Tutti pazzi per amore: la famiglia allargata sul piccolo schermo tra curiosità, buona musica e umorismo
Tutti pazzi per amore, nei primi anni del Duemila, ha cambiato il concetto di serialità televisiva. Il progetto ha ricevuto un importante riconoscimento alla Festa del Cinema di Roma, aprendo la strada a un possibile reboot.
Tre stagioni, una serie evento. Si è tornati a parlare, fra nostalgia e aspettative, di Tutti pazzi per amore. La fortunata serie Rai che nasce dal soggetto originale di Ivan Cotroneo. Il prodotto, targato Rai Fiction e Publispei, nasce televisivamente nel 2008 e prosegue fino al 2012 per un totale di 78 episodi complessivi nell’arco di tre distinte stagioni. Il titolo è tornato sulle prime pagine dei giornali grazie alla Festa del Cinema di Roma.
L’ultima edizione del concorso ha posto l’attenzione anche sulla serialità, mostrando quanto la Capitale d’Italia sia attenta a carpire le necessità degli utenti trasformandole in serie appetibili per il grande pubblico. Tutti pazzi per amore, nello specifico, ha precorso i tempi su molti aspetti. A cominciare dalla doppia regia, Riccardo Milani e Laura Muscardin, hanno fatto quel che oggi – in ambito seriale – è prassi ma per i primi anni del Duemila era ancora sinonimo di rivoluzione.
Tutti pazzi per amore, la serie che ha cambiato il concetto di fiction
Una supervisione artistica, garantita da Cotroneo e Bises – in qualità anche di headwriter – con la collaborazione di Monica Rametta, Stefano Tummolini ed Elena Bucaccio, per favorire il cambio di regia senza perdere di vista i valori e le peculiarità dell’intero prodotto. Una duplice visione dietro la macchina da presa agevola più prospettive di uno stesso intero. Motivo per cui la trama di Tutti pazzi per amore non favorisce soltanto una narrazione puntuale, ma anche una visione d’insieme precisa e senza alcuni tipo di fratture in ambito scenico e di scrittura. Legami che si saldano e linee narrative che si ampliano.

La serie comincia con le avventure di Paolo e Laura, vicini di casa con vite diverse unite da un particolare: lo stesso condominio dove vivono con i rispettivi figli. Il meccanismo è quello tipico di certi prodotti: gli opposti che finiscono inevitabilmente per attrarsi. Tra i due, infatti, nasce un amore. Vite separate, un unico sentimento. Questo porta alla necessità di unirsi e mettere in comunicazione due universi paralleli fatti di amici, genitori, zii, nipoti e accoliti.
La famiglia allargata protagonista sul piccolo schermo
Una famiglia allargata che porta sul piccolo schermo il concetto di cambiamento positivo senza dimenticare quanto sia difficile, ma anche appagante, ricostruire nuovi legami e relazioni non solo sul piano affettivo. A rendere dinamico e interessante tale incipit ci pensa un ritmo serrato con battute pungenti e performance attoriali di un certo livello. Emilio Solfrizzi e Stefania Rocca hanno saputo perfettamente vestire i panni della coppia perfetta che si lascia trascinare dal vortice amoroso con tutti gli intrecci e le conseguenze che implica.

Nel giro di 78 episodi si fa strada, anche questo un inedito per i primi anni del nuovo millennio, il concetto di musical. Un genere teatrale entra con garbo sul piccolo schermo caratterizzando le scene più intense del progetto. Tutti pazzi per amore, quindi, si trasforma in un ibrido convincente in grado di mescolare televisione, cinema e anche musical nella sua forma più tradizionale. Il giusto mix di ingredienti per condire un’avanguardia a cui ispirarsi.
Possibile ritorno in tv
A distanza di 14 anni dall’ultima puntata della serie, direttamente dall’Auditorium Parco della Musica di Roma, è partita la suggestione di un possibile ritorno televisivo. A lanciare la possibilità di una nuova serie, magari che riparta direttamente dai fasti del passato, è stato Emilio Solfrizzi. Uno dei protagonisti di Tutti pazzi per amore: “Sarebbe bello vedere cosa è successo a Laura e Paolo dopo tutti questi anni”. Parole che non sono esclusivamente frutto della malinconia.
Solfrizzi in un possibile progetto televisivo ci crede davvero, anche perché l’attore vanta una carriera teatrale pregevolissima. In televisione, invece, dopo i fasti del recente passato, è sparito dai radar. Il motivo di quest’oblio non se lo spiega davvero neanche lui. Il punto è che, però, i margini per tornare con un nuovo capitolo della fiction Publispei ci sarebbero.
L’idea di Emilio Solfrizzi
Recentemente infatti le reunion sul piccolo schermo non sono mancate: si comincia con i Cesaroni per poi arrivare alla possibilità di Un Medico in Famiglia. Il reboot non è stato ufficializzato, ma c’è un team di scrittura che sta lavorando al progetto. Tra il dire e il fare c’è di mezzo Rai Fiction che deve dare l’assenso, ma Solfrizzi si comincia a chiedere effettivamente perché non possa esserci spazio anche per un prodotto come Tutti pazzi per amore.
Il pubblico, eventualmente, sarebbe pronto a sostenere la serie: sui social non mancano le pagine dedicate che chiedono un ultimo giro di giostra. Un ritorno in tv delle vicende di Laura e Paolo per permettere agli affezionati di salutarli un’ultima volta. Il resto del cast della serie si è detto pronto all’ipotesi di tornare a vestire i panni dei personaggi più celebri, ora bisogna capire se davvero possono esserci i margini per trasformare l’ambizione in atto concreto.
Il successo in streaming
La Festa del Cinema di Roma ha premiato una serie intramontabile, infatti gli episodi – tra RaiPlay e Netflix – continuano ad avere un numero importante di visualizzazioni. Questo non basterebbe, tuttavia, a giustificare un nuovo orizzonte narrativo da coltivare: ci vorrebbe un’idea valida per riprendere le linee narrative senza stravolgere i valori di un progetto che ha saputo entrare nell’immaginario collettivo di molti.
Il tempo per pensare non manca, ma oltre ai pensieri servirà anche qualche certezza. Altrimenti le parole di Solfrizzi rischiano di essere portate via dal primo ponentino per magari tornare di moda fra un anno. Quando anche le più rosee previsioni saranno finite in archivio e la buona volontà potrebbe diventare un lusso. Anche le pazzie (per amore) godono di un tempo limitato, poi diventano ossessioni. Allora vorrebbe dire che, persino tornare a parlarne, sarebbe un onere che quasi nessuno vorrebbe più assumersi.