Home Notizie Sigfrido Ranucci, la Rai sospende il cronista per 10 giorni: le motivazioni del provvedimento e il prossimo futuro a Viale Mazzini

Sigfrido Ranucci, la Rai sospende il cronista per 10 giorni: le motivazioni del provvedimento e il prossimo futuro a Viale Mazzini

Sigfrido Ranucci aspetta di capire il proprio destino in Rai. Qualora dovesse vincere il ricorso presentato al Tribunale del Lavoro di Roma, dovrà tornare alla conduzione di Report. Il cronista, attualmente, è stato sospeso per 10 giorni dai vertici di Viale Mazzini.

7 Ottobre 2026 13:00

Un mese, il prossimo 8 novembre 2026 è segnato in rosso sul calendario. Un cerchio ideale che gli addetti ai lavori della Rai hanno messo attorno alla data che potrebbe simboleggiare la ripartenza. In primis di Report e poi di un metodo d’inchiesta portato avanti prima da Milena Gabanelli e poi da Sigfrido Ranucci. Quest’ultimo viene allontanato dalla conduzione del programma, a causa – anche se non ufficialmente – dei rapporti intrattenuti con il faccendiere Valter Lavitola. Autore dell’attentato subìto dallo stesso Ranucci un anno fa, quando hanno fatto esplodere un ordigno davanti casa sua compromettendo il veicolo del cronista con l’intenzione di creare scompiglio.

Ci sono riusciti, secondo Lavitola, che ha ammesso di aver organizzato l’attentato per favorire la carriera politica dell’amico e collega. Ranucci avrebbe voluto, invece, continuare a fare il suo lavoro. Da quel giorno, invece, è cambiato tutto e ogni cosa non è più tornata al proprio posto. Partendo da Report che, a oggi, vede due nuovi conduttori: Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi. Incarichi stabiliti perchè, secondo la Rai, Ranucci non sarebbe più in grado di essere imparziale dopo gli ultimi aggiornamenti dell’inchiesta e di quello che ormai la stampa italiana definisce affaire Lavitola.

Sigfrido Ranucci e il braccio di ferro con la Rai

Tuttavia i legali del cronista ed ex conduttore di Report affermano che il loro assistito, in questa vicenda, è da considerarsi parte lesa. Pertanto allontanarlo dal proprio incarico è una decisione prettamente politica, tale strategia difensiva è stata presentata anche al Tribunale del Lavoro di Roma, chiedendo la reintegrazione del giornalista presso il suo posto di lavoro. La Rai, però, non ha licenziato Ranucci: gli ha dato 3 alternative all’attuale ruolo che ricopre. Possibilità che il noto cronista non ha voluto accettare perchè ritiene siano compensazioni a un atto messo in scena per screditare una trasmissione come Report da sempre contro i giochi di potere di qualunque tipo.

Sigfrido Ranucci contro la decisione della Rai
Sigfrido Ranucci contro la decisione della Rai (Screenshot X) – TvBlog

La prima parte di questa intricata vicenda dovrebbe concludersi a giorni, dal momento in cui il Tribunale del Lavoro di Roma deciderà di esprimersi ufficialmente con una sentenza atta a decidere se il ricorso presentato dall’ex conduttore di Report sia effettivamente legittimo. Se così fosse, Ranucci dovrà essere immediatamente reintegrato e riprendere possesso della redazione del programma d’inchiesta di Raitre che riparte proprio l’8 novembre 2026. C’è, poi, la seconda parte di questa diatriba che vede Ranucci e Viale Mazzini sul piede di guerra. La Rai Radiotelevisione Italiana, infatti, ha recentemente sospeso Sigfrido Ranucci per 10 giorni.

Sospensione di 10 giorni

Il provvedimento non riguarda Report e il confronto che le parti dovranno risolvere con la collaborazione del Tribunale del Lavoro di Roma. Si tratta, in questo caso specifico, di condotta: Ranucci avrebbe adottato un comportamento scorretto in quattro occasioni distinte. In primis nel momento in cui avrebbe deciso di inviare alcune mail aziendali riservate a Valter Lavitola, in secundis quando ha scelto di denigrare pubblicamente i due nuovi conduttori di Report con parole inappropriate secondo i vertici della tv di Stato. Poi ci sarebbero altre due motivazioni ufficiali: la presunta pubblicazione di una conversazione privata con il Deputato del Movimento Cinque Stelle Dario Carotenuto e l’ingresso nella sede Rai (autorizzato dal conduttore e cronista) da parte dell’ex sindacalista della CISL Laura Cianfoni senza alcun confronto con l’azienda.

Sulle ragioni del provvedimento resta il condizionale perché le motivazioni non sono ancora state rese note, motivo per il quale Ranucci – con l’apporto dei legali di riferimento – ha presentato un altro ricorso formale. Quindi i ricorsi a indirizzo della Rai sono due per altrettante ragioni profondamente diverse fra loro. Due situazioni speculari che potrebbero cambiare il destino del presentatore e cronista nel giro di poche settimane. Alla finestra rimane anche Rai Radiotelevisione Italiana che aspetta di capire come comportarsi a seguito di possibili evoluzioni della vicenda agevolate dagli organi competenti.

Il ritorno di Report

Corsini, Direttore della sezione Approfondimento della Rai, ha ammesso pubblicamente che spera di non veder reintegrato Ranucci. Dimostrazione di quanto il clima, dalle parti di Viale Mazzini, sia rovente. L’8 novembre 2026 si avvicina, ma le tappe di questo percorso che porterà all’inizio della nuova stagione di Report sono sempre più complesse e intrise di variabili tutt’altro che gestibili. I palinsesti di rete subiranno l’influenza del corso degli eventi che, a oggi, passa inevitabilmente dal responso dei tribunali.