La Nuova Squadra: a Sperandeo non convince troppo, Taricone ci paga il mutuo

sperandeo bonettiLa Nuova Squadra, che vi ha puntualmente presentato Malaparte, fa il suo esordio su Raitre (mentre su Canale 5 si danno battaglia le due squadre di Amici). Cambia tutto e il primo ad accorgersene, a malincuore, è Tony Sperandeo, una delle poche vecchie leve sopravvissute al cambio della guardia:

"Quest'anno è cambiato tutto, forse troppo. Solo io e altri due attori delle vecchie edizioni ci siamo salvati. E io mi sono incazzato. Credo di essere un bravo attore, fra i migliori d'Italia, e non mi va che nelle prime puntate, per lanciare i nuovi protagonisti (Rolando Ravello, il Pantani di Raiuno, e Pietro Taricone, ndr), si sacrifichino quelli della vecchia guardia come me".

Quando - sempre quelli di Vanity Fair si intende - gli chiedono se lo convincono i nuovi attori, domanda lui per primo, provocatoriamente, chi siano:

"Diciamo che Taricone mi somiglia, c'è. Ha un suo peso. Ravello, invece, deve immedesimarsi nella parte. Come persone non li conosco: in due mesi di lavorazione non siamo mai andati a cena insieme. Prima, con i colleghi dell'altro cast, la sera andavamo spesso fuori. A me, comunque, non va giù un'altra cosa. Non mi piace che la serie parta con dissapori e contrasti fra i poliziotti, roba tipo Serpico. Facciamo servizio pubblico e, secondo me, i buoni devono stare da una parte, i cattivi dall'altra... Spero che Raitre creda davvero in questo progetto".

Anche Taricone non ama i giri di parole e preferisce la schiettezza: l'opportunità di entrare in un progetto come La Squadra è data soprattutto dal valore aggiunto di pagarsi il mutuo. Come se non gli fosse bastato il lauto cachet come opinionista de La Stalla, aggiungerebbero i più maligni:

"Perché ho accettato di far parte della nuova Squadra? La risposta scontata è per il bel soggetto, quella vera è per il bisogno di lavorare, ho un mutuo di 25 anni da pagare. Ho detto sì per la grande occasione di reddito, io ho un mutuo da pagare e le cose in questo Paese mi sembra che non vadano molto bene".

In più, egli non esclude la possibilità di usare un marchio vincente come questo, in una rete altrettanto rinomata, per far passare dei messaggi positivi contro la corruzione della politica italiana. Al di là dell'etichetta di icona del Grande Fratello, sono in molti a riconoscere la sua credibilità sul set. Vedremo se questa volta riuscirà a lasciare il segno, visto che finora, tra Codice Rosso e Crimini, non si può dire che abbia mai svoltato.

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