WandaVision, l’attesa è finita: ecco cosa c’è da sapere sulla nuova serie di Disney+

La prima serie tv dei Marvel Studios su Disney+ promette di essere innovativa anche nei linguaggio, unendo il classico alla fantasienza

Nel Marvel Cinematic Universe, quel mondo (o meglio, appunto, universo) che racchiude tutti gli intrecci possibili ed immaginabili dei supereroi Marvel e di chi ruota intorno ad essi, WandaVision rappresenta alcune prime volte. Innanzitutto, è la prima serie tv dei Marvel Studios ad arrivare su Disney+ (l’appuntamento è per domani, 15 gennaio 2021, con un episodio a settimana; in tutto sono nove); è anche la prima serie della cosiddetta “Fase Quattro” del sopra citato Mcu, ma anche la prima serie che tenta qualcosa di davvero inedito sia per la Marvel che per il piccolo schermo.

Il mistero intorno alla trama di WandaVision

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Inutile cercare di spiegare la trama di WandaVision, semplicemente perché Disney+ la sta abilmente mantenendo il più top secret possibile. Ecco quello che sappiamo: la serie parte dopo gli eventi di “Avengers: Endgame” ed ha come protagonisti Wanda Maximoff e Visione, personaggi già visti sul grande schermo interpretati rispettivamente da Elizabeth Olsen e Paul Bettany.

I due, ora, iniziano la loro vita insieme, finendo a Westwiew, in una dimensione che riporta il pubblico indietro nel tempo, fino all’America degli Anni Cinquanta. La loro vita, da subito, viene raccontata come fosse la trama di una sit-com: Wanda deve cercare di nascondere i propri poteri agli occhi dei vicini di casa, mentre deve adattarsi alla vita di brava casalinga, mentre Visione nasconde la sua vera natura di sintezoide, metà robot e metà uomo.

“Le immagini sono in bianco e nero e loro due sono assolutamente adorabili”, rivela la sceneggiatrice capo Jac Schaeffer. “Sono pazzamente innamorati e non c’è un solo suggerimento che ci riporti alla mente gli Avengers o il resto dell’Universo Cinematografico Marvel”.

“Si preoccupano di nascondere i loro poteri ai nuovi amici e vicini”, aggiunge il regista di tutti e nove gli episodi Matt Shakman, “ma quando vengono spinti a svelare qualcosa in più sul loro passato, si bloccano. In quel momento iniziamo a capire che le cose non sono esattamente come sembrano”.

La centralità della sit-com

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Sebbene la trama sarà più chiara episodio dopo episodio, di certo c’è che in WandaVision il riferimento al mondo delle sit-com non è stato preso sottogamba: i protagonisti, nella dimensione in cui si trovano, vivranno differenti epoche e, con esse, si adatteranno a seconda degli stili, costumi e colori delle produzioni seriali di allora.

“Fin dall’inizio, per noi era importante evitare la parodia”, ammette Shakman. “Abbiamo studiato il tono e lo stile di ciascuna epoca. Volevamo assicurarci che gli attori imparassero il linguaggio di tutti questi stili differenti. Dunque, prima di iniziare le riprese, abbiamo dato vita a un campo di addestramento per le sit-com con tutto il cast. Abbiamo guardato svariati episodi di vecchie serie e abbiamo sperimentato diversi stili per comprendere la fisicità e il linguaggio di ogni epoca”.

WandaVision“Matt ci ha condotto attraverso un corso intensivo di sit-com”, afferma Olsen. “Abbiamo guardato episodi di determinate serie che avevamo scelto come punto di riferimento per ciascun decennio. E, come farei per qualsiasi film ambientato in un’altra epoca, ho lavorato sui cambiamenti del linguaggio e sulle movenze fisiche di ciascun periodo”.

“Sono andato a pranzo con il grande Dick Van Dyke e Kevin Feige prima di dare inizio alla produzione di WandaVision”, aggiunge Shakman. “È stata un’esperienza bellissima che mi ha permesso di scoprire come era stata affrontata la produzione del suo show, che è stato di grande ispirazione per il primo episodio della nostra serie”.

A proposito del primo episodio di WandaVision, proprio per dargli il giusto imprinting è stato deciso di girarlo davanti al pubblico, proprio come nelle più classiche delle sit-com: “È meraviglioso”, conclude il regista, “rendersi conto che, quando metti gli attori di fronte a un pubblico, il materiale viene arricchito dall’adrenalina, dall’entusiasmo e dalla comunicazione che si viene a creare tra l’attore e il pubblico stesso”.

Il cast di WandaVision

Volti già noti al pubblico ed altri nuovi, che il pubblico imparerà a conoscere anche nei prossimi progetti Marvel, popolano WandaVision. A partire dai due protagonisti, Elizabeth Olsen e Paul Bettany. “Wanda e Visione hanno sempre avuto un legame innato e implicito fin da ‘Age of Ultron'”, ha detto Olsen, che aveva interpretato Wanda per la prima volta proprio nella pellicola del 2015 ed, un anno dopo, in “Captain America: Civil War”. “In WandaVision li vediamo sperimentare per la prima volta la vita domestica, per quanto possibile. Li vediamo sperimentare le gioie e le complicazioni della genitorialità, mentre allo stesso tempo tentano di sconfiggere la segretezza e la diffidenza… ma alla fine si ritrovano sempre uniti da un legame comune, da un rapporto di rispetto e da un amore incondizionato”.

“È una bellissima scatola a incastri che pian piano inizia ad aprirsi”, afferma Bettany, che ha debuttato nel Mcu dando la voce a J.A.R.V.I.S. in “Iron Man” e poi interpretando Visione in “Age of Ultron”. “Anche se il trailer appare folle e caotico, ogni cosa ha una ragione. Ci sono strati su strati”.

Oltre a loro, rivedremo Monica Rambeau, figlia di Maria, la migliore amica di Carol Danvers. Il personaggio, introdotto in “Captain Marvel”, sarà ancora una volta interpretato da Teyonah Parris. Randall Park, invece, sarà ancora Jimmy Woo (già visto in “Ant-Man and the Wasp”) e Kat Dennings tornerà ad essere Darcy dopo “Thor” e “Thor: The Dark World”. Al debutto, invece, il personaggio di Agnes, la vicina di casa ficcanaso (come in ogni sit-com che si rispetti) interpretata da Kathryn Hahn.

Scenografie, costumi, gli effetti speciali e le musiche

WandaVisionPer raccontare le differenti epoche delle sit-com americane, era necessario adattare anche il mondo circostante. Da qui la necessità di cambiare le scenografie a seconda del periodo storico in cui era ambientato l’episodio, così come di rivedere i costumi dei personaggi a seconda degli anni, passando dal bianco e nero ai colori sgargianti degli anni Settanta.

Non da meno, gli effetti speciali: per i primi tre episodi sono state usate le tecniche che si utilizzavano nelle varie epoche: “Abbiamo utilizzato oggetti di scena manovrati con cavi, tagli nella pellicola ed effetti di riavvolgimento”, ha rivelato la Vfx Supervisor Tara DeMarco. Ovviamente, le più avanzata tecnologia di oggi ha permesso di rendere il tutto più bello e gradevole.

WandaVisionInfine, le musiche: ad Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez il compito di creare le canzoni originali della serie, mentre Christophe Beck si è occupato della colonna sonora. “Prima di iniziare a scrivere qualsiasi cosa”, rivela Lopez, “abbiamo deciso di trovare un motivo che unificasse tutte le canzoni, dato che c’erano tanti stili e melodie diverse. Abbiamo trovato un tema composto da quattro note che è diventato una sorta di biglietto da visita di WandaVision: è facilmente identificabile in ogni canzone e funziona con tutti gli stili. Una volta trovato questo motivo, il processo è stato molto fluido. È stata onestamente una delle esperienze lavorative più divertenti che abbiamo mai avuto”.

Beck ha invece spiegato che le musiche originali sono state eseguite utilizzando gli strumenti più in voga nelle varie epoche: dai complessi musicali orchestrali ridotti al pop-rock: “È stato divertente anche trovare dei modi per connettere tra loro colonne sonore che abbracciano un’ampia varietà stilistica nell’arco di tutti gli episodi. Man mano che la serie si sposta attraverso i decenni, la musica diventa più presente”.