Home Notizie Zelig On sulle orme dello Zelig Cabaret: storia e tradizione della comicità italiana dai locali al palcoscenico

Zelig On sulle orme dello Zelig Cabaret: storia e tradizione della comicità italiana dai locali al palcoscenico

Zelig On ripropone un format già presente negli anni scorsi che si basa sulla comicità nuova pronta a emergere. L’arte di sorridere e far sorridere comincia nei locali e arriva al palcoscenico.

23 Novembre 2025 13:39

Zelig On arriva su Italia Uno a partire dal 23 novembre 2025. Paolo Ruffini, con Lodovica Comello e Ale e Franz, cercherà di portare il sorriso su Mediaset – dopo l’esperienza di Colorado – con un format rodato che trova nuova linfa. Zelig, ormai, è un brand affermato che contiene comici molto validi e arriva il televisione grazie al successo della formula con Bisio e Incontrada alla conduzione. In principio furono Bisio e Hunziker, poi ci fu la parentesi Bisio e Cortellesi.

La vis comica, però, non è mai mancata perchè far ridere è un’arte e dalle parti di Milano – anche, ma non solo – c’è chi lo sa fare bene. I comici o gli aspiranti tali, prima di arrivare alla ribalta, passavano dallo Zelig quando ancora non era una trasmissione. Lo Zelig Cabaret, infatti, nasce da quel che resta del Derby Club.

Dal Derby Club allo Zelig Cabaret

Quest’ultimo era un locale noto per far esibire chi voleva fare del saltimbanchesimo una ragione di vita: chi amava far ridere la gente, al punto da crederci davvero fino a volerne fare un mestiere, si esibiva lì. Non era un semplice locale: si trattava di un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove la gente consumava, parlava, si confrontava ma soprattutto voleva divertirsi. Allora, tra una consumazione e l’altra, c’erano i comici che si esibivano con monologhi e pezzi che sceglievano di fare.

Area Zelig, una foto di gruppo dei comici allo Zelig Cabaret
I comici dello Zelig Cabaret in una foto di gruppo (sito ufficiale Area Zelig) – TvBlog

L’esito poteva determinare una nuova carriera, oppure segnare per sempre chi aveva determinate velleità. Dal Derby Club sono uscite fuori personalità come quella di Diego Abatantuono, Mauro Di Francesco, detto Maurino, Giobbe Covatta, Aldo Baglio e Giovanni Storti che successivamente diedero vita al trio che tutti conosciamo con Giacomo Poretti. Senza contare i vari Massimo Boldi, Giorgio Faletti e Giorgio Porcaro.

I locali come vetrina

Tutte personalità che hanno sfondato fra grande e piccolo schermo e ricordano il Derby Club come una scuola di vita non indifferente. Paolo Rossi, altro comico di spicco che ha fatto della satira sociale e del teatro il proprio vessillo, ha detto: “Esibirsi al Derby Club era come il Battesimo del fuoco. Se andava bene lì, potevi sperare di avere un futuro anche altrove”.

Derby Club Milano, vetrina della comicità italiana dal 1959 al 1985
Derby Club Milano, vetrina della comicità italiana dal 1959 al 1985 (Wikipedia profilo ufficiale) – TvBlog

In quel locale, dal ’59 all’85, passava chiunque. Produttori, registi, addetti ai lavori del mondo dello spettacolo alla ricerca del nome nuovo. La star da ingaggiare. Il Derby Club era una vetrina illustre, diventata poi centro nevralgico di un certo tipo di arte. Sulle “ceneri” di quel locale, nacque lo Zelig Cabaret. Un posto può chiudere per diverse ragioni, ma le emozioni che lo hanno animato non vanno a finire in soffitta.

“Zelig Republic” e la nascita di una nuova comicità

Dunque, come racconta il cantautore milanese Giangilberto Monti, all’interno del libro Zelig Republic: “Il locale nasceva dalla stessa esigenza che c’era al Derby, ma in un mondo diverso da quello che ruotava attorno al Derby. Si respirava arte, si discuteva di quello che stava accadendo e lo si riportava su un palco grande quanto il salotto di casa. Sperimentazione allo stato puro, non esistevano mediazioni. L’unica droga imperante era il biliardino, i panini e qualche birra”.

Gli anni di quella che veniva (e viene) definita Milano da bere presentavano l’alternativa di un movimento comico nascente che aveva, come cifra stilistica, un sorriso cinico, ma non cattivo per descrivere i cambiamenti della società. L’avvento delle reti private, poi, ricercava una leggerezza da portare alla ribalta sul piccolo schermo. Lontano dalla banalità, vicino all’estro e il talento.

Da Diego Abatantuono a Massimo Boldi, fino a Claudio Bisio

In questo contesto nacquero alcune delle maschere comiche che conosciamo oggi a teatro e al cinema. L’evoluzione artistica procedeva sulle orme di Jannacci, Pozzetto, Gaber e Boldi per andare a toccare altre vette: da Abatantuono a Faletti, fino a Di Francesco, Rocco Tanica, Claudio Bisio, Aldo Baglio, Giovanni Storti, Elio Belisari e Paolo Rossi. I colori dell’umorismo erano vari, comune però restava la voglia di fare la differenza partendo da un palco.

Il locale Zelig Cabaret è stato chiuso, ma quello che rappresenta vive ancora e risiede 50 metri dopo la storica sede di Viale Monza 140. Oggi prende il nome di AreaZelig e i comici proseguono a cercare fortuna e ribalta proprio come accadeva tra fine anni Ottanta e metà anni Novanta. La televisione, poi, dal 1996 ha fatto il resto.

Area Zelig e Mediaset

Zelig è diventato quello che conosciamo oggi: un brand attendibile che vuol dire garanzia di qualità artistiche e capacità importanti. Le nuove leve della comicità vengono prese ancora dai palchi più importati e dall’Area Zelig di Viale Monza. Prima di arrivare su Canale 5, al cospetto di Bisio e Incontrada, però c’è un passaggio intermedio. Attualmente rappresentato dalla partecipazione a Zelig On. Fino a qualche anno fa, questo contenitore si chiamava Zelig Off e veniva portato in seconda serata.

Lo hanno condotto personalità del calibro di Raoul Cremona ed Enrico Bertolino, passando per Giorgia Surina e Teresa Mannino, fino alla versione più recente con Federico Basso. Tornando alla stretta attualità, invece, il laboratorio di comici diventa un format che anticipa la versione classica di Zelig approdando su Italia Uno.

Zelig On arriva su Italia Uno

L’obiettivo, però, è lo stesso: cercare di fare la differenza per arrivare alla ribalta. Dal Derby allo Zelig è cambiato molto, a partire dalla storia di Milano e dell’Italia, ma la necessità di far ridere e riflettere (anche con un sorriso amaro) non è mai andata via. Paolo Ruffini e Lodovica Comello sono pronti a raccogliere quell’eredità lì, non solo in nome dello Share ma anche ricordando tempi passati che – sotto certi aspetti – risultano ancora tremendamente attuali.