Porta a porta celebra i successi estivi nello sport e mette in secondo piano la politica

Sport, scuola e Covid i temi delle prima puntata della nuova edizione di Porta a porta, che abdica per l’esordio al ruolo di “Terza Camera”.

Per aprire la nuova stagione Porta a porta, che torna ad avere – unica fra le trasmissioni di daytime di Rai 1 e non solo – una piccola presenza di pubblico in studio, si affida allo sport, visti i successi regalati quest’estate prima dalla Nazionale di calcio, poi dalle Olimpiadi e dalle Paralimpiadi.

La puntata parte da un’intervista al commissario tecnico Roberto Mancini, che aveva già realizzato con Bruno Vespa il promo di lancio della trasmissione. Con lui si ripercorre il fortunato viaggio degli Azzurri agli Europei di calcio, coronato dal trionfo dello scorso 11 luglio a Wembley. L’intervista serve a celebrare il successo della Nazionale, che ha rappresentato, secondo Vespa, un’occasione per dare nuovo rilancio al Paese dopo i difficili mesi vissuti, segnati dalla pandemia.

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Roberto Mancini durante l’intervista in apertura di trasmissione

La chiacchierata con Mancini si scontra curiosamente con l’intervista a Ti sento di Leonardo Spinazzola, uno dei principali protagonisti del successo azzurro agli scorsi Europei. Porta a porta apre quindi con il calcio, sfidando non solo il programma di Pierluigi Diaco, ma anche il post partita di Malmoe-Juventus in onda su Canale 5 con Champions League Live.

Lo sport segna decisamente come tema l’esordio del programma condotto da Bruno Vespa, che dedica poi uno spazio alle tre atlete paralimpiche che hanno monopolizzato il podio dei 100 metri, conquistando tutte tre le prime posizioni. Un racconto piuttosto asciutto, arricchito esclusivamente dal servizio curato da Concita Borrelli.

Il resto della puntata è dedicato poi alla riapertura delle scuole e alle tematiche riguardanti il Covid, i principali argomenti di discussione del dibattito pubblico. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, invece di confrontarsi con giornalisti o con politici, interloquisce, oltre che con Vespa, con una famiglia di Osimo.

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Ospite della prima puntata di Porta a porta il ministro Patrizio Bianchi

L’introduzione di una famiglia campione che si confronti in alcune puntate con il politico di turno ospite era stata già annunciata come novitò da Bruno Vespa nella conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del programma. Una novità che non porta particolari benefici al dibattito, che tende piuttosto ad appiattirsi sulle dichiarazioni fatte dal ministro Bianchi.

Il finale dedicato al Covid vede protagonista il presidente dell’AIFA, Giorgio Palù, un docente che non vuole vaccinarsi ed è contrario all’obbligo del green pass e Franco Bechis, direttore de Il Tempo, che è tornato a raccontare la vicenda legata alla scomparsa di sua madre convinta dal proprio medico di base a non vaccinarsi contro il virus.

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Spazio dedicato al Covid

Colpisce l’assenza in questa prima puntata di una figura politica vera e propria, dato che il ministro Bianchi ricopre un ruolo istituzionale e non è membro attivo di nessun partito. Porta a porta almeno per il debutto preferisce abdicare al ruolo di “Terza Camera”, puntando invece sull’utilizzo di toni pacati e sul racconto dei successi sportivi.

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Porta a porta è il talk show ormai storico della seconda serata di RaiUno, in onda dal 22 gennaio 1996 (inizialmente solo al lunedì e mercoledì, poi dal lunedì al giovedì) con la conduzione di Bruno Vespa.

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