US Open 2025, Sinner-Alcaraz: la resa dei conti a New York. Orari e programmazione TV
Sinner sfida Alcaraz nella finale degli US Open, terzo Slam consecutivo in un duello che segna l’era del tennis moderno e che dovrà definire anche la leadership del ranking mondiale
Non è più una semplice rivalità, ma una vera e propria saga sportiva che definisce il presente e il futuro del tennis. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz tornano uno di fronte all’altro nella finale degli US Open, a New York, per il terzo Slam consecutivo.
US Open finale, Sinner e Alcaraz
Dopo Roland Garros e Wimbledon, il Centrale dell’Arthur Ashe diventa il teatro di una sfida che ha già assunto i contorni del mito. Un duello che va oltre il risultato: è l’eterna contrapposizione di stili, mentalità e strategie.
Il percorso di entrambi non è stato privo di ostacoli, ma la sensazione è che la finale fosse già scritta. Sinner ha superato le difficoltà fisiche con lucidità, mentre Alcaraz ha mostrato ancora una volta la sua capacità di alzare il livello nei momenti decisivi. Il loro tennis, diverso e complementare, rende ogni scambio un piccolo racconto.
I precedenti e la bilancia del cemento
Il bilancio complessivo pende dalla parte di Alcaraz: lo spagnolo guida 9-5 nei confronti diretti, con un chiaro vantaggio sul cemento (sei successi a due). Jannik Sinner però, ha dimostrato di saper colmare il gap: basti pensare ai trionfi di Miami e Pechino, arrivati con prove di maturità e freddezza.
Il cemento di Flushing Meadows, storicamente favorevole a Carlos, può comunque trasformarsi nel palcoscenico perfetto per un colpo d’autore del tennista altoatesino. La condizione fisica, la gestione mentale e la capacità di reggere scambi lunghissimi saranno i fattori decisivi.
Sinner vs Alcaraz sfiida tecnica e mentale
Sinner–Alcaraz non è solo il duello più atteso: è un contrasto di estetiche. La linearità devastante di Jannik Sinner contro l’improvvisazione organizzata di Carlos. Il match si gioca qui: orima palla e primi due colpi. Se Jannik tiene alte percentuali e fa male con il dritto di uscita, Alcaraz dovrà rincorrere più spesso in difesa laterale, dove Sinner sa inchiodarti al ritmo. Il ritorno sul kick esterno di Alcaraz da destra. L’azzurro, anche in semifinale, ha trasformato la risposta in un colpo di pressione: se riesce a togliere comfort al servizio di Carlos, il campo si accorcia.
E poi varianti e tempo. La capacità dello spagnolo di spezzare il metronomo con palla corta e slice è l’antidoto naturale al pressing dell’italiano: qui conterà l’anticipo di Sinner sulle smorzate e la scelta dei tempi per venire avanti.
E infine la gestione dei turni lunghi. Nelle maratone di scambio, Jannik oggi è più parco e selettivo: quando accetta la lotta, lo fa per guadagnare campo, non per restare a braccio di ferro. Se il match deraglia nel caos creativo, il barometro pende verso Carlos; se resta su traiettorie pulite e profonde, l’inerzia premia Sinner.
C’è poi la questione psicologica. Entrambi hanno ormai confidenza con i palchi più alti: la differenza, spesso, è nel “quando” accelerare. L’azzurro dovrà proteggere i propri game a inizio set (per non concedere inseguimenti) e colpire in risposta attorno al settimo-ottavo gioco, la zona dove spesso mette il break. Sempre che il fisico regga per entrambi e che non ci siano problemi su un campo spesso devastante proprio per le tossine che produce e che turno dopo turno si sono accumulate.

Sinner vs Alcaraz vale anche per la numero #1
La finale tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz raddoppierà il suo valore perché significherà per chi vincere anche essere leader della classifica mondiale ATP. Sinner è leader dal giugno 2024 e dunque da 65 settimane. Dei 29 n. 1 della storia (dal 1973), solo altri quattro sono durati almeno 52 settimane nel loro periodo di debutto: Roger Federer, Jimmy Connors, Lleyton Hewitt e Novak Djokovic. Sinner è arrivato alla finalissima concedendo solo due set, uno a Shapovalov e uno in semifinale a Auger-Aliassime. Alcaraz nemmeno quelli…
Lo spagnolo è diventato notoriamente il più giovane mondo n. 1 della storia a soli 19 anni, quando ha battuto Casper Ruud nella finale del 2022 e fino ad oggi ha trascorso un totale di 36 settimane al n. 1.
Dove e quando vederla
La finale degli US Open si giocherà domenica 7 settembre alle ore 20 italiane (a New York saranno le 14) sull’Arthur Ashe Stadium di Flushing Meadows. Un appuntamento imperdibile che sarà trasmesso in chiaro su diversi canali di Sky Sport e su Supertennis (canale 64 del digitale terrestre), con telecronaca diretta, interviste e approfondimenti. In streaming il big match sarà visibile su SuperTennix e su NOW TV, piattaforme che garantiranno anche repliche e on demand.
Sabalenka regina dello US Open femminile
Ieri intanto lo US Open ha eletto la sua regina: la top seeded e campionessa in carica Aryna Sabalenka ha riconquistato il titolo in una rara vittoria back toi back battendo l’americana Amanda Anisimova, 6-3, 7-6 (3), per diventare la prima donna a vincere due titoli singoli consecutivi a Flushing Meadows da Serena Williams nel 2014.
Sabalenka si riconferma anche numero #1 del ranking WTA e conquista il suo primo major stagionale dopo le sconfitte in finale agli Australian Open e al Roland Garros, si tratta per lei del quarto titolo Slam in carriera.
Nel doppio maschile vittoria di Marcel Granollers, Spagna, e Horacio Zeballos, Argentina nella finale contro Salisbury e Skupski conquistando così due Slam stagionali al termine di una partita intensissima, in rimonta e annullando ben tre match point ai loro avversari quando sul 4-5 nel terzo set si sono ritovati sullo 0-40. Finisce: 3-6 7-6 7-5. Nel doppio femminile vittoria di Dabrowski-Rutcliff, che in semifinale avevano eliminato le nostre Errani e Paolini, 6-4 6-4, su Siniakova-Townsend