Sanremo 2027, la rivoluzione di De Martino è nella gestione delle polemiche
Stefano De Martino sta cambiando il Festival di Sanremo, a partire dalla gestione delle polemiche: ogni commento al vetriolo diventa spunto per la narrazione televisiva e social. L’esempio The Jackal per spegnere ogni frizione con eleganza e ironia.
Sanremo 2027 inizierà a febbraio, ma già si comincia a capire che aria sarà dalle parti del Teatro Ariston. Stefano De Martino ha tutti gli occhi addosso. Il motivo è semplice: il conduttore e Direttore Artistico della kermesse ha 37 anni, ma per gli standard televisivi attuali è ancora considerato un “esordiente”. In qualsiasi altro ambiente di lavoro, un uomo della sua età sarebbe definito non proprio veterano ma comunque non potrebbe più essere considerato diamante grezzo. Sul piccolo schermo, dove tutto cambia affinché nulla si modifichi, funziona diversamente.
Se a 35 anni prendi il posto di Amadeus nel prime time con STEP e poi riesci ugualmente a far volare in alto – in termini di Auditel – un contenitore come Affari Tuoi, resti sempre un giovane di belle speranze. De Martino sta vivendo una condizione particolare: in questi due anni è riuscito a togliersi importanti soddisfazioni sul piccolo schermo, abbattendo anche una buona dose di pregiudizi. Il lieto fine, dal suo punto di vista, è già arrivato: il conduttore, ex ballerino, è riuscito a dimostrare di avere la stoffa e le qualità fondamentali per occupare determinati palcoscenici. Sia in tv che a teatro.
Stefano De Martino e il banco di prova dell’Ariston
Occorre, tuttavia, in ambito nazional popolare, qualcosa che sancisca questo definitivo passaggio di status. Una dimensione che possa stabilire, anche agli occhi degli addetti ai lavori, che De Martino sia effettivamente un punto fermo della tv italiana nella contemporaneità. Quel tipo di spettacolo in grado di far dire a tutti, ma proprio tutti: “De Martino non è più una scommessa da vincere, è diventato una conferma dello show business italiano”. Sanremo 2027 serve proprio a stabilirlo. Infatti l’entusiasmo iniziale per la nomina di De Martino a Direttore Artistico di Sanremo c’è stato: l’opinione pubblica aveva accolto bene il cambio di rotta.

Dopo Carlo Conti, era necessario cercare una novità che potesse sparigliare le carte. Il volto dell’access prime time di Viale Mazzini è sembrato essere l’uomo giusto al posto giusto. Le aspettative, anche sul piano della platea social, erano alle stelle. Oggi, a distanza di mesi da quella comunicazione sorprendente, il clima attorno a De Martino si è fatto più circospetto. Siamo passati dall’euforia iniziale allo scetticismo: “Ma sarà in grado di gestire un format come Sanremo?”; “È davvero pronto?”; “Può farcela oppure si tratta di un fuoco di paglia?”. Queste domande riecheggiano non solo sui social, ma anche a mezzo stampa.
I primi dissapori
Infatti qualcuno comincia a mettere alcuni paletti rispetto alle scelte di DM per il prossimo Festival della Canzone Italiana. In principio è stato il nome di Ema Stokholma a destare qualche perplessità: averla nella commissione di selezione dei brani ufficiali nella sezione nuove proposte della kermesse canora ha fatto saltare metaforicamente sulla sedia più di qualcuno. È troppo acerba, ha fatto per una vita la deejay, non è competente in materia. Questo si dice – anche sottobanco – rispetto a una figura che non avrebbe bisogno di presentazioni, ma ha avuto la “colpa” – secondo alcuni analisti e presunti esperti di musica – di non affrontare il percorso canonico di affermazione mediatica.

Stokholma arriva dal clubbing e, stando alle ultime rimostranze, non potrebbe giudicare il repertorio di proposte attuali perchè non possederebbe gli strumenti di conoscenza e le competenze per poterlo fare. Lo stesso si è detto sui The Jackal: ai quali nessuno ha chiesto di cantare, ma di condurre il PrimaFestival. La scelta è stata comunicata via social con un video tematico: “Credevate di essere stati scelti per la vostra professionalità? Io vi ho scelto solo perchè siete di Napoli”, ha scherzato De Martino.
L’annuncio dei The Jackal e la battuta su Napoli
Il motivo di questa battuta è da ricondurre alle polemiche, ulteriori, che sono state mosse al neo Direttore Artistico: “Li chiama solo perchè sono amici”, si è letto sui social. Alcuni organi di stampa, poi, hanno definito la decisione ufficiale come “passo falso”. Insomma, De Martino – in ottica Sanremo – sembrerebbe aver già finito la rendita. Il messaggio che sta passando, a livello mediatico, è che sta organizzando un Festival della Canzone Italiana come se fosse il circolo ricreativo dei suoi amici e conoscenti.
Una valutazione quantomeno azzardata e frettolosa, ma il neo conduttore e Direttore Artistico sa bene che non esisterebbe Festival senza polemiche. Allora non risponde ai detrattori, presunti ed effettivi, ma sfrutta la loro “aura” (per usare un gergo giovanile). De Martino utilizza ogni commento negativo e lo trasforma in battuta per fare l’annuncio ufficiale. È accaduto con i The Jackal, i quali sono stati al gioco, e siamo certi che le “citazioni illustri” non finiranno.
Stile, ironia e noncuranza
Il volto dell’access prime time di Raiuno viene trattato come un talento da plasmare, ma forse lui ha già capito tutto. In primis sa benissimo che gli haters (o presunti tali) vanno aggirati con solerzia e non attaccati direttamente. Infatti ha trasformato questa prima ondata polemica in spunto di narrazione televisiva e social. Uno switch non da poco, magari la rivoluzione del Festival è tutta qui: saper spegnere le frizioni con stile, ironia e un pizzico di noncuranza. Del resto chi ben comincia è a metà dell’opera.