Fabio Fazio e Tiberio Timperi pronti ad andare in pensione. Dicono loro

Fabio Fazio, Tiberio Timperi e i personaggi tv che si dicono pronti alla pensione. L’addio alla televisione è davvero così imminente?

Mi ritiro dalla tv. Anzi, no, resto in televisione. Forse è tempo di aggiornare il già corposo elenco. Poche settimane fa, precisamente martedì 3 gennaio, Tiberio Timperi, ospite di BellaMa’ (in onda su Rai2 dal lunedì al venerdì dalle 15.25 alle 17) aveva confessato a Pierluigi Diaco di essere pronto ad andare in pensione. In pratica, il conduttore (insieme a Ingrid Muccitelli e alla sua grandissima amica Monica Setta) di Unomattina in famiglia aveva preannunciato il suo addio alla tv, dopo 40 anni di lavoro:

È tempo che me ne vada in pensione e che mi tolga dalle scatole. A marzo faccio 40 anni di contributi e, se non mi cambiano la legge, uno il pensierino potrebbe farlo. Parliamoci chiaro: fuori c’è una vita. Poi, per carità, noi facciamo un lavoro che ci appassiona e quindi potremmo dire che non abbiamo mai faticato un giorno della nostra vita. Vorrei allontanarmi dalla telecamera un attimo prima che la telecamera si allontani da me… se ci riesco.

Qualche giorno prima Fabio Fazio, intervistato dal Corriere della Sera, aveva assicurato che “la pensione non mi spaventa“. Il padrone di casa di Che tempo che fa aveva inoltre spiegato che “lavoro da 40 e se dovesse passare la cosiddetta “quota 103” io tra due anni lascio. Ho fatto tanto, ho visto tanto, ho una bellissima famiglia“.

Dichiarazioni non soltanto rispettabilissime, a maggior ragione perché arrivano da due professionisti di primissimo livello del piccolo schermo, ma anche umanamente condivisibili nel merito. D’altronde, chi, dopo tanti anni di intenso lavoro e di alta esposizione pubblica, non vorrebbe ad un certo punto farsi da parte – o almeno fare un passo indietro – per godersi la vita quotidiana e gli affetti più cari, alla faccia dell’affascinante lucina rossa?

Tuttavia, appare spontaneo chiedersi se le parole si trasformeranno in fatti oppure se esista il rischio che anche stavolta, come accaduto molto spesso nel mondo dello spettacolo, restino intendimenti poi puntualmente disattesi per le più svariate motivazioni. Ma, soprattutto, seriamente, c’è qualcuno che ritiene che questa appena formulata sia una domanda non retorica?