Teo Teocoli e la forza di una battuta: la comicità come elisir per superare dolori e difficoltà
Il ritorno di Teo Teocoli a Che Tempo Che Fa ha dimostrato quanto la comicità sia un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi nei momenti difficili. L’artista, con la forza delle sue battute, dimostra che l’umorismo può diventare un balsamo contro le avversità.
Roger Rabbit, in un’opera cinematografica che ha fatto la storia del cinema, soleva dire che una risata è l’unica arma che ci rimane. L’usura del tempo continua a dargli ragione perchè quando passano gli anni e si deve fare i conti con i segni inevitabili dell’anagrafe (e non è possibile dribblare il calendario) l’ironia e il senso dell’umorismo diventano alleati principali. Non a caso Papa Francesco, per citare una delle personalità più influenti a livello contemporaneo, era riuscito a fare presa anche su chi non fosse credente dimostrando – nei momenti più bui – quanto fosse importante un sorriso genuino alle battute più spontanee.
Situazioni che ricorrono, davanti alla televisione, guardando l’ingresso di Teo Teocoli a Che Tempo Che Fa. L’occasione per parlare con Fabio Fazio era la presentazione del documentario diretto da Walter Veltroni, dal titolo L’assurda storia della Gialappa’s Band, in cui Teocoli è presente insieme ad altri colleghi illustri per tributare il trio più ironico della televisione contemporanea. La realtà ha portato all’attenzione della platea un artista che è riuscito a superare un momento di difficoltà durato tutta l’estate. Teocoli ha ammesso di non essere stato bene: una malattia, che non ha nominato, lo ha colto di sorpresa.
Teo Teocoli a Che Tempo Che Fa
In studio a Che Tempo Che Fa appare ancora piuttosto provato, ma in grado comunque di intrattenere un pubblico. A dimostrazione, citando un altro illustre del panorama artistico e letterario italiano, che chi sa ridere è il padrone del mondo. A Teocoli è sufficiente essere padrone della scena, così nel corso di una chiacchierata a Che Tempo Che Fa lo vediamo ripercorrere i momenti più significativi della sua carriera. Il noto comico torna a ridere e far sorridere il pubblico attraverso battute e aneddoti particolarmente godibili, anche con l’aiuto di Fabio Fazio che per l’occasione si è prestato a fargli da spalla.

Sembra per un attimo di rivedere le puntate di QCC. Quando i due colleghi e amici lavoravano fianco a fianco tra gag da architettare e siparietti da portare a termine. Poi la forza delle parodie, il potere salvifico delle imitazioni. Teocoli per più di mezz’ora è stato al centro della scena, dimenticandosi tutto il resto. Le sue vicende personali confermano che deve ancora trovare la forma migliore, come ha ricordato durante la chiacchierata sul Nove: “Sono in via di guarigione”.
L’essenza della comicità
La differenza, però, la fa sempre l’atteggiamento: il modo di porsi e la capacità di uscire fuori da un impasse. Magari anche più grande del previsto, ma una semplice battuta può rimettere le cose a posto. L’umorismo non è un medicinale, ma un balsamo che rende tutto possibile. Persino continuare a sperare di ritrovare il cipiglio dei tempi migliori. Il calendario non sfugge a nessuno, ma è ancora possibile dimostrare di riuscire a reggere gli urti della vita.
Un viaggio prosegue con la volontà di godersi ogni tappa e Teocoli ha capito che non c’è più tempo per esitare. Occorre tornare a essere genuini e caparbi. Così, in mezzo a una tv del dolore che non passa mai, le battute del comico pugliese cresciuto a Milano sono una sferzata necessaria per ribadire che le lacrime non servono a nulla in certi momenti. Neppure il racconto pietistico di una contemporaneità fallibile.
L’umorismo come maschera
Occorre rialzarsi: ciascuno con i propri strumenti e le proprie possibilità. La forza di un sorriso, tuttavia, non può mancare e riesce a rinvigorire anche la persona più pessimista e scoraggiata. Non è il caso di Teocoli che ha dimostrato alla platea televisiva di aver ancora tanto da dire e da fare. Ha avuto un momento di fragilità e questo, forse, lo ha reso ancora più autentico. L’umorismo è un’ancora di salvezza, ma anche una maschera che bisogna saper indossare. Soprattutto nei momenti in cui non ci sarebbe nulla da ridere.