Morte Elisabetta, il super-venerdì di Caprarica. Ospite in nove programmi (con effetto déjà-vu)

Antonio Caprarica, solo venerdì, è stato ospite in nove programmi tv per commentare la morte di Elisabetta. Rai, Mediaset, La7 e Sky, senza distinzioni

Un Antonio Caprarica a reti unificate ha commentato la morte della Regina Elisabetta. Il day-after ha visto l’ex corrispondente da Londra protagonista in ben nove programmi in una sola giornata, migrando senza alcuna difficoltà dalla Rai a Mediaset, passando per La7 e senza disdegnare manco Sky Tg24.

Un evento storico che il giornalista ha evidentemente personalizzato portando il proprio contributo il più possibile originale, ma spesso non inedito, perché alla fine gli aneddoti da snocciolare sono quelli, così come le domande poste dai conduttori di turno.

Sempre vestito allo stesso modo, con giacca scura e cravatta viola, Caprarica esordisce venerdì a Mattino 5, dopo che la sera prima era stato negli studi di Dritto e rovescio.

Carlo è il primo Re della storia inglese che tradisce, divorzia dalla moglie tradita per sposare l’amante e portarla al trono”, dice alla Panicucci. “Carlo però è intelligente, colto. Gli inglesi dovranno abituarsi ad avere rispetto, anche se non potranno mai amarlo come hanno amato la madre”.

Poco dopo, Caprarica si rivede a L’Aria che tira e stavolta si affida ai ricordi e all’omaggio a Elisabetta: “Ho avuto la fortuna di incontrarla in più circostanze. Pur essendo un fervente repubblicano ho provato un’ammirazione che sconfinava nell’affetto personale. Porto nel cuore la sua cortesia regale”.

All’ora di pranzo, il cronista cambia location casalinga e si collega con l’all-news di Sky dove tra le altre cose snocciola il grande classico relativo al poco amore che la Regina provava per gli uomini con la barba.

La maratona prosegue alle 14 a Oggi è un altro giorno. “La monarchia si eredita – spiega – nella sua concezione il sovrano era davvero una specie di mano di Dio sulla terra. Ha giurato di governare fino alla fine dei suoi giorni”.

A seguire, ecco il ‘trasloco’ a Mediaset con il contributo nello speciale giornaliero del Tg4 – dove tornerà nell’edizione delle 19 con il commento al primo discorso di Carlo III – e a Pomeriggio 5. Qui ribadisce la tesi espressa a Mattino 5, lamentando una eccessiva presenza in studio del cosiddetto partito ‘filo-Diana’: “Abbiamo un Re che ha tradito la consorte, ha sposato l’amante e l’ha fatta Regina. Detta così sembra una favola nera, ma le cose stanno diversamente perché c’è una cosa che si chiama amore. Per cinquant’anni Carlo ha amato sempre quella donna”.

Infine, ecco la doppietta, di nuovo su Rete4, con l’apparizione sia in access a Controcorrente (con allargamento alle questioni politiche nazionali) che a Quarto Grado, nella prima puntata stagionale.

Se per un verso Caprarica può essere considerato un punto fermo e una garanzia sull’argomento, è lecito domandarsi quanto una spalmatura così impattante regali davvero un valore aggiunto al racconto, considerato il rischio inesorabile di un déjà-vu chiaramente percepito da una platea televisiva che poi, in molti casi, è sempre la stessa.