Gianmarco Mazzi a TvBlog: Rifarò Due e la serata dall'Arena di Verona. Sanremo 2011? Ci sto pensando [Seconda Parte]

Gianmarco Mazzi a TvBlog

Dopo la prima parte pubblicata ieri, proseguiamo la nostra intervista con Gianmarco Mazzi, parlando della prossima edizione di Sanremo, sulla forza dell’idea rapportata al conduttore e su quanto possa contare ancora oggi una manifestazione come il Festival della canzone italiana. Parleremo poi di due altri progetti di Mazzi, ovvero “Due” il programma di Rai2 inventato con il direttore Massimo Liofredi. Ci racconterà cosa c’è dietro a questa iniziativa, con le idee future per le nuove coppie ed infine ci dirà come è nata l’idea della bella serata dall’Arena di Verona condotta da Antonella Clerici con gustose anticipazioni sulla prossima edizione. Buona lettura.

Qual è la vera forza di Sanremo ?

Dico sempre ai cantanti che secondo me Sanremo ha tre tempi. Il primo tempo è che dovete imparare a giocarvi bene tutto quello che precede la discesa in campo. Perché quel tempo ha un valore enorme per un artista, cioè da quando tu annunci il cast a dicembre alla prima serata del festival a febbraio, sei tempestato da interviste, pagine di giornali e settimanali, battage sul web, insomma è un periodo che ti permette di essere in vetrina e che tu devi cercare di utilizzare al meglio. Anche perché oggi quando esce un album nuovo al massimo ci sono tre righe su qualche giornale. Poi c’è la gara e lo ribadisco sottolineandolo, che lì si rischia, infatti come ho detto mai avrei immaginato che un artista come Enrico Ruggeri non potesse andare in finale, ma allo stesso tempo presenti la tua canzone ad un pubblico di 10 milioni di persone, quando normalmente un programma musicale non ne fa più di 2 o 3 quando va bene. Poi c’è il dopo e dico sempre agli artisti che partecipano al festival che in una società che vive cosi di fretta come la nostra, ma chi si può ricordare chi è arrivato secondo o terzo al festival? L’importante è il riscontro, come dicevo, nelle vendite e sulle radio.

Sta già pensando all’edizione numero 61 ?

Sanremo è una esperienza molto impegnativa che ti logora molto. C’è una parte ideativa e creativa su cui tu devi lavorare e poi c’è una parte organizzativa di grande impegno. Convincere gli artisti non è facile. Non ho ancora sciolto il dubbio se impegnarmi nuovamente o passare la mano per un anno e ritrovare le energie per l’anno successivo.

La Rai le ha già chiesto di occuparsi della prossima edizione ?

La Rai le ha già chiesto di occuparsi della prossima edizione ?

La Rai in questo momento ha problemi più stringenti su cui pensare, quindi non se n’è ancora parlato. Certamente se dovessi rifarlo cercherei di trovare un’idea forte. Per esempio quest’anno con Antonella abbiamo lanciato tante idee nuove che erano anche figlie delle mie esperienze nelle edizioni passate. Se mi dovesse essere chiesto in maniera decisa, proverei a mettermi lì 15 giorni a pensarci e poi darei una risposta.

Quanto tempo occorre per confezionare al meglio Sanremo ?

In realtà dovresti iniziare a lavorarci un anno prima, adesso però che conosco un po’ la macchina almeno da luglio.

Parlando di conduttori ci risulta che Carlo Conti abbia declinato l’invito, Antonella ha detto che il prossimo anno non lo farà, potrebbe essere l’anno di Fabrizio Frizzi ?

Fabrizio è un mio amico. Però a volte non è il nome determinante, ma è l’idea che conta. Per esempio l’anno scorso c’era l’idea dei 60 anni e di festeggiarli, abbiamo pensato ad Antonella perché a nostro giudizio lei era perfetta per rappresentare la festa.

Quanto conta il conduttore per il successo di un festival ?

E’ il team con il conduttore in testa che conta per il successo di Sanremo. Se io dicessi per esempio che Antonella è stata una conduttrice sarebbe riduttivo. Quando tu fai una manifestazione come Sanremo, la persona che ne è al timone, in questo caso Antonella, comincia a lavorare con te mesi prima. Dice infatti Antonella che fare Sanremo è come fare il militare. Si solidificano dei rapporti che non si perdono nel tempo. E’ quindi nel team che va ricercata la ricetta del successo. Poi se il conduttore trasferisce tutto sul palco allora ne diventa il miglior ambasciatore. Per esempio quando Antonella è uscita con Sinclar è stata un’idea estemporanea che è stata brillantissima.

Eddy Martens ci ha confessato, in una intervista pubblicata recentemente in esclusiva per TvBlog, che quell’idea è stata sua

Si infatti l’idea è stata sua e lui è molto bravo. Io sono uno che lo stima molto. Un’idea mixata con quelle degli altri componenti dello staff fa il successo di una manifestazione.

E’ suo anche il progetto di “Due” che ha visto fra i suoi protagonisti cantanti del calibro di Laura Pausini, Tiziano Ferro, Francesco De Gregori e Lucio Dalla, come è nata quell’idea ?

