ai miei gusti. Alle prese con le canzoni di David Bowie me lo immagino, Scanu no. La scorsa settimana, però, a un festival di Perugia ho cantato Quello che le donne non dicono con Alessandra Amoroso. Me l’aveva chiesto il direttore Peppe Vessicchio. A me non sarebbe mai venuto in mente, ma è andata bene”.

Infine, una riflessione estremamente sincera sul suo percorso artistico:

“Quando cominciai questo lavoro mi accorsi che potevo durare ma non sarei mai riuscito a riempire gli stadi. Mi mancava quella forza comunicativa. Bisogna saper coniare slogan ed essere più incisivi. Il successo che ho ottenuto vale, perciò, cinque volte in più. Forse avrei dovuto partecipare a un paio di Sanremo e Festivalbar in meno. Avrei dovuto fare un po’ più il prezioso. Credo che sia per questi errori strategici che a volte il mio nome non compare fra i grandi cantautori italiani. E onestamente, con quello che ho fatto, me lo meriterei. Ora mi piacerebbe fare un bel film come attore. Il sogno sarebbe interpretare il commissario Maigret. Mi basterebbe ingrassare un po’ e sarei perfetto”.

Viste le premesse, Ruggeri potrebbe dare davvero tanto a X Factor quest’anno.

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