Michele Santoro si dimette dal Parlamento Europeo, e si prepara a presentarsi da Celentano a RockPolitik domani sera.
Santoro dunque non segue la strada tracciata da Biagi e Luttazzi e cede alla tentazione di ritornare in RAI, in quel set blindato e in diretta di Rockpolitik che dovrebbe garantirgli l’assoluta libertà di pensieri e parole.
Le dimissioni e il repentino ritorno in tv lasciano pensare a un collegamento fra le due cose, e in effetti dalla
fonte Ansa si legge che Santoro avrebbe meditato da tempo di lasciare la politica per ritornare al suo vero lavoro, quello del giornalista televisivo.
Ora, se la cosa può far piacere dal punto di vista dello spettatore, ne fa meno, di certo, dal punto di vista dell’elettore. Ma il discorso si farebbe politico e forse non merita di essere approfondito. Forse.
giuda
19 ott 2005 - 17:10 - #1Santoro in rai non può tornare! Non bastano neanche le dimissioni…
giuda
Claudio
19 ott 2005 - 17:43 - #2Mi dispiace ammetterlo ma ci sono persone che, seppur per la maggior parte delle persone e della stampa, sono considerati come punti di riferimento vuoi perchè si promuovono come garanti della lbertà di espressione, vuoi perchè promettono una serie di cose in campagna elettorale, nella realtà fanno tutto altro. E’ il caso del giornalista Santoro che non solo piega la schiena che per i giornalisti dovrebbe essere dritta andando in un programma televisivo non certo per denunciare fatti concreti ma immagino solo per screditare l’attuale governo, ciò intendiamoci è leggittimo farlo anche se visto che si tratta di un servio pubblico è bene che ci sia anche una controprova per far valere le tesi dell’accusato; ma si dimette dal suo posto di europarlamentare eletto leggittimamente dagli elettori per fini che posso immaginare non siano molto onorevoli.Era doveroso per Santoro finire il suo mandato a Bruxelles e invece ha scelto di lasciare tutto e andare in una trasmissione televisiva incitando alla violenza nel sistema bipolare. ai posteri l’ardua sentenza
marco
20 ott 2005 - 10:12 - #3Ritengo che i giornalisti, come i magistrati, abbiano il dovere di non schierarsi pubblicamente e, quando questo accade, di non tornare ad esercitare la loro professione.Purtroppo Santoro era schierato quando diceva di non esserlo, lo è giustamente stato quando venne eletto all’Europarlamento, ed ora cerca di riaffrancarsi come difensore della libertà di opinione in una televisione che, secondo lui, non è più di qualità da quando l’ha lasciata orfana. Sono stanco di questi personaggi che vogliono indicarci la via, considerandoci non in grado di pensare con la nostra testa, dicendoci dove è il solo bene e dove è il solo male. Un solo dubbio rimane: al posto di Santoro all’Europarlamento adesso chi ci manderanno, Travaglio?
Nick
20 ott 2005 - 11:11 - #4Scusate, ma chi l’ha detto che “i giornalisti non devono schierarsi pubblicamente”? Lasciamo perdere l’improprio parallelo con i magistrati: il giornalista - per definizione - è un soggetto che assolve al proprio ruolo pubblico attraverso una posizione intellettuale… altrimenti rimane uno “speaker”. Non credo esista un solo caso storico di operatore dell’informazione che sia riuscito ad onorare la propria carriera inseguendo l’utopia dell’equidistanza, sbandierata da questo governo solo per tacciare (addirittura di “invidia nei confronti della ricchezza di Berlusconi”… che tristezza!) mostri sacri come Montanelli, Biagi e lo stesso Bocca. Il problema - semmai - è l’opposto: una società matura democraticamente e culturalmente dovrebbe offrire ai propri cittadini tutti gli strumenti (anche se inevitabilmente “di parte”) per soddisfare tutte le sfaccettature dell’informazione: come opera un Emilio Fede - baluardo paradossale dell’onnipotenza berlusconiana - dovrebbe, sull’altro piatto della bilancia, poter esercitare liberamente un Santoro. Io pago regolarmente il canone, non ho votato per questa attuale maggioranza e credo che l’allontanamento - solo con motivi pretestuosi e chiaramente politici - di alcuni personaggi dal servizio pubblico sia stato un atto incostituzionale e di estrema miseria culturale, percepito paradossalmente molto di più all’estero (lo scivolamento dell’Italia a posti infimi, per quello che riguarda la libertà di stampa, sta attualmente molto più a cuore agli americani, o ai francesi, che ai nostri connazionali). Il famigerato “proclama bulgaro” con il quale vennero ufficialmente dichiarati “sgraditi al sovrano” Luttazzi, Biagi e Santoro è stato una vergogna nazionale, da ascrivere negli annali delle piccinerie italiche e degna della peggiore Bolivia, quasi quanto il “contratto con gli Italiani” firmato sullo scranno di Bruno Vespa - definito magistralmente da Grillo “chi striscia non inciampa” - e poi seguite dalle audizioni assolutorie del mafioso (fino al 1980: sentenza definitiva) Giulio Andreotti: meglio deduco, quindi, Porta a Porta, fulgido esempio della “informazione non faziosa” (meglio occuparsi della Franzoni che di Dell’Utri, o della liposuzione che di Fazio…)?
O vogliamo ancora credere che l’informazione, come le banche e “i centri di potere”, siano in mano “alla sinistra”? Comincio ad esserne stufo, soprattutto come cittadino…
Peppe da Siracusa
20 ott 2005 - 22:13 - #5Mi dispiace ma siamo stufi di questa politica, della rissa, dello sfottimento continuo, sig. Celentano, Lei e La politica Italiana avete perso un occasione per rivalutarvi, per ottenere quella fiducia e credibilità che Noi Italiani abbiamo bisogno.
W Veltroni, W Casini.
Peppe
sefer
21 ott 2005 - 14:14 - #6Sono tanti coloro che in queste ore avanzano dubbi sulle scelte fatte da Michele Santoro. Prima di tutto sulle sue dimissioni da parlamentare europeo. Si ritiene ciò un tradimento nei confrontii degli elettori che hanno voluto dargli la loro delega.
Ma per riuscire a capire veramente, davanti a questa categoria di comportamenti così speciali (di Santoro, Celentano ma non solo), dovremmo riflettere sul come mai in Italia sia necessario “televisivizzarsi” per entrare nell’agenda della discussione nazionale.
Di sicuro nessuno può negare che il ruolo giocato dalla televisione nel dibattito nazionale è enorme.
Forse si dirà che Santoro è un giornalista televisivo che non va per il sottile. Che non rispetta le regole del confronto civile.
Ma questo lo possiamo dire anche di Enzo Biagi? Biagi è stato associato nelle sue vicende televisive ad altri due signori che poco hanno a che spartire con lui. L’unica cosa che li accomuna è il mezzo usato. Infatti Biagi è libero di scrivere dove vuole e ciò che vuole. I suoi guai sono cominciati quando si è occupato di televisione.
Ma allora la televione è proprio determinante nelle vicende degli italiani, che si tratti del presidente del consiglio (chiunque egli sia) o di un qualunque individuo, un “Biagisantoroluttazzi” qualsiasi.
Se è così, e sembrerebbe proprio che di questo si tratta, bisogna ricordarsene sempre. Anche quando si parla di liberta di stampa e di controllo dei mezzi comunicazione di massa. In particolar modo della Tv, giacchè la gran parte degli italiani non è più in grado di seguire un ragionamento su un libro o su un giornale stampato su carta.
Se risalissimo a ritroso, e questo è conseguentemente più difficile per gli italiani in quanto la televisione non permette la sedimentazione della memoria storica, vedremmo che la questione è sorta con la nascita stessa della televisione in Italia.
Chi si ricorda la RAi di Bernabei (ancora oggi all’opera, vedi Lux film ed il San pietro che sta per andare in onda), chi si ricorda l’applicazione del manuale Cencelli alla lottizzazione televisiva e la conseguente esclusioone di certe forze politiche, chi si ricorda gli inizi del Mixer di Minoli: i forti primi-piani di Bettino Craxi?
Non si può far finta che la scelta dei palinsesti, delle inquadrature, delle luci, dei titoli di un TG siano estranei alla politica.
Al giorno d’oggi sembrerebbe che di tutto ciò sia rimasto in piedi solo l’apparato della vecchia TeleKabul. Ma è veramente così? Non è forse più corretto fare uno sforzo di ricomposizione storica.
Che ognuno trovi il proprio per corso dei ricordi. Ma ricordi.
michele
13 mag 2006 - 18:51 - #7Andate nella sezione l’anti-Grillo del sito web
www.fottilitalia.com
il sito antitaliano per eccellenza
gianna
02 giu 2007 - 17:42 - #8Altro che “Vergogna Bagnasco”!!! Vergogna Rai, Cappon Santoro e soci!Vergognatevi! Non vi interessano i MINORI ABUSATI, vi interessa essere contro il Papa, i sacerdoti e la Chiesa!