L’anno scorso feci con Marano un concerto di Cocciante per Rai2 dall’arena di Verona.. In quell’occasione mi chiamò l’attuale direttore di Rai2 Liofredi che mi disse “se diventerò direttore voglio fare un programma musicale con te” e mi espose l’idea di “Due”. Il programma ha dato dei grandi risultati su Pausini-Ferro e buoni su De Gregori-Dalla. Anche se nel primo caso, secondo me, il risultato è stato più aderente all’idea del programma che avevamo in mente.

Verrà riproposto in futuro ? E su quali coppie eventualmente state pensando ?

L’idea è di riproporlo, anzi ne abbiamo parlato proprio in questi giorni. Sulle coppie non ti so ancora dire; questa esperienza mi ha fatto capire quali sono gli elementi che ci devono essere affinchè funzioni. Ci deve essere complicità fra gli artisti, ci deve essere una disponibilità a fare brani intonati alla serata, a attenuare altre esigenze. Mi piacerebbe molto fare Zucchero, che è una persona simpaticissima. La gente ne conosce solo l’aspetto canoro. Si potrebbe per esempio abbinare con Elisa. Elio anche mi piacerebbe molto, magari abbinato ad un artista classico, per esempio Gianni Morandi. Oppure anche Elio e Renato Zero. Due è un territorio per gli artisti di libertà totale, io dico la mia ma poi sono loro che decidono la scaletta della serata. All’inizio quando siamo partiti avevamo pensato ad una cosa seriale. Poi quando ho capito il pregio che aveva il programma sono andato dal direttore, spiegandogli che la serialità per questo tipo di trasmissione era impossibile, bisognerebbe veramente che queste puntate le facciamo solo quando siamo pronti veramente e non con l’obbligo di mandarle in onda per forza.

Ultimo suo impegno, in ordine di tempo, è stata la serata dall’arena di Verona condotta da Antonella Clerici che ha avuto un ottimo successo su Rai1, ci racconta il percorso di questa idea ?

All’inizio è stato faticoso far capire cosa avevo in mente e venivo guardato con sospetto da tutti. C’era la parte “televisiva-pop” che mi diceva “con l’opera, mah”, mentre la parte dell’opera mi diceva “mamma mia con quelli del pop chissà”. L’unica che si è dichiarata entusiasta subito perché è matta come me, è stata Antonella che mi ha detto “si facciamolo!”. Poi alla fine il risultato è piaciuto a tutti molto. Adesso mi piacerebbe molto internazionalizzarla, farla diventare un vero evento da riproporre tutti gli anni.

Un progetto in cui la splendida scenografia dell’arena di Verona ha avuto una parte importante

L’Arena a mio avviso, non siamo ancora riusciti a farla vedere in televisione come meriterebbe. Ci siamo andati molto vicini quest’anno, Sergio Colabona ha fatto un grande lavoro, straordinario. Infatti il prossimo anno vorrei riconfermare tutta la squadra. Poi c’è stata l’idea della diretta, che per uno spettacolo come questo era una vera sfida e anche quella di far vedere l’arena “aperta”, senza cioè quelle classiche coperture che ci sono solitamente nei concerti e che impediscono di vedere l’arena nella sua totalità. Questo evento poi potrebbe avere la forza di essere proposto internazionalmente, perché quando tu hai una serata che è composta da opere conosciute in tutto il mondo e di grandi artisti sia italiani che internazionali, a quel punto è un programma che può tranquillamente andare in onda in molti paesi del mondo.

La settimana prima c’era stato il deludente risultato della trasmissione in TV della “Tosca” di Lucio Dalla. A suo giudizio come mai non ha funzionato in TV?

Quelle sono tutte operazioni che sono figlie di “Notre dame de Paris” che invece fu un grande successo anche in televisione. Per me Cocciante rimane l’artista del mondo pop che ha più feeling con l’opera. Per esempio la canzone “Bella” di Notre dame è un pezzo che risale agli anni ’70 che aveva nel cassetto già pronto. Intendo dire con questo che per questi artisti è difficile scrivere un’opera e comporla tutta dall’inizio alla fine in sei mesi.. Il successo di “Notre dame” in TV, arrivava da un grande successo internazionale, era arrivato cosi alto, che probabilmente l’evento televisivo può solo chiudere un percorso, mentre su “Tosca” non c’è stato tutto questo cammino.

Tornando alla bella serata dall’arena di Verona della lirica affiancata al pop, ci risulta che Rai1 dal capostruttura Azzalini al direttore Mazza sono rimasti molto entusiasti del risultato, la riproporrete ancora? Ci può dare eventualmente qualche dettaglio ?

Lo vogliamo riproporre il prossimo anno. Io avrei anche un idea sulla data: il primo di giugno. E’ un prefestivo che precede la festa della Repubblica. E’ una serata che ha una sua nobiltà e quindi anche per la Rai sarebbe bello proporre la sera prima della festa della Repubblica un evento di questo tipo ed in più hai il vantaggio che essendo una data che non cambia mai, puoi programmare tutto molto tempo prima. Per me lo spettacolo si comporrebbe delle opere rappresentate nelle loro scene più belle, di un momento di grandi romanze di altre opere cantate da un grande artista e poi di tre/quattro momenti pop, di cui uno internazionale.

Augurandogli tanti altri successi per il futuro ringraziamo Gianmarco Mazzi per la disponibilità e cordialità avuta verso TvBlog.

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