Rai ‘ammonisce’ Diaco dopo l’intervista a Ravagnani: “Comportamento non adeguato al Servizio Pubblico”
La Rai interviene sulla vicenda Ravagnani-Diaco. Il Servizio Pubblico con una nota ufficiale da parte di Angelo Mellone, Direttore della sezione intrattenimento Daytime, reputa alcuni passaggi dell’intervista inadeguati ed eccessivi.
La Rai interviene pubblicamente dopo 72 ore di fuoco. L’intervista di Pierluigi Diaco, durante il programma BellaMa, al concorrente di Ballando Con Le Stelle Alberto Ravagnani ha fatto molto rumore. I toni della chiacchierata sono sembrati eccessivi e fuori luogo. Il ragazzo, intervistato dal cronista e conduttore, si è trovato a dover rispondere a domande troppo fondate sulla sfera privata. L’impressione è come se si fosse oltrepassato un limite.
Diaco ha accusato il colpo: i telespettatori si sono schierati in massa con Ravagnani definendo l’intervista in questione un esempio di giornalismo da evitare. Lo ha fatto anche Milly Carlucci asserendo che l’accaduto fra il cronista e il concorrente del talent è stato “spiacevole”. Poi ci sarebbe anche la questione del presunto veto, come riporta Fanpage, di Ballando Con Le Stelle alla trasmissione di Raidue. Nessuno, tra i concorrenti del talent, andrà più ospite in trasmissione da Diaco. Questo è il rumors che ha fatto scattare altri tipi di coinvolgimento: a cominciare dall’Ordine dei Giornalisti, il quale si è schierato apertamente contro una condotta di questo genere.
Rai si scusa con Ravagnani: la nota ufficiale da parte di Angelo Mellone
A Diaco è arrivato tutto lo sdegno di una parte della categoria, ma Viale Mazzini non si era ancora esposta ufficialmente. Lo ha fatto attraverso il Direttore dell’intrattenimento Daytime Angelo Mellone, il quale in una nota ufficiale ha precisato: “C’è profondo rammarico per quanto accaduto nel corso della trasmissione BellaMa, la Direzione intrattenimento Daytime esprime profonde scuse al diretto interessato (Alberto Ravagnani ndr) e al pubblico per alcuni passaggi dell’intervista ritenuti inadeguati ed eccessivi rispetto ai principi di garbo, equilibrio e rispetto dell’interlocutore che devono contraddistinguere il linguaggio del Servizio Pubblico”.

Mellone, successivamente, aggiunge: “Resta ferma, naturalmente, la piena legittimità del porre domande anche incisive e scomode, nell’ambito del libero e doveroso esercizio del confronto giornalistico”. Una postilla fondamentale che tutela, a parole, ma anche con i fatti, il principio della libertà di stampa e di pensiero. Prendere le distanze dal comportamento di Diaco non esclude, per la Rai, la libertà di manovra che i cronisti e le croniste devono avere per svolgere al meglio il proprio lavoro. Non solo in tv.
“Toni inadeguati ed eccessivi”
Il punto, stavolta, è stato il linguaggio utilizzato. Infatti la parola “tono” compare spesso all’interno della nota pubblica. Diaco, dunque, anche secondo la Rai, ha superato un limite invalicabile che riguarda la discrezione e la capacità di fermarsi al momento opportuno. La platea televisiva lo ha fatto notare con ogni mezzo, dai commenti social alle interazioni su piattaforma. Soprattutto quando l’interlocutore (Ravagnani ndr) afferma – in maniera chiara – di non voler rispondere e Diaco prosegue con interrogativi ancor più ficcanti restando su un argomento di natura privata. Questa vicenda denota un precedente importante con cui, all’interno del Servizio Pubblico e non solo, si dovrà fare i conti.