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Rinviata l’assemblea degli azionisti Rai, chiamata ad approvare il bilancio. Slitta la nomina del prossimo presidente e ad

Con il rinvio della convocazione dell’assemblea degli azionisti, si rallenta il rinnovo del consiglio d’amministrazione Rai. Ecco le prime reazioni

Il rinnovo dei vertici Rai è al momento uno dei temi caldi a viale Mazzini, ma non solo: nelle ultime settimane l’argomento è sempre più al centro dell’agenda politica, anche se non pare destinato a trovare nell’immediato una soluzione, soprattutto per quanto riguarda la nomina del presidente e dell’amministratore delegato della tv pubblica. È notizia delle ultime ore che, su richiesta del governo, l’assemblea degli azionisti Rai è stata rinviata al 30 giugno, data fissata per la prima convocazione. Il giorno individuato rappresenta il termine ultimo, secondo lo statuto della tv di Stato, per approvare il bilancio, compito che spetta proprio all’assemblea degli azionisti, dopo che questo ha già ottenuto il via libera da parte dell’attuale consiglio d’amministrazione.

L’attuale cda, che ha espresso nell’ultima seduta un giudizio favorevole sul piano di fattibilità per la realizzazione di una nuova sede a Milano presso il Portello, delibera che sta facendo discutere parecchio la politica, si ritroverà ad essere in carica quindi almeno fino a mercoledì 30 giugno, quando l’assemblea degli azionisti dovrebbe approvare il bilancio, con un ritardo di più di venti giorni rispetto alla data inizialmente prevista, ovvero martedì 8 giugno.

L’Usigrai (Unione sindacale Giornalisti Rai), in una nota a firma congiunta con la Federazione Nazionale Stampa Italiana, definisce tale slittamento come un’operazione volta a “trovare la quadra su come occupare e lottizzare” il Servizio Pubblico da parte dei partiti, che lascerebbero però l’azienda “nel pantano”. Vittorio Di Trapani, segretario nazionale dell’Usigrai, chiede di “spiegare pubblicamente i motivi del rinvio”, mentre Riccardo Laganà, attuale membro del cda Rai per i dipendenti (in corsa anche per un secondo mandato), rivendica il lavoro svolto dal consiglio d’amministrazione in carica che “ha rispettato i tempi e le procedure per il rinnovo del componente interno”.

Non manca neanche la reazione della politica: Michele Anzaldi, membro della Commissione di Vigilanza Rai, pone tramite un tweet diversi interrogativi:

Chi ha deciso questo dannoso spreco di tempo e perché? Perché le Camere non sono state informate?

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