Cosa racconta il Primo Canale Russo ai suoi telespettatori?

“Se non ti serve nei prossimi 6 mesi è shopping compulsivo”: il Primo Canale russo lancia programmi contro le fake news e dà consigli per gli acquisti

Il Primo Canale russo (Pervyj Kanal) è in prima linea nella propaganda putiniana, e non da oggi, come ha denunciato la tv pubblica ucraina fin dal primo giorno dell’invasione con una lettera inviata all’EBU. Lo dimostra anche con una programmazione che negli ultimi 15 giorni si è incentrata sui grandi eroi del paese, sulla grandezza militare della tradizione russa, sui concerti celebrativi, ma senza mai dimenticare l’intrattenimento pop, con i talent ancora in onda, i game del daytime e gli show di cucina. Non manca l’informazione, costruita sulle veline del Cremlino. Ma per quanto la guerra non compaia sui televisori russi – se non per le veloci incursioni di Anonymous che ha mostrato in diverse occasioni in ultimi giorni immagini delle città ucraine bombardate e dei civili colpiti – anche la programmazione del Primo Canale Russo ha mostrato di ‘adeguarsi’ alle necessità imposte dal conflitto. Come? Con speciali sull”operazione speciale in corso in Ucraina”, con le dirette delle conferenze del Presidente e anche con nuovi programmi, come un approfondimento per combattere le fake news che arrivano dal resto del mondo. Il programma si intitola AntiFake – Come distinguere le bugie dalla verità? ed è dedicato allo svelamento delle ‘menzogne’ diffuse dalla propaganda occidentale contro la Russia.

Il programma ha debuttato lo scorso 6 marzo, due giorni dopo l’approvazione della legge che condanna la diffusione di notizie false (secondo il Cremlino, ovviamente) e che ha portato al progressivo rientro dalla Russia dei corrispondenti e degli inviati occidentali, esposti ora al rischio di cattura e prigionia. Stando alla programmazione consultata sulla guida tv del Primo Canale russo, Antifake ha una collocazione piuttosto ballerina, che va dal preserale della domenica, al primo mattino dei feriali, che si alterna però anche con la seconda serata. Il programma, condotto da Aleksandr Smol, dura un’ora e ha l’obiettivo di svelare al pubblico le bugie diffuse “cinicamente” dai media occidentali.

“L’Occidente fa pressioni sulla Russia manifestando un odio bestiale. Quei video provocano un turbinio di emozioni potrebbero essere dei falsi, realizzati con un cinismo senza fine e senza pietà. Come distinguere la menzogna dalla verità? Con le analisi degli esperti di Anti-Fake”

si legge nella presentazione del programma, che cerca così di spiegare al pubblico russo le immagini che fanno capolino – o hanno fatto capolino finora – dai social network, dalle testimonianze di amici e parenti al di fuori dei confini nazionali su quanto sta avvenendo in Ucraina. O anche per dare una spiegazione a quello che sta succedendo nel quotidiano dei cittadini russi, che ‘improvvisamente’ stanno vedendo i marchi occidentali chiudere i propri negozi e ridurre le proprie forniture.

“Chi e perché crea false notizie? Come riescono a gettarci nel panico e a spingerci ad azioni avventate? Come affrontare lo tsunami di bugie che ci ha colpito? È in atto una vera e propria guerra dell’informazione to [qui il termine “guerra” (война – voyna) è usato, ndr] ed è in corso una massiccia opera di disinformazione per destabilizzare il Paese. Sui social network, sulle app di messaggistica istantanea, sulle mail si sta scatenando un’ondata di fake news relativa all’operazione speciale in Ucraina [qui il termine “guerra” non viene usato ma si parla di ‘спецоперации на Украине’ – spetsoperatsii na Ukraine] che espone chi cerca informazioni online a notizie contrastanti. L’obiettivo del programma è spiegare come funzionano le fake-news, chi le produce, come imparare a riconoscerle e come avere informazioni oggettive”

si legge ancora nella presentazione del programma, di cui sono disponibili online alcune puntate integrali. La lingua resta un ostacolo per i contenuti audiovisivi che non dispongono neanche di una minina sottotitolatura automatica in inglese, ma almeno nello scritto ci aiutano i programmi di traduzione, per quanto limitati.

Interessante è anche quanto trasmettono altri programmi di informazione o di infotainment. È il caso di un servizio tratto da Good Morning (Доброе утро – Dobroye utro), un equivalente in pratica del nostro UnoMattina, che oggi, 11 marzo, ha mandato in onda un contributo interessante sullo shopping compulsivo.

“Perché comprare un altro ferro da stiro? L’agitazione porta sempre ad investimenti sbagliati e allo spreco di denaro. Ad esempio comprare un altro bollitore, un secondo aspirapolvere o un altro ferro da stiro potrebbe non essere la mossa migliore da fare. Intanto perché hanno bisogno di spazio per essere riposti, poi perché rivenderli non è mai conveniente: è difficile rivendere e farci soldi. Il mercato dell’usato, come spiegano gli esperti, è fin troppo saturo. E allora vi diamo tre consigli per mettere al sicuro il vostro portafogli da azioni impulsive e irrazionali. Primo: pensa se davvero hai bisogno di quel prodotto nei prossimi sei mesi. Siediti, prendi carta e penna e fai una lista delle priorità. […] Per esempio, non conviene comprare il proprio cosmetico preferito due anni prima, perché ha una scadenza e i gusti cambiano. Si può sempre trovare un’alternativa e spesso è anche meglio. Secondo, compra solo cose che hai pianificato da tempo o di cui hai bisogno per motivi di lavoro o di studio. Per esempio, di computer, tablets, smartphone o stampanti bisogna valutare il consumo: se non ne hai bisogno nei prossimi sei mesi allora si tratta di un acquisto non necessario e impulsivo. La terza regola è quella usata da tutti gli uomini di finanza: quando hai bisogno di risparmiare non fare nulla, sii parco, spendi meno, metti da parte per gli imprevisti”

si capisce dal servizio, almeno servendoci di sistemi di traduzione automatica. Difficile non sentire gli echi della chiusura delle grandi catene di negozi occidentali (Sephora per il make-up ad esempio) e il tentativo di fermare le code che si sono formate in questi giorni nei centri commerciali per comprare dai negozi in chiusura. Interessanti, ovviamente, anche le immagini di supporto, in particolare il denaro riposto in una scatola, senza nessun riferimento a eventuali investimenti in banca, oggetto di servizi dedicati vista la situazione sui depositi, sui circuiti di credito e sul blocco di molti istituti russi a seguito delle sanzioni. Non da meno un altro servizio, visibile sul sito ufficiale del programma, sull’importanza delle riparazioni e del riciclo. Siamo dalle parti delle campagne autartiche di mussoliniana memoria.

Intanto nel prime time del venerdì sul Primo Canale russo c’è The Voice Junior